Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Culture » Noè, l’anti-007 della letteratura; fede e intrighi nel nuovo thriller di Giovanni Grasso, Finchè durerà la terra – INTERVISTA ESCLUSIVA

Noè, l’anti-007 della letteratura; fede e intrighi nel nuovo thriller di Giovanni Grasso, Finchè durerà la terra – INTERVISTA ESCLUSIVA

Un libro psicologico e religioso che diverte, commuove e inquieta; l’autore smaschera il confine sottile tra religiosità autentica e uso del sacro

Noè, l’anti-007 della letteratura; fede e intrighi nel nuovo thriller di Giovanni Grasso, Finchè durerà la terra – INTERVISTA ESCLUSIVA

Finché durerà la terra, di Giovanni Grasso (Rizzoli Editore) è sicuramente uno dei libri più letti dell’estate; si tratta di un giallo costruito attorno al personaggio di Noè, un uomo di 38 anni che ha studiato teologia e si è fermato a un passo dal diventare sacerdote.

Grasso, scrittore, autore teatrale e consigliere per la stampa e la comunicazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sta girando l’Italia per le presentazioni, ma ha trovato il tempo di rispondere ad Affaritaliani Redazione Roma. Grasso ha pubblicato, tra gli altri, i romanzi Il caso KaufmannIcaro, il volo su RomaIl segreto del tenente Giardina, vincitore del premio Mondello nel 2024, e L’amore non lo vede nessuno. Nei suoi romanzi ha affrontato vicende storiche, politiche e morali, spesso ricostruite attraverso personaggi chiamati a scegliere tra responsabilità individuale, obbedienza e potere.

Noè, l’anti-007 della letteratura; fede e intrighi nel nuovo thriller di Giovanni Grasso, Finchè durerà la terra – INTERVISTA ESCLUSIVA

Storia avvincente, fatta di personaggi umanissimi, “Finchè durerà la terra” mette a nudo il cortocircuito tra la religiosità autentica e uno spregiudicato uso del sacro come fonte di potere e di arricchimento.

L’intervista

Come nasce questo romanzo?

“Desideravo da tempo cimentarmi su una tematica che riguardasse il sacro, il misticismo, il confine labile tra la religiosità e la superstizione, indagando il mondo misterioso e talvolta ambiguo delle apparizioni”-dice Grasso-“poi, un giorno, mi è capitato di leggere una intervista di un seguace di una nota “santona”, le cui gesta hanno riempito le cronache di televisioni e giornali un po’ di tempo fa: il “discepolo“ raccontava di aver assistito personalmente al miracolo della moltiplicazione degli gnocchi, compiuto dalla “madre“ in sua presenza. Questo racconto  è stato  la  spinta decisiva per questo romanzo,  ho pensato: qui mi devo sbrigare a scrivere perché il rischio è che la realtà superi la fantasia”

Noè, l’anti-007 della letteratura; fede e intrighi nel nuovo thriller di Giovanni Grasso, Finchè durerà la terra – INTERVISTA ESCLUSIVA

Noè è un investigatore fuori dagli schemi, si è ispirato a qualcuno – e a chi – in particolare?

“Noè è un uomo totalmente irrisolto, quindi molto contemporaneo. Ma la situazione precaria in cui si trova non dipende da lui, ma da una serie di accidenti, di scherzi del destino. Voleva fare il prete ma la grave situazione familiare della sorella, madre single, e della sua nipotina, che si ammala di leucemia, lo costringe ad abbandonare il seminario per dedicarsi completamente alle due donne. Così si arrabatta, facendo il dog-sitter di mattina e impartendo lezioni di Latino e Greco di pomeriggio.

A un certo punto viene chiamato da un importante  cardinale che gli chiede di infiltrarsi in una  misteriosa e potente comunità, nata intorno a due improbabili veggenti nelle campagne dell’Umbria. Noè accetta con molta riluttanza questo incarico di “agente segreto al servizio di Sua Santità. Ma non ha la stoffa, né il cinismo di un James Bond, né tantomeno il fascino. Noè  è un uomo che ha difficoltà a mentire, a tradire, a utilizzare gli altri,  a sedurre la cameriera del ristorante per avere informazioni.

È veramente un anti-007, una spia improbabile e pasticciona.  E, per di più, crede in Dio, nella  Madonna, nei miracoli e affronterà a suo modo la  delicata e rischiosa missione che il Vaticano gli ha affidato”.

Cosa c’è di lei in questo romanzo?

“Nulla e tutto, potrei rispondere così; in realtà,  ogni romanzo viene necessariamente filtrato attraverso la lente dei nostri ricordi delle nostre esperienze, delle persone che abbiamo conosciuto, dei luoghi in cui siamo stati. Io non ho mai pensato di entrare in seminario e quindi il paragone con Noè è sicuramente infondato.

Ma alcuni suoi tic, alcune sue caratteristiche, in qualche modo mi appartengono.  Inoltre-è una caratteristica dei miei romanzi-molto spesso i personaggi che fanno da contorno ai protagonisti sono ispirati direttamente, nel bene e nel male,  a persone che ho incontrato nella mia vita, come professori di liceo, bidelli,  compagni di classe, persone conosciute sul lavoro e così via”.

Sono molti i casi di cronaca legati a comunità religiose e a sette; perché, a suo avviso, sempre più spesso le persone vengono attirate da queste realtà?

“Abbiamo celebrato per tutto il secolo scorso la morte di Dio e ora siamo costretti ad ammettere che il sacro, anche nelle forme più spurie, manipolatorie, persino truffaldine, rientra alla finestra. È vero: le parrocchie tradizionali si svuotano, ma si riempiono i salotti delle cartomanti, gli studi più o meno improvvisati dei guaritori, mentre le sette religiose, con il loro carico di manipolazione intellettuale e di ricerca di profitto e di consenso, raccolgono adepti da tutte le parti.

La gente cerca una soluzione miracolosa ai propri guai, alla malattia, ai problemi di solitudine, e spesso imbocca scorciatoie pericolose. Alla base di tutto c’è un bisogno insito nell’uomo di credere in qualcosa che sia al di là del cielo e della terra:  gli uomini primitivi del resto adoravano il sole e la luna. Ma certo, questa attesa miracolistica, questo affidarsi a personaggi spesso ambigui, non risolve il grande problema di fondo, che per l’uomo è quello di confrontarsi inevitabilmente con la morte”.

Quale è, secondo il suo punto di vista, “il Diluvio” che attanaglia oggi le vecchie e le nuove generazioni?

“Nel libro della Genesi, Dio appare a Noè dopo il diluvio universale e gli promette che non ne manderà più. Ho l’impressione, però, che se continuiamo a trascurare gli effetti del cambiamento climatico, a non prendere i doverosi provvedimenti, il prossimo diluvio sarà responsabilità esclusiva dell’uomo”.

Ogni libro che leggiamo ci invita a riflettere; quale messaggio vuole trasmettere con il suo?

“Rispondo con le parole di un mio amico e maestro, Maurizio de Giovanni, il quale ci ricorda sempre che il saggio serve a dare risposte, mentre il romanzo a provocare domande.  Allora, quello che ci si potrebbe domandare, entrando nella storia del mio romanzo, è quanto sia forte nell’uomo il bisogno di credere e quanto sia necessario dubitare”.