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Scrittori, editori, editor, interviste, recensioni, librerie, e-book, curiosità, retroscena, numeri, anticipazioni... Su Affaritaliani.it tutto (e prima) sull'editoria libraria

di Antonio Prudenzano
su Twitter: @PrudenzanoAnton

Per capire cosa accadrà tra qualche anno all'editoria digitale italiana, basta osservare cosa già succede oggi negli Stati Uniti, dove l'ultima novità è legata ai cosiddetti "e-book in streaming": HarperCollins, tra le principali case editrici Usa, ha infatti deciso di provare a puntare sui testi digitali in abbonamento scegliendo come partner Scribd.com. Va specificato che al momento HarperCollins mette a disposizione solo i titoli del catalogo, e non le ultime novità (scelta che ha creato qualche perplessità). E va anche ricordato che servizi di questo tipo si stanno diffondendo nell’industria discografica (vedi il caso di Spotify) e in quella televisiva (con Netflix). Inoltre, va fatta attenzione: parlare di streaming e di abbonamento non è necessariamente la stessa cosa: il secondo modello può anche essere in download (senza prevedere lo streaming). Resta poi da capire se anche lo streaming legato ai libri avrà lo stesso successo di quello che vede protagonista musica e serie tv… Di certo, oltreoceano oltre a Scribd (che con 8,99 dollari al mese  permette di leggere circa 80mila testi digitali) è anche attivo un sito come Oysterbooks.com (qui con 9,95 dollari al mese si possono affittare circa 100mila e-book), e nelle prossime settimane sarà lanciato eReatah. Il settore degli "e-book in streaming", in ogni caso, al momento rappresenta una nicchia, e non mancano i dubbi degli osservatori sulla sua diffusione.

RiccardoCavallero

CAVALLERO (MONDADORI) NON HA PAURA DELLO STREAMING (MA PENSA CHE AD AVERE UN IMPATTO PIU' FORTE SARA' IL MATCHBOOK DI AMAZON...) -  E in Italia c’è spazio gli e-book in streaming? Sul tema, come spesso capita, tra gli addetti ai lavori non manca la preoccupazione. Chi di certo non si approccia con "paura" all'argomento è il Direttore Generale Libri Trade del Gruppo Mondadori Riccardo Cavallero che, al telefono con Affaritaliani.it, conferma di credere con forza nel futuro "digitale" dell'editoria e che, a proposito dell'ultima novità in arrivo dagli Usa, sottolinea: "Va chiarito che in questa prima fase gli amici di HarperCollins mettono a disposizione solo una parte limitata del loro catalogo. E credo che abbiano fatto questa scelta non tanto perché ditubanti, ma per una questione di conto economico e per un problema di pagamento dei diritti, che in ogni caso andranno rinegoziati". Affinché gli e-book in streaming si diffondano davvero, per Cavallero "sarà necessario il coinvolgimento diretto della maggior parte degli editori. Altrimenti è destinato a restare un modello di nicchia". Secondo Cavallero, più che lo streaming, però, sarà MatchBook di Amazon a influenzare davvero il mercato (il nuovo servizio, una sorta di "pacchetto", consentirà agli acquirenti di libri cartacei di ottenere a prezzi limitatissimi le rispettive versioni digitali, ndr): "Si tratta di una novità davvero radicale". A questo punto, per il numero uno di Mondadori Libri è necessario (ri)partire dalla domanda fondamentale: "Qual è il ruolo dell'editore?". Per Cavallero la risposta è chiara: "E' quello di consegnare al lettore un contenuto. Se infatti leghiamo il ruolo dell'editore al supporto fisico che si utilizza per usufruire del contenuto stesso, l'editore muore rapidamente. La formula del 'pacchetto' proposta da Amazon non sarà quella definitiva, ma rappresenta un primo passo significativo. In ogni caso, affinché la novità diventi una rivoluzione, è necessaria anche in questo caso una revisione dei contratti...".

AntonioTombolini

SIMPLICISSIMUS PER PRIMO IN ITALIA APRE AGLI E-BOOK IN STREAMING - Pur avendo qualche “perplessità” su modello dello streaming applicato ai libri digitali, Antonio Tombolini, fondatore di Simplicissimus Book Farm, tra i nostri massimi esperti di editoria digitale, già lo scorso 9 luglio (sul suo blog ) scriveva: “Cosa ci sta dicendo quel che accade alla musica? Che il modello basato sulla vendita di un contenuto a fronte del pagamento di un prezzo, ovvero il modello mutuato pari pari – mutatis mutandis – dalla realtà com’era prima, quella fatta di cd di plastica e di pagine di carta stampate con l’inchiostro, funzionerà sempre meno, e rapidamente scomparirà…”. E dopo aver analizzato il caso-Spotify, chiedeva: “Qualcuno sarebbe così gentile da suggerirmi un po’ di validi motivi in base ai quali non dovrebbe accadere anche coi libri?”. In effetti, già prima dell’iniziativa di HarperCollins, anche il mondo dell’editoria digitale da tempo ha cominciato a riflettere sullo streaming. Affaritaliani.it ha quindi chiesto a Tombolini un parere da operatore del settore: “Affinché un modello di questo tipo si diffonda,  è necessario che l’utente sia connesso con una certa facilità. E su questo punto, ormai ci siamo anche in Italia. Rispetto alla musica, tra l’altro, gli e-book ‘pesano’ meno. Ne deduciamo che le condizioni infrastrutturali per una concreta diffusione dei testi digitali in streaming ci sarebbero”. Allo stesso tempo, però, Tombolini evidenzia una serie di limiti: “Libri e musica sono contenuti molto diversi. E se l’abbonamento mensile può funzionare per la musica, visto che in un mese possiamo ascoltare decine e decine di brani, lo stesso non vale per i libri. Dubito che in trenta giorni se ne riescano a leggere più di tanti. Si potrebbe quindi pensare ad abbonamenti annuali, ma a quel punto forse non sarebbero più così convenienti per gli utenti…”. Riflette poi il fondatore di Simplicissimus: “L’altro problema, che riguarda anche HarperCollins, è l’offerta, che al momento è limitata. Sarebbe necessaria la partecipazione di tutti gli editori, grandi e piccoli…”. Antonio Tombolini, che ha dato vita anche alla piattaforma di auto-pubblicazione Narcissus.me, e che sta lavorando alla preparazione della prima edizione dell’International Self Publishing Festival, in programma il 19 e 20 ottobre a Senigallia, ci fa inoltre notare che Google per due anni ha pensato alla sperimentazione di un modello di lettura in streaming, ma poi ha preferito quello ‘classico’ di vendita dei singoli titoli”. Nonostante questi più che motivati dubbi, Tombolini ci anticipa infine che sta per firmare un contratto “24symbols.com, una piattaforma di lettura in streaming spagnola”. Presto, quindi, i testi digitali in streaming arriveranno anche da noi…

MarcelloVenaRcs

MARCELLO VENA (RCS LIBRI): "SEGUIAMO CON ATTENZIONE QUESTE SPERIMENTAZIONI, MA..."  - "E' troppo presto per giudicare l'iniziativa di HarperCollins, alla quale guardiamo con  attenzione, perché le sperimentazioni vanno sempre rispettate, soprattutto quando arrivano da un mercato già in fase avanzata come quello statunitense", ci spiega il responsabile del settore digitale per la Rcs Libri Marcello Vena, secondo cui la mossa di HarperCollins è "figlia della necessità di individuare fonti alternative di crescita nel digitale applicato ai libri". Ad Affaritaliani.it Vena infatti presenta due dati significativi: "Nei primi sei mesi del 2013 le vendite di e-book negli Usa sono cresciute solo del 5% nel settore adulti, mentre nell'editoria per ragazzi il segno è addirittura quello meno. Certo, quello statunitense resta comunque il mercato più rilevante al mondo per quota di mercato". Venendo alla scelta della partnership con Scribd, per Marcello Vena "se solo lo 0,1% degli utenti del portale (più di 80milioni nel mondo) optasse per il modello di streaming mensile a 8,99 dollari, il risultato sarebbe un business da milioni di dollari...". In ogni caso, quello dello streaming applicato agli e-book resta "un business di nicchia", perché si rivolge solo ai "lettori forti" che leggono più di un e-book al mese. Il responsabile digitale di Rcs Libri offre poi un dettaglio per nulla secondario: Chantal Restivo-Alessi, chief digital officer di HarperCollins, ha infatti fatto sapere che "l'accordo con Scribd prevede che HarperCollins abbia accesso ai dati sugli utenti". Ma Rcs Libri è interessata a entrare nel mercato degli e-book in streaming? "Ovviamente la lingua italiana rappresenta un limite. Inoltre, business di questo tipo funzionano solo con un'offerta molto ampia, e solo a seguito di una ridefinizione dei contratti. E soprattutto, in Italia per ora è bene concentrarsi sul business principale legato alla vendita degli e-book che, come sappiamo, cresce ma non è ancora al livello degli Stati Uniti. In ogni caso, seguiremo con attenzione le mosse di HarperCollins nei prossimi mesi e poi faremo le nostre valutazioni". Per Vena va però anche fatta attenzione al rischio-pirateria: "Spesso su Scribd abbiamo trovato nostri titoli condivisi dagli utenti. Ma devo dire che in meno di 24 ore, a seguito delle nostre segnalazioni, lo staff del portale li rimuove".

 

 

 

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