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Culture
Hoppipolla, la startup che promuove la cultura indipendente per corrispondenza

Di Maria Carla Rota

Quattro ragazzi da tre città differenti: si sono consociuti grazia alla comune passione per la cultura, in alcuni casi incontrandosi di persona, in altri entrando in contatto tramite il web. Grazie ad un lavoro di coworking a distanza e all'amore per le cose belle, hanno trasformato il loro ufficio in un gruppo whatsapp. Così otto mesi fa è nato "Hoppipolla - cultura indipendente per corrispondenza", un progetto (nato come spin-off dalla community di artigiani Co hive) in cui si valorizza la cultura indipendente italiana e non solo.

"Lavorare insieme aumenta l’ispirazione, diminuisce i costi, genera nuovi progetti", sono queste le parole di Paola Tartaglino, blogger e storica dell'arte che vive e lavora a Torino. A Pescara ci sono Nicola Minerva e Simona Basilavecchia, rispettivamente un ingegnere ed una fotografa con la passione per il design. Infine Francesco Rellini, già co-founder di Scooterino, da Roma si occupa della parte commerciale, marketing e del business development.

Dalle loro diversificate esperienza condivise sono approdati all'idea della cultura per corrispondenza. "Paola e Simona avevano avviato insieme un porgetto pilota. Unendo le nostre forze e le nostre competenze, nel 2017 lo abbiamo rilanciato", racconta ad Affaritaliani.it Franceso Rellini, laureato in management, con alle spalle un'esperienza lavorativa alle spalle nella produzione cinematografica. Ogni mese, con un abbonamento da 3, 6 o 12 mesi o semplicemente acquistando la box del mese corrente, si potrà ricevere a casa una scatola a sorpresa contenente "cultura" selezionata tra migliori nuovi creativi in circolazione con progetti indipendenti e coraggiosi, che difficilmente si avrebbe il tempo e la circostanza di scoprire da soli. "Volevamo diffondere la cultura indipendente, ma non attraverso la classica rivista - racconta Francesco Rellini -. così, invece di parlarne semplicemente, abbiamo pensato a un modo per mostrarla e portarla direttamente nelle case".

Hoppipola, che cosa contiene la scatola

Hoppípolla contiene ogni mese: un oggetto di design, una pubblicazione editoriale, un suggerimento per scoprire un gruppo musicale, un prodotto illustrato e una quinta categoria a sorpresa, sempre variabile. I contenuti sono selezionati con estrema cura e si privilegiano prodotti artigianali o made in Italy, sebbene non si escludano creazioni e co-produzioni internazionali.

Hoppipolla, crescita social

Il progetto piace e i primi risultati sono soddisfacenti: "In questi primi 8 mesi si è registrata una crescita di abbonati di oltre 50%, mese su mese con un aumento esponenziale di followers sui vari social: su Facebook ci seguono 20mila persone, su Instagram 10mila". Inoltre, si è creato spontaneamente un target in rosa: "Il 90% dei clienti è donn, di età compresa tra i 25 e i 45 anni". Quanto costa acquistare una scatola di Hoppipolla? "Una singola scatola costa 29,90 euro e contiene creazioni culturale per un valore medio di almeno 60 euro. offriamo poi varie forme di abbonamento: con quello annuale, che prevede una scatola al mese, il prezzo scende a 26,50 euro".

Hoppipolla, nessun finanziamento esterno

Un ottimo segnale di partenza che ha spinto i fondatori del progetto a prendere una decisione in controtendenza con le classiche startup: "Abbiamo deciso di non ricorrere ad alcun investitore esterno - spiega Francesco Rellini -. Grazie a una buona crescita organica, riusciamo ad autofinanziarci e crescere con le nostre forze. Non escludiamo di ricorrere a finanziamenti esterni in futuro, magari in vista dell'internazionalizzazione, ma per ora vogliamo ben saldo il controllo decisionale".

Hoppipolla, selezione degli artisti

Infine, come vengono scelti gli artisti e i designer che collaborano con Hoppipolla? "Facciamo un attento lavoro di selezione, sia guardando le candidature spontanee che riceviamo, sia ricercando attivamente gli artisti. Oltre ad acquistare le creazioni, in alcuni casi nascono anche delle forme di coproduzione: se lo stile dell'artista ci piace, siamo ben lieti di ideare e produrre insieme una creazione originale".

Hoppipolla, perché questo nome?

Hoppípolla è una parola islandese intraducibile in italiano, perché non esiste un vocabolo che ne spieghi il significato: "La traduzione più vicina è "saltare nelle pozzanghere" e si riferisce a quello che pare essere uno dei giochi preferiti dai bambini islandesi, semplice e divertente - spiegano i fondatori della startup -. Ci è subito piaciuto il significato di questa parola, perché il senso di sorpresa che vogliamo trasmettere con Hoppípolla è lo stesso: solo che da adulti non è più sufficiente saltare in una pozzanghera, per meravigliarsi".

www.hoppipolla.it

Tags:
hoppipolla startuphoppipollahoppipolla culturahoppipolla pacco cultura
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