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Culture
Il libro dei Baltimore (Ed. La Nave di Teseo)
Ci sono libri di cui si parla in metropolitana, tornando a casa dal lavoro. Di cui s'intravvede la copertina spuntare dalla borsa della vicina, incontrata in ascensore, e poi, per caso, si sente parlare al tavolino di un bar. Una coincidenza? Quasi mai. Si tratta piuttosto di letture che, senza nemmeno essere particolarmente sponsorizzate, catturano il consenso dei lettori e... fanno successo. Sta succedendo proprio in questi giorni, in queste ore a un titolo edito in Italia da La nave di Teseo, 'Il libro dei Baltimore'. Quasi 600 pagine che, a detta di tanti lettori, scorrono senza lasciare fiato, grazie a una buona scrittura ma soprattutto a una trama incredibile, avvincente e capace di coinvolgere anche le menti più critiche. L'autore? Joël Dicker, svizzero, classe 1985, già campione di incassi con La verità sul caso Harry Quebert, suo secondo romanzo tradotto in oltre 25 paesi, vincitore del Grand Prix du roman de l’Académie Française 2012 e del Prix Goncourt des lycéens 2012.
 
il libro dei baltimore
 
LA TRAMA - I Goldman di Montclair, New Jersey, sono una famiglia della classe media e abitano in un piccolo appartamento. I Goldman di Baltimore, invece, sono una famiglia ricca e vivono in una bellissima casa nel quartiere residenziale di Oak Park. A loro, alla loro prosperità, alla loro felicità, Marcus ha guardato con ammirazione sin da piccolo, quando lui e i suoi cugini, Hillel e Woody, amavano di uno stesso e intenso amore Alexandra. Otto anni dopo una misteriosa tragedia, Marcus decide di raccontare la storia della sua famiglia: torna con la memoria alla vita e al destino dei Goldman di Baltimore, alle vacanze in Florida e negli Hamptons, ai gloriosi anni di scuola. Ma c’è qualcosa, nella sua ricostruzione, che gli sfugge. Vede scorrere gli anni, scolorire la patina scintillante dei Baltimore, incrinarsi l’amicizia che sembrava eterna con Woody, Hillel e Alexandra. Fino al giorno della Tragedia. E da quel giorno Marcus è ossessionato da una domanda: cosa è veramente accaduto ai Goldman di Baltimore? Qual è il loro inconfessabile segreto?
 
UN PERSONAGGIO VINCENTE - «In 'La verità sul caso Harry Quebert' - ha raccontato Joël Dicker alla stampa italiana - Marcus Goldman era innanzitutto, in quanto narratore, il mezzo che permetteva al lettore di risalire all’inchiesta sull’assassinio di Nola Kellergan. Mi sembrava quindi indispensabile prolungare l’esplorazione della personalità di Marcus in un altro romanzo, dove questo personaggio, sempre nella sua funzione di narratore, si sarebbe ritrovato, stavolta, al centro del prisma. Volevo presentarlo ai miei lettori, offrirgli un passato, una storia, una famiglia. E volevo che a raccontare Marcus fosse lo sguardo che su di lui posano i suoi due migliori amici».
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