Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Culture » Linee ferroviarie dismesse e stazioni abbandonate diventano “musei”

Linee ferroviarie dismesse e stazioni abbandonate diventano “musei”

Linee ferroviarie dismesse e stazioni abbandonate diventano “musei”
street art london p
Le linee ferroviarie dismesse e le stazioni abbandonate, in Italia, sono circa 1700 e sono gestite a distanza grazie all’utilizzo di dispositivi informatici per essere al passo con l’evoluzione tecnologica in atto, ma esposte agli atti vandalici incontrollati. Per evitarne il degrado ulteriore (il saccheggio è già avvenuto) le Ferrovie dello Stato le mette a disposizione di Comuni e associazioni…

di Mariella Colonna

Le linee ferroviarie dismesse e le stazioni abbandonate, in Italia, sono circa 1700 e sono gestite a distanza grazie all’utilizzo di dispositivi informatici per essere al passo con l’evoluzione tecnologica in atto, ma esposte agli atti vandalici incontrollati. Per evitarne il degrado ulteriore (il saccheggio è già avvenuto) le Ferrovie dello Stato le mette a disposizione di Comuni e associazioni – tramite contratti di comodato d’uso gratuito – con il solo impegno di tenerle pulite, agibili e funzionanti.
Attualmente ne sono state assegnate 480.

Il Piano di riorganizzazione e riqualificazione di questo grande patrimonio in disuso prevede anche l’utilizzo socio-ambientale degli spazi. A tal fine, si sono siglati protocolli d’intesa con la Regione Toscana, Legambiente, AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile), CSVnet (Centri di Servizi per il Volontariato), Legacoop Sociali, per avviare progetti che abbiano ricadute sociali sul territorio. Ne è un esempio la stazione di Ronciglione trasformata in casa di accoglienza per famiglie con bambini affetti da malattie oncologiche gestita dall’associazione Cuore di Mamma. 

Fanno parte del patrimonio FS anche 3mila chilometri di linee ferroviarie dismesse, di cui 325km il Piano intende destinare a piste ciclabili e percorsi verdi accessibili a tutti e riservati alla mobilità dolce. Obiettivo del Gruppo FS è il coinvolgimento del ministero dell’Ambiente, delle Regioni, degli Enti locali, delle associazioni ambientaliste, affinchè colgano questa opportunità e si impegnino per la rinascita di strutture che possono essere trasformate in centri di aggregazione nei quali coltivare la socialità, aspetto della vita dell’individuo che oggi sembra sopraffatta dallo strapotere della solitudine tecnologica. Un progetto di greenways urbana si sta realizzando – per fare un esempio – a Roma sul tracciato della ex ferrovia Roma/Cesano.

Il report ‘Le stazioni impresenziate sulla rete ferroviaria italiana. Definire il fenomeno per definire le opportunità‘ di Tortorella/Coltellese consultabile sul sito di Fs, ne propone la riqualificazione a fini turistici e sottolinea che recentemente il Dipartimento nazionale del Turismo ha stilato un piano multiregionale per rilanciare il settore nel Mezzogiorno finanziando con circa 530miliardi 447 progetti ecocompatibili a condizione che non contribuiscano all’ulteriore cementificazione.