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New York, la città interiore negli scatti di Matilde Damele

Al Museo di Roma in Trastevere, sino al 13 Settembre, una mostra fotografica racconta la Grande Mela tra solitudini, attese e frammenti di vita quotidiana

New York, la città interiore negli scatti di Matilde Damele
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Una New York lontana dalle immagini cartolina, osservata con lentezza e restituita attraverso lo sguardo intimo di una flâneuse contemporanea. È questo il cuore della mostra “New York” di Matilde Damele, nelle sale del Pianoforte del Museo di Roma in Trastevere, in piazza di S. Egidio 1/b.

Dalla frenesia urbana a Coney Island, un viaggio in bianco e nero lungo quindici anni di esperienza americana

Il progetto nasce da quindici anni di vita trascorsi dall’artista nella Grande Mela, tra il 1999 e il 2014. Con la sua Leica M6 analogica, Damele percorre i quartieri della città – da Brooklyn alla West Side, fino al Bronx – trasformando la strada in uno spazio di osservazione, introspezione e conoscenza. Le sue fotografie si soffermano su volti, gesti minimi, attese e solitudini, cercando quell’attimo sospeso in cui la dimensione umana emerge con particolare intensità.

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Una New York in bianco e nero

Il linguaggio fotografico di Matilde Damele dialoga con la tradizione della New York School e con la poetica in bianco e nero di autori come Garry Winogrand e Helen Levitt. Tuttavia, il riferimento ai grandi maestri viene riletto attraverso una sensibilità personale, segnata dall’esperienza dello sradicamento e dalla condizione di chi attraversa una città sentendosi, al tempo stesso, dentro e fuori dal suo ritmo quotidiano.

Le immagini non hanno l’obiettivo di documentare New York in senso cronachistico. Piuttosto, la città diventa un luogo mentale, una metafora del viaggio interiore dell’artista. La contemporaneità resta sullo sfondo, mentre le fotografie sembrano sottrarsi al tempo storico per concentrarsi su una dimensione più universale: l’incontro tra individui, la distanza, l’attesa e la ricerca di una possibile appartenenza.

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Coney Island, tra realtà e surreale

Accanto al percorso dedicato ai quartieri newyorkesi, la mostra presenta una serie di immagini realizzate a Coney Island, dove la tensione della metropoli lascia spazio a un’atmosfera più lenta e sospesa. Tra la spiaggia e le strutture decadenti del Luna Park si muovono figure eccentriche, famiglie, visitatori e personaggi colti in momenti di quotidianità che sfiorano il surreale.

In queste fotografie si avverte l’eco dello sguardo diretto e disincantato di Weegee, che proprio a Coney Island aveva raccontato una umanità teatrale, esuberante e priva di filtri. Damele rielabora quella lezione in una chiave più raccolta e contemplativa, mantenendo un equilibrio costante tra partecipazione e distanza. L’osservazione dell’altro diventa così anche un’occasione per riconoscere sé stessa.

Da New York a Roma

Il percorso espositivo si completa con una serie di immagini realizzate a Roma, nella zona di Porta Maggiore e dintorni. Anche in questo caso l’artista conserva la propria cifra poetica, fatta di attenzione ai margini, alle presenze anonime e ai dettagli capaci di trasformare il paesaggio urbano in un racconto emotivo.

In occasione della mostra è inoltre disponibile il volume “NEW YORK 1999-2014 MATILDE DAMELE”, pubblicato dall’editore berlinese DCV nel 2025, che raccoglie una selezione delle fotografie realizzate durante gli anni americani.

La mostra è promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali ed è curata da Giovanni De Angelis. I servizi museali sono affidati a Zètema Progetto Cultura.

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L’artista

Nata a Bologna nel 1969, Matilde Damele si laurea in Lingue e approfondisce la fotografia prima di trasferirsi a New York. Qui frequenta l’International Center of Photography e sviluppa un percorso di ricerca personale ispirato alla tradizione della fotografia urbana americana. Espone in numerose mostre collettive e realizza una personale all’Empire State Building.

L’11 settembre 2001 fotografa il crollo delle Torri Gemelle. Quelle immagini entrano successivamente nel volume “Here is New York: A Democracy of Photographs”, progetto corale dedicato a uno degli eventi più traumatici della storia recente.

Dopo il trasferimento a Londra e un master alla Central Saint Martins University, Damele amplia la propria ricerca con nuove sperimentazioni. Nel 2017 il progetto “Esili”, realizzato attraverso fotografie serigrafate su sacchetti di plastica, vince il Clifford Chance Printmaking Prize della Marlborough Gallery; nel 2019 viene presentato a Photo London e segnalato dal Guardian tra le proposte più innovative della manifestazione.

Dal 2020 l’artista vive e lavora a Roma, dove affianca alla pratica artistica la collaborazione con Trinity College Campus, AIFS e Officine Fotografiche. Le sue opere fanno parte di collezioni internazionali, tra cui la New York Historical Society, Clifford Chance a Londra, il Centre Pompidou-Metz e la Bibliothèque Stanislas di Nancy