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Culture
Oscar, è il trionfo di Sorrentino. "Lo dedico a Fellini e Maradona"

Dopo 15 anni l'Oscar torna in Italia. Trionfa La grande bellezza di Paolo Sorrentino. Il regista sul palco insieme a Toni Servillo: "Lo dedico a Fellini, Scorsese, i Talking Heads e Diego Armando Maradona".  DOPO BENIGNI UN NUOVO TRIONFO ITALIANO.

"Grazie all'Academy, a tutti gli attori, i produttori e alle mie fonti di ispirazione: Federico Fellini, Martin Scorsese e Maradona". Cosi' Paolo Sorrentino ritirando l'Oscar per "La grande bellezza" che dopo 15 anni ha riportato la statuetta piu' ambita del cinema in Italia. Il regista ha quindi ringraziato Roma, dove il film e' ambientato, e Napoli, la sua citta' natale.

SPECIALE OSCAR

LE RECENSIONI

1. PAOLO SORRENTINO E LA GRANDE BELLEZZA

2. CINEMA E FINANZA: THE WOLF OF WALL STREET

3. CINEMