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Di Vincenzo Caccioppoli

 

“Per molti aspetti, il problema della resistenza antimicrobica assomiglia a quello del cambiamenro climatico: l’uomo e’ vittima del suo stesso successo, la scienza e’ complicata ma affascinante, la politica teatro di iniquita’, c’e’ un forte senso di impotenza ma, cosa molto piu importante tutti noi possiamo e dobbiamo fare qualcosa a riguardo, a comiciare da adesso.” Sally C. Davies, direttore sanitario generale dell ‘ Inghilterra, massima autorita’ britannica nel campo medico, quando afferma queste parole all ‘ interno del suo libro “Quando le medicine non funzionano”, edito in Italia da Aboca, lo fa ovviamente a ragion veduta, portando come conseguenza del fenomeno della agli antibiotico- resistenza, un dato che dovrebbe far riflettere, e cioe’ che i virus resistenti ai famaci uccidono, ogni anno, piu di 25000 persone in tutta Europa.

Questo accade sopratutto, secondo la dottoressa, per il cattivo ed eccessivo uso che si fa oggi degli antimicrobici in generale. Nella solo Gran Bretagna, infatti,i medici di base prescrivono piu’ di 35 milioni di cicli di farmaci antimicrobici, e quindi le ricette richieste sono piu di una per nucleo familiare. E la Gran Bretagna non e’ affatto fra i maggiori consumatori di antibiotici in Europa. Una ricerca effettuata due anni fa in Catalogna, per esempio, ha mostrato come su 200 farmacie interpellate da due attori, che lamentavano differenti patologie dal semplicissimo mal di gola fino alle infezione alle vie urinarie, in quasi la meta dei casi i famaci antimicrobici sono stati venduti tranquillamente senza nessuna prescrizione, e nel 18% dei casi anche per un mal di gola.

Tutto questo contribuisce a creare le cosidette resistenze batteriche, che rappresentano una grande emergenza sanitaria, perché favoriscono il ritorno di malattie infettive che si pensavano sconfitte o sotto controllo. Secondo stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) circa 700.000 decessi all’anno nel mondo sono dovuti alle infezioni resistenti, in Europa, come detto si verificano annualmente 4 milioni di infezioni da germi antibiotico-resistenti, che causano 25.000 decessi, se gli attuali tassi di incremento delle antibioticoresistenze non saranno invertiti, da qui al 2050 i “superbug” saranno responsabili di almeno 10 milioni di decessi annui. In questo quadro non certo rassicurante, l’ Italia è uno dei Paesi dove si registra il maggior consumo di antibiotici (27,8 dosi ogni 1000 abitanti al giorno). Il nostro e’ anche uno dei Paesi, nei quali la resistenza agli antibiotici si mantiene tra le più elevate in Europa e quasi sempre al di sopra della media europea. Ma questo e’ dovuto sopratutto per la scarsa disciplina da parte delle autorita sanitarie in primis. Basti pensare che le Infezioni, correlate all’Assistenza medica, colpiscono ogni anno circa 284.100 pazienti italiani, causando circa 5000 decessi, in un contesto come l’ Europa, dove circa 4 milionii di persone si ammalano contraendo una infezione negli ospedali, dove si calcola che oltre il 50% degli antibiotici somministrati sia inutili od utilizzati in modo inappropriato. Perche secondo quello che scrive ancora la Davies, la maggioranza dei batteri presenti nel nostro organismo sono assolutamente innocui o addirittura benefici per la nostra salute, a patto che rimangano dove abitualmente risiedono , e cioe’ nell’ intestino e nella pelle. Questi batteri, infatti, contribuiscono a mantenere sano l ‘ organismo, aiutandoci nella digestione dei cibi e producendo le vitamine B e K che siamo in grado di assorbire. L’ abuso di antimicotici, tra le altre cose, fa aumentare la probabilita’ che alcuni di questi batteri innocui proliferino in maniera eccessiva, grazie alla capacita’ di reistenza al farmaco, e operino una mutazione genetica, traformandosi in batteri piu resitenti che migrando in altre parti del nostro corpo, possono provocare gravi malattie, a  causa anche del conseguente abbassamento delle difese immunitarie.

Per evitare tutto questo basterebbero pochi e semplici accorgimenti, primo fra tutti quello di un uso piu consapevole e corretto degli antibiotici, senza abusarne ma sopratutto utilizzandoli quadno necessario nei modi e tempi stabiliti dalle indicazini terapeutiche. E poi una maggiore igiene personale, sopratutto lavare ripetutamente le mani, considerando che nella sola parte che va dai polpastrelli al gomito, sono presenti tra i 2 e i 10 milioni di batteri.

 

vcaccioppoli@gmail.com

 

 

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