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Culture
“Gratitudine” come generatrice di eternità: l’intervista a Oscar di Montigny

"Gratitudine, La rivoluzione necessaria": in uscita nelle librerie e già disponibile su tutte le piattaforme on line il nuovo libro di Oscar di Montigny. L'intervista di Affari con l'autore. 

“Come incarnare i nostri ruoli con lo scopo del bene, affinché la nostra società possa esserne grata”, questo il messaggio cardine che possiamo cogliere dal nuovo volume di Oscar di Montigny, scrittore e divulgatore internazionale e già autore del bestseller Mondadori  "Il Tempo dei Nuovi Eroi".  

Arte, filosofia, scienza ed economia sono discipline tra le quali intercorre un rapporto osmotico in Gratitudine, La rivoluzione necessaria: esse si intrecciano, si sovrappongono perché ognuna diventa assoluta e allo stesso tempo necessaria per tornare a imbatterci e riscoprire ancora una volta la vecchia “pianta uomo”.

In definitiva è una rivoluzione copernicana quella auspicata dall’autore, tradotta nell’avvento di un’“economia sferica”, un modello che possa rimettere l’uomo al centro, nella sua accezione più intrinsecamente totalizzante:

“L’economia circolare è un approccio necessario ma non sufficiente, risponde infatti solo a uno stato d’urgenza dovuto al fatto che le risorse stanno finendo; continua a mancare una dimensione di centralità dell’essere umano”, spiega lo scrittore ad Affari: “Se al cerchio aggiungiamo una terza dimensione, che è quella dell’uomo, fatto di una radice e di una aspirazione, ecco che questo si trasforma in sfera. Allora tutte le qualità della sfera a differenza del cerchio, metaforicamente e metafisicamente, diventano interessanti: una forma perfetta, fatta di tre dimensioni, una forma democratica, dove tutti i punti sono equidistanti dal centro, ma anche una forma intelligente perché si adatta sempre alla superficie”.

A proposito di “pensiero circolare”, Eraclito, probabilmente tra le letture del nostro autore sempre molto attento a interpretare gli affluenti del fiume del cambiamento, sosteneva che “L’armonia invisibile è una sfera perfetta e incontaminata. Quella visibile, invece, si deforma continuamente sotto il peso della realtà”.

È proprio la realtà del modello economico che ha finora guidato la nostra società ad apparirci oggi quanto mai “pesante”, sempre più evidente nella sua insostenibilità e instabilità. Come scrive lo stesso Di Montigny all’interno del suo blog Riflessioni per il terzo millenio : “Non si può negare che il capitalismo sregolato abbia contribuito negli ultimi anni a fare dell’essere umano non più un fine ultimo, ma solo un mezzo”.

Eppure anche ora, quando il mondo è stretto nella morsa di una pandemia globale, all’unisono si invoca un “ritorno alla normalità”.  L'iperconsumismo, la frenesia degli acquisti, l’arricchimento ai danni dei più deboli, i falsi miti da seguire… ma è davvero questa la normalità alla quale dovremmo tornare?

Di Montigny ha le idee molto chiare: occorre un cambio di paradigma, riassunto nel motto vita tua, vita mea.

“La storia è scandita da vicende attivate da un paradigma che ha sempre guidato il rapporto tra gli uomini: il mors tua vita mea, ovvero il perseguimento di un passaggio che passa attraverso la morte dell’Altro, attraverso una privazione” - continua l’autore - “siamo passati recentemente a un paradigma ancora più estremo: al mors tua mors mea, abbiamo infatti pensato che il nostro vantaggio fosse da perseguire a qualunque costo, anche al costo della nostra stessa vita”

“Il tema centrale è quello di tornare a perseguire il vita tua, vita mea, quindi l’avere la sensibilità a livello emotivo e l’intelligenza a livello intellettuale di capire che l’unico modo per produrre un vantaggio per sé è quello di produrre un vantaggio per l’Altro, con il quale siamo inevitabilmente interconnessi”.

