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Culture
Il Teatro La Fenice di Venezia si accende con la videoarte di Fabrizio Plessi
Un'immagine della videoarte di Fabrizio Plessi al Teatro La Fenice di Venezia.

Il Teatro La Fenice di Venezia si accende con la videoarte di Fabrizio Plessi. Le parole di Philippe Donnet, Group CEO di Generali

 
 
 
 
Da domani 26 luglio al Teatro La Fenice di Venezia la videoarte di Fabrizio Plessi: ogni sera alle 19 una performance live live per vivere un’esperienza totalmente immersiva di musica, luci e colori. Un'iniziativa promossa da Generali Italia tramite il programma Valore Cultura. Quello tra Venezia e Fabrizio Plessi è un legame antico e profondo, come quello che lega Generali alla città lagunare e a uno dei suoi simboli, il Teatro La Fenice. E adesso, per la prima volta, La Fenice, da storico e famosissimo luogo d’opera e balletto, diventa spazio artistico per una performance del Maestro Fabrizio Plessi, uno dei padri fondatori della video arte, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Un connubio speciale, ineguagliabile e irripetibile reso possibile anche grazie al sostegno di Generali che consentirà, dal 26 luglio al 6 agosto 2017, di vivere l’opera sperimentale Fenix DNA di Fabrizio Plessi. Philippe Donnet, Group CEO di Generali afferma: “Venezia è radicata profondamente nella storia di Generali fin dai suoi esordi. E il rapporto con il Teatro La Fenice, di cui Generali Italia è Socio Sostenitore, è una delle dimostrazioni più importanti. Come assicuratore, infatti, Generali è stato protagonista della sua ricostruzione dopo i due incendi che nel 1836 e nel 1996 l’avevano completamente distrutta. Questo ci lega in modo forte alla storia di rinascita di questo teatro e alla città che lo ospita. È naturale quindi che ci colpisca e ci affascini un artista che come Plessi ha fatto di Venezia l’ingrediente base del suo racconto: un racconto che utilizza gli elementi naturali come simboli di rigenerazione e crea linguaggi nuovi per descriverli. Quello che Generali in Italia ricerca con Valore Cultura sono la protezione delle radici culturali di una comunità e lo stimolo alla crescita e all’innovazione”.
 
 

 

Il Teatro La Fenice di Venezia si accende con la videoarte di Fabrizio Plessi. Le parole di Cristiano Chiarot, Sovrintendete del Teatro La Fenice

 
 
 
Cristiano Chiarot, Sovrintendete del Teatro La Fenice, dichiara: “Fabrizio Plessi instaura da sempre un rapporto profondo con Venezia, fin dai primi anni Settanta, quando le sue opere sono esposte alla Biennale. Legato alla città d’acqua – proprio l’acqua, infatti, insieme al fuoco è uno dei ‘materiali’ che utilizza continuamente nell’arco di una lunga carriera internazionale – ora l’artista occupa La Fenice nel suo complesso, utilizzando le note sperimentali di un autore come Giovanni Sparano e i calchi di Guerrino Lovato per ricordare il grande processo di ricostruzione del Teatro dopo l'incendio. L’ottica con cui Plessi analizza e racconta è quella, positiva, della ‘rinascita’, del risorgere sempre e comunque, una prospettiva e un modo di pensare che caratterizza La Fenice sin dalla sua fondazione. Il nostro Teatro con quest’opera sperimentale si apre ancora una volta all’arte figurativa e concettuale, mediante uno degli inventori della videoarte nonché convinto fautore della commistione di segni come valore espressivo”. Da sempre gli elementi primordiali e primigeni dell’acqua e del fuoco sono al centro della ricerca artistica di Plessi che, anche in questa occasione, si esprimerà attraverso ciò che caratterizza il suo dna, unendolo e fondendolo a quello de La Fenice, grazie a 200 calchi - mai visti sinora - disegnati e modellati dal veneziano Guerrino Lovato, quali prototipi delle sculture e dei bassorilievi di ornato della cavea del teatro, distrutto da un terribile incendio nel 1996 e che ha riaperto le  porte, in tutta la sua magnificenza, nel dicembre del 2003. 
 
