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Culture
Immagini di donna tra Otto e Novecento. La mostra a Verbania
Mario Sironi, Figure, 1916

di Raffaello Carabini

 

Il Museo del Paesaggio di Verbania si mette completamente in mostra. Dopo la suggestiva rassegna dedicata al grande scultore Paolo Troubetzkoy, di cui l’istituzione possiede il maggiore corpus di opere che occupano tutto il pian terreno del ristrutturato Palazzo Viani Dugnani, fino all’1 ottobre sono esposte, a occupare il rinnovato primo piano, un’ottantina di dipinti e piccole sculture a delineare alcuni aspetti della rappresentazione de La figura femminile da Ranzoni a Sironi e Martini. È questo il sottotitolo della mostra I volti e il cuore, che rende di nuovo visibile una parte della collezione del museo, arricchendola con una manciata di opere di Mario Sironi provenienti da collezioni private.

Diciamo subito che si possono ammirare almeno quattro capolavori. “Il convegno” di Ambrogio Alciati, sul tema della passione fortificata dai contrasti, con una grafica inferriata che divide e fonde i due innamorati in un bacio post-impressionista di suadente intensità.

Il gesso “Maternità” di Troubetzkoy (che gli sta a fianco in una sala pregna di affetti forti, terrigni, basilari, come nel bronzo “L’addio dello spazzacamino” di Giulio Branca, più statico ma di indicativa valenza sociale), simbolo intenso della monovalente, diretta, inarrestabile natura di dono dell’amore di madre.

La grande tela di oltre sei metri per quasi tre “Alla vanga” di Arnaldo Ferraguti, quasi l’antecedente – è stata dipinta 11 anni prima – del “Quarto stato” di Pellizza da Volpedo, ovvero l’immagine del duro lavoro nei campi, cui partecipano anche donne e bambini, visto quasi come l’avanzare di una batteria di fucilieri con le armi (le vanghe) rivolte verso terra, ma controllato da un rubizzo sorvegliante.

“La toeletta del mattino”, uno degli esiti più celebri di Mario Tozzi, opera tipica del Ritorno all’ordine del primo 900 italiano, con figure statuarie quasi metafisiche e disposizione da natura morta.

E sono da citare anche i ritratti dello scapigliato Daniele Ranzoni, i gessi del grande Arturo Martini e la corposa presenza di Sironi (che culmina nella discussa “Vittoria alata”, cartone preparatorio del particolare del grande affresco nell’Università La Sapienza di Roma), per restare ai protagonisti. Ma tutto il piacevole percorso si impone per quello che i romantici chiamavano stimmung, la vibrazione all’unisono dell’osservatore con la realtà osservata di cui, immedesimandosi, si riconosce parte.

Specie se, come è capitato a chi scrive, una splendida giornata di sole sul lago Maggiore induce in precedenza la mente a leggere tutto con uno sguardo “antigorgonico”: che non pietrifica le cose, le rende attraversabili. E quindi comunque comunicative.

 

I volti e il cuore – La figura femminile da Ranzoni a Sironi e Martini

Museo del paesaggio, via Ruga 44 - Verbania
fino all’1 ottobre

Orario: da martedì a venerdì 10/18; sabato, domenica e festivi 10/19
Ingresso: 5 €; 3 € ridotto; gratuito per disabili e un accompagnatore
Informazioni: tel 0323556621; www.museodelpaesaggio.it 

Tags:
mostra verbaniaverbania mostraverbania museo paesaggio
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