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Culture
Ecco come far rinascere l’Italia a partire dalla sua vera ricchezza (la bellezza)

Nel momento in cui il settore del turismo esplode con un vigore inaspettato e ridistribuisce miliardi di euro in tutto il mondo, l’Italia resta ferma al palo. Nel mondo i turisti crescono del +5% annuo e nel 2013 hanno raggiunto la cifra di un miliardo. Saranno il doppio nel 2030, ma l’Italia, il Paese per antonomasia meta ideale dei viaggiatori internazionali, non è e probabilmente non sarà pronta a cogliere i frutti di questa incredibile opportunità.

Lo dicono le cifre e l’impietoso confronto con la Francia con i suoi 83 milioni di turisti contro i nostri 46. Stessa proporzione tra le capitali, con Roma lontana da Parigi e Londra.

I motivi si possono trovare in un sistema-Paese che non investe nel settore che gli sarebbe più congeniale (il 2014 registra investimenti pari alla metà di quelli del 2007), nelle infrastrutture inadeguate, nella mancanza di collegamenti aerei diretti verso i bacini di maggiore espansione (l’Alitalia non ha voli diretti verso la Cina mentre la Lufthansa ne ha 47 settimanali), nel caos delle leggi regionali per l’accoglienza alberghiera (dove ognuno stabilisce le personali classificazioni di stelle per gli alberghi), in un medioevo tecnologico sul piano della promozione online sia del turismo che del patrimonio culturale.

Quest’ultimo presenta una dimensione museale in cui poche realtà positive non riescono a nascondere il baratro di musei vuoti, troppo costosi, male organizzati e ancora peggio presentati sul web.

Eppure proprio tra le cifre di questo bilancio negativo si leggono gli incredibili margini di crescita che sarebbero a portata di mano se l’Italia cambiasse passo. Facendo la scelta radicale e identitaria di legare il proprio futuro al marchio che meglio la caratterizza e che tutti nel mondo le riconoscono: la bellezza.

Bellezza come promozione, ma soprattutto come collante di un popolo che, una vera identità comune forse non l’ha mai avuta.
Identità e consapevolezza, identità e coscienza, identità e orgoglio nazionale che superi la squadra di calcio, gli stilisti di grido o i miti artistici rinascimentali.

Identità e sviluppo sostenibile, sia a livello economico che ambientale, in un progetto condiviso da un‘intera nazione, che duri ben oltre le singole legislature e i diversi partiti politici.

Identità legata indissolubilmente alla bellezza da manifestare con orgoglio davanti al mondo fin dal possibile cambiamento dell’articolo primo della Costituzione italiana, in cui la parola “Bellezza” dovrebbe rientrare di diritto, per testimoniare e vincolare la vera grande ricchezza di questo Paese: una Repubblica fondata sulla Bellezza.

L'AUTORE - Emilio Casalini è un giornalista della trasmissione ‘Report’. Dal 1997, prima come fotoreporter per agenzie internazionali e testate italiane, poi per la RAI, racconta il mondo e l’Italia attraverso inchieste, documentari e reportage. Nel 2012, con il servizio “Spazzatour” ha vinto il premio Ilaria Alpi per la migliore inchiesta giornalistica dell’anno. Per Sperling & Kupfer ha scritto l’ebook Fondata sulla bellezza. Come far rinascere l’Italia a partire dalla sua vera ricchezza.

Tags:
sperling & kupferemilio casalinifondata sulla bellezza
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