 
 
 
Il Teatro La Fenice di Venezia si accende con la videoarte di Fabrizio Plessi. Le parole dell'artista Fabrizio Plessi
 
 
 
Il cuore stesso del teatro, le sedute di platea, scompariranno per diventare il luogo della narrazione artistica di Plessi grazie ai calchi che – come dice l’artista – “sono l’elemento positivo, quello da cui tutto potrà sempre rinascere”. Tra essi, che riproducono capitelli, barbacani, teste di putti, maschere e grottesche, il visitatore assisterà a una performance che trasformerà La Fenice, come tutti la conosciamo, in un'altra La Fenice, ancora risorta dalle sue stesse ceneri, come l’animale mitologico di cui porta il nome. Ogni giorno, inoltre, il pubblico potrà ascoltare le note composte appositamente dal Maestro Giovanni Sparano, eseguite da Pourquoi-Pas Ensemble con la direzione di Alvise Zambon e cantate dal mezzosoprano Francesca Gerbasi per un’esperienza totalmente immersiva di luci e colori, tra l’eco degli elementi di acqua e fuoco da sempre nel dna di Plessi, di Venezia e della storia del Teatro La Fenice. “La moltitudine di calchi in gesso bianco, l’intera decorazione de La Fenice, non sono altro che l’anima vera di questo luogo - racconta Plessi -; l’infinita capacità di riprodursi, in feroce contrasto con la cenere nera a terra a simboleggiare le nostre insicurezze. Noi spettatori, persi nella magia del labirinto delle emozioni. Improvvisamente un fuoco e tutto il teatro risplende di luce rossa digitale. Improvvisamente l’azzurro dell’acqua divora l’intera platea metaforicamente allagata. Poi il buio. La luce bianca dei gessi, illumina le ombre segrete della percezione. Il labirinto dei gessi è il labirinto della ragione: camminiamo attorno alla ragione per ritrovare noi stessi, naufraghi della cultura di oggi”. Un’iniziativa promossa da Generali Italia tramite il programma Valore Cultura, prodotta da Fondazione Teatro La Fenice, in collaborazione con Arthemisia che consentirà - dal 26 luglio al 6 agosto 2017 - di vivere l’opera sperimentale Fenix DNA di Fabrizio Plessi. Storico il rapporto che unisce i protagonisti di questo evento, Generali e La Fenice. Nel corso della sua storia La Fenice, colpita da due incendi, ha trovato sempre al suo fianco Generali come assicuratore. Prima brucia il 12 dicembre del 1836, poi il 29 gennaio 1996: il gigantesco rogo distrugge lo storico teatro per ben due volte divorando gli arredi e trasformando in macerie gli ori e gli stucchi che ornavano la sontuosa struttura. Il cantiere, il processo, la ricostruzione e l’ultima riapertura, quella del 13 dicembre 2003 avvenuta grazie anche al ruolo di Generali che ha risarcito i danni di entrambi i disastrosi avvenimenti restituendo al teatro veneziano lo sfarzo di un tempo. L'iniziativa vede il coinvolgimento di Assicurazioni Generali, Banca Generali e Generali Italia che con il progetto Valore Cultura promuove l’arte e la cultura su tutto il territorio italiano. L’intento è creare valore condiviso per la comunità attraverso occasioni di fruizione artistica che siano accessibili ad un pubblico sempre più vasto. Questo si realizza con il sostegno e l’ideazione di mostre, eventi, iniziative didattiche e di formazione per i più giovani, esperienze legate  alla scoperta delle forme artistiche più celebri e delle istituzioni musicali più prestigiose. Tutto questosupportando la conoscenza del patrimonio artistico e incoraggiando l’innovazione. Per i cittadini veneziani è stata garantita la possibilità di ammirare gratuitamente l’opera sperimentale in due giornate: il 28 e 29 luglio.
 