 Tradotto su un piano economico, tale rivoluzione si traduce in un approccio “coopetitivo” al business: “Non competizione a qualunque costo ma motore pervaso dai fondamentali dalla collaborazione”

Questa interconnessione e reciproca dipendenza deve assurgere a vera e propria matrice del cambiamento per lo scrittore, che teorizza innanzitutto la necessità di una “ri-evoluzione” intima, ma per niente intimistica: una discesa in sé stessi per potersi davvero aprire e“donare” all’Altro, generando un mondo retto dalla Gratitudine.

“La gratitudine nella mia vita è stato un valore guida ed è una condizione e uno stato interiore che va riscoperto perché è forse il valore più interessante da perseguire e il sentimento più intenso da provare. A maggior ragione in un momento come questo è importante educarci ad avere un profondo senso di gratitudine verso tutto quello che ci accade” aggiunge l’autore.  

L’emergenza causata dallo scoppio della pandemia da Covid-19 ha infatti inevitabilmente sovvertito il nostro schema valoriale: “ci siamo improvvisamente destati e scoperti dipendenti dai piccoli gesti, dai piccoli luoghi, dagli affetti che davamo per scontato. Allora perché non cercare di cogliere profondamente il valore di queste piccole cose, come della nostra stessa vita che non è frutto di un nostro atto di volontà, ma di un dono”.

Il libro è stato concepito e realizzato dall’autore prima dello scoppio dell’emergenza, che ha però in un certo senso amplificato e reso ancora più attuali gli interrogativi finora qui esposti: “Questa tragedia si presta a essere un momento di consapevolezza collettivo, fosse anche solo perché abbiamo vissuto in una dimensione molto democratica: il virus non si è fermato davanti a barriere economiche, ideologiche, fisiche, di razza o di religione. Questo dovrebbe farci capire che c’è un’umanità al di là delle regole strumentali che talvolta ci imponiamo”.

“Abbiamo rivalutato la Relazione; su questo non mi preoccupa tanto il distanziamento in sé, quanto questa parola: ‘distanziamento sociale’ è una parola violenta che può avere effetti psicologici che scopriremo solo più avanti.”

Tra luci ed ombre dell’emergenza però: “non possiamo dimenticare che gli esseri umani hanno facoltà che vanno al di là di questo: possiamo colmare uno spazio con l’intensità con uno sguardo, con un’emozione".

“Se non approfittiamo di questa esperienza per riavvicinarci temo un effetto collaterale, potremmo infatti distanziarci ulteriormente, alimentare le guerre economiche e la guerra delle responsabilità”

“Il futuro ci è venuto incontro violentemente, senza lasciarci il tempo di percorrere l’arco naturale del tempo, lasciandoci in una dimensione nuova nella quale si ridisegnano nuovi equilibri. Mi auguro davvero che sia l’opportunità per un’umanità più sana, più accogliente. L’opportunità ci è stata concessa, ora sta a  noi coglierla”.   

Oscar di Montigny (Milano, 1969) Scrittore, divulgatore e keynote speaker internazionale, nei suoi contributi coniuga business e management con filosofia, arte e scienza. È Chief Innovation, Sustainability & Value Strategy Officer di Banca Mediolanum e Presidente di Flowe, società benefit del Gruppo Mediolanum. Ha ideato e fondato Mediolanum Corporate University, riconosciuta come una delle migliori corporate university al mondo. Alumnus della International School of Self-Awareness, è fondatore e presidente di Be Your Essence (BYE), una startup innovativa a vocazione sociale che opera nel privato, nella pubblica amministrazione e nell’ambito delle nuove generazioni offrendo servizi di advocacy, advisory e activation per progetti di innovability, affermando nelle proprie soluzioni la centralità dell’essere umano. Nel suo blog, “Riflessioni per il Terzo Millennio”, indaga i mega trend e i nuovi scenari sociali e di mercato. Nel 2016 ha pubblicato con Mondadori il best seller Il tempo dei nuovi eroi.

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