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Culture
Lorenzo Marini inaugura la sua mostra a New York

Lo scorso ottobre, la sua mostra, Type Visual, in cartello per tutto il mese al Palazzo della Permanente di Milano, era stata giudicata da critica e collezionisti come una delle esposizioni più innovative e interessanti della stagione. A sette mesi di distanza, Lorenzo Marini debutta con  una personale, sempre dedicata allo studio dei segni dell'alfabeto, in una delle più autorevoli gallerie americane: la Georges Bergès Gallery di New York, dove l'esposizione durerà dal 4 al 15 maggio.
Bergès, gallerista tra i più quotati a livello internazionale, ha deciso di puntare su Marini proprio dopo aver visto la mostra della Permanente. Rispetto all'esposizione milanese, quella di New York accentuerà gli aspetti pop, con un uso più vivace del colore, in linea, oltre che col gusto americano, con la grande riscoperta della Scuola di Piazza del Popolo, protagonista delle recenti aste di Sotheby's e Christie's. Marini diventa così, per il mercato

Usa, l'artista italiano  della scuderia di Bergès, che si occupa di un solo autore per Paese.
Con la nuova ricerca pittorica presentata alla Permanente, Lorenzo Marini ha dato vita a una corrente artistica, che la critica ha già battezzato Type Art e che  può essere sinteticamente definita come l'esaltazione dello studio dell'alfabeto e più specificamente delle font dei caratteri grafici. Una ricerca, in cui i segni vengono declinati in tutte le loro forme. Ad esempio, le lettere sono interpretate nel corsivo come nello stampatello, nel maiuscolo come nel minuscolo.
Una corrente che rientra a pieno titolo nell'attuale tendenza verso la “contaminatio”. In altre parole, nella caduta delle barriere tra le diverse forme dell'arte. Nelle Type art, confluiscono, oltre all'arte visiva, il visual design, l'estetica dei comics e, naturalmente la creatività dell'advertising, che nel connubio parole/immagini trova la propria essenza.  

L'attenzione di Marini per i caratteri deriva proprio dalla sua  esperienza di creativo pubblicitario, attività che l'ha portato a essere considerato uno dei più apprezzati art director italiani, e a fondare il Lorenzo Marini group, società di comunicazione creativa con sedi in tutto il mondo. Prima di iniziare a lavorare come Art director, Lorenzo ha frequentato l'Accademia di belle arti di Venezia, seguendo in particolare i corsi del grande Emilio Vedova. Una passione che non lo ha mai lasciato e che lo ha portato a seguire le orme di Victor Vasarely, Pino Pascali e, più recentemente Hermann Nitsch, passati, senza soluzione di continuità dall'advertising all'arte visiva.
Uscito allo scoperto nel 2014, dopo trent'anni di ricerca sviluppata in privato, Marini ha collezionato in meno di un triennio personali presso importanti Spazi pubblici come l'Oberdan di Milano, Palazzo Riccardi di Firenze e Palazzo Zuckerman di Padova e presenze in permanenza presso Musei quali il Museo dei Beni culturali di Genova. Al suo attivo, anche due partecipazione ad Art Basel Miami, una delle più importanti fiere del settore.

 

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