 
 
Il Teatro La Fenice di Venezia si accende con la videoarte di Fabrizio Plessi. Info pratiche

 

 
Sede
Teatro La Fenice, Venezia
 
Date al pubblico
26 luglio - 6 agosto 2017
 
Orari di apertura
dal martedì alla domenica dalle ore 10.00  alle
17.30 – live performance ore 19.00
 
Info e prenotazioni
I biglietti sono acquistabili, nei punti vendita Vela Venezia Unica di Teatro La Fenice,  Rialto linea 2, Piazzale Roma, Tronchetto, Mestre e un’ora prima dello spettacolo nella biglietteria del Teatro La Fenice.
Biglietteria telefonica
(+39) 041 2424 Biglietteria on-line teatrolafenice.it
 
Biglietti
Visita al Teatro 10 euro (audio guida inclusa) dalle ore 10.00 alle 17.30
 
Posto unico numerato da 12,00 a 15,00 euro (per la performance live delle ore 19).
 
Possono usufruire di biglietti a prezzo ridotto, acquistabili solo nei punti vendita VelaVenezia Unica, gli abbonati alle Stagioni Lirica e Sinfonica 2016-2017, i residenti nel comune e nella città metropolitana di Venezia, gli studenti e i docenti, gli over 65, gli Amici della Fenice e Juvenice-giovani amici della Fenice, i possessori del biglietto per la visita al Teatro La Fenice.
 
Call center hellovenezia (+39) 041 2424
teatrolafenice.it Uffici stampa Arthemisia
Adele Della Sala | ads@arthemisia.it T. +39 06 69380306 – int. 288
Anastasia Marsella | am@arthemisia.it T. +39 06 69380306 – int. 131
Salvatore Macaluso | sam@arthemisia.it T. +39 06 69380306 – int. 3
 
 
 
Hashtag Ufficiali
#FenixDNA
#PlessiAllaFenice
 
Sito
www.teatrolafenice.it
 
 
 
 
Il Teatro La Fenice di Venezia si accende con la videoarte di Fabrizio Plessi. Generali a Venezia
 
 
 
Generali promuove iniziative che mirano a preservare e sostenere il patrimonio artistico e culturale delle comunità in cui opera. Tra queste, Venezia riveste un ruolo di primo piano, sia per l’indissolubile legame storico e spirituale che da 185 anni la unisce alla città lagunare sia per la sua natura che continua ad esprimere la vocazione all’internazionalità e alla multiculturalità della Compagnia. Generali, presente fin dalle origini nella sede delle Procuratie, sostiene da anni il Teatro La Fenice, la Fondazione Cini e Palazzo Cini, il progetto di restauro dei Giardini Reali di piazza San Marco, interpretando in chiave innovativa il ruolo di mecenate, ponendosi l’obiettivo di condividere con la collettività un patrimonio unico nel suo genere nella convinzione che la salvaguardia e la valorizzazione della cultura sia un fattore di crescita e di sviluppo. Piazza San Marco è un luogo unico e Generali è impegnata in una serie di iniziative finalizzate a valorizzarne e salvaguardarne il passato e il suo futuro: il progetto dedicato ai Giardini Reali segna l’inizio di questo percorso. La partnership con la Venice Gardens Foundation per il restauro dei Giardini Reali si propone di valorizzare e restituire un elemento importante della storia e dell’arte dell’area di Piazza San Marco non solo a favore degli abitanti della città di Venezia ma anche dei visitatori che vi giungono ogni anno da tutto il mondo. La presenza di Generali a Venezia risale al 1832 quando, un anno dopo la fondazione del Gruppo a Trieste, viene aperta la sede nelle Procuratie Vecchie. La storia del Gruppo si intreccia da subito con quella di Venezia e numerosi sono gli eventi che lo testimoniano. Nel 1848 i maggiori esponenti di Generali abbracciano con entusiasmo la causa della Repubblica di Daniele Manin. In pieno clima risorgimentale matura la volontà di adottare il simbolo del leone, in alternativa all’aquila asburgica. Lo strettissimo legame tra Generali e Venezia è evidenziato anche dai manifesti realizzati per la Compagnia fra il 1926 e il 1938 dal grande maestro del cartellonismo Marcello Dudovich. Moltissime sono anche le foto d’epoca: la folla radunata nel 1867 sotto le Procuratie Vecchie dalle cui finestre si affaccia Giuseppe Garibaldi che saluta Venezia riunita all’Italia; gli arazzi Fortuny esposti a festa sulle Procuratie nelle grandi occasioni; ospiti celebri in vari campi, come Charlie Chaplin, in visita alla sede; il gondolone del Circolo Nautico Generali che apre il corteo acqueo della Regata Storica sul Canal Grande e tanti altri avvenimenti, di cui Generali si fa promotore.
 
 
 
 
Il Teatro La Fenice di Venezia si accende con la videoarte di Fabrizio Plessi. Generali e il Teatro La Fenice
 
 
 
Generali ha un legame storico con il Teatro La Fenice di Venezia. Sono stati due gli incendi che nel corso della storia hanno colpito la storica istituzione lagunare. Generali gli è stata a fianco come assicuratore consentendone una rapida ristrutturazione e la restituzione alla città e alla comunità internazionale. Nella notte tra il 12 e il 13 dicembre 1836 le fiamme distrussero parte del teatro. Sono numerosi i verbali custoditi nell’Archivio storico della Compagnia che permettono di ricostruire l’evento e le attività per l’indennizzo, indispensabile per avviare la ricostruzione. Un percorso seguito dagli ingegneri Tommaso e Giovanni Battista Meduna per ripristinare il teatro dopo soli otto mesi dall’incendio. La ricostruzione è favorita dall’indennizzo di 240.000 lire austriache che le Assicurazioni Generali Austro-Italiche di Trieste e Venezia pagarono alla società della Fenice che aveva stipulato la polizza contro i danni dell’incendio. A 160 anni di distanza un altro incendio ha devastato il teatro. È il gennaio 1996 quando, durante la notte, un incendio esplode all'interno de La Fenice. Nuovamente la Compagnia interviene nel suo ruolo di assicuratore del Gran teatro risarcendone con sollecitudine i danni. Il legame storico con il Teatro prosegue anche oggi: Generali Italia è infatti socio sostenitore de La Fenice attraverso il suo programma Valore Cultura, il progetto con cui promuove l’arte e la cultura su tutto il territorio italiano.
 
 
 
 
Il Teatro La Fenice di Venezia si accende con la videoarte di Fabrizio Plessi. Fabrizio Plessi
 
 
 
Fabrizio Plessi è nato a Reggio Emilia nel 1940. Ha compiuto i suoi studi all’Accademia di Belle Arti di Venezia dove ha insegnato per molti anni. Usando il video come strumento artistico, ha tracciato un percorso innovativo che lo ha reso celebre in tutto il mondo. Cofondatore della Kunsthochschule fur Medien di Koln, ha insegnato Umanizzazione delle Tecnologie e Scenografia Elettronica. A Ludwig Museum di Koln famosa è la sua installazione Bombay-Bombay. Partecipa a 14 edizioni della Biennale di Venezia dal 1970 fino all’ultima del 2011, dove presenta al Padiglione Venezia Mari Verticali. In Italia è stato premiato dalla Quadriennale di Roma nel 1999. Nello stesso anno il Kestner Gesellschaft di Hannover lo premia come artista dell’anno con il premio NLB. Nel 2002 antologica Paradiso/Inferno alle Scuderie del Quirinale di Roma. Ha realizzato oltre 500 mostre personali, dal Centre Pompidou nel Beaubourg di Parigi (1982) al Guggenheim di New York (1998), dal Museum of Contemporary Art di San Diego (1998) al Guggenheim di Bilbao (2001), da Documenta di Kassel (1987) al Martin Gropiu Bau di Berlino (2003). Sempre a Berlino realizza una grande installazione per il Sony Center a Potzdammer  Platz. Collabora con i musei più importanti in Austria come il Kunshistorische Museum, il Museum Ludwig e la Neue Galerie di Linz. Anche i paesi emergenti hanno in Plessi un sicuro riferimento, come dimostra l’inaugurazione del nuovo Museo d’Arte Contemporanea di Rabat nel 2006 con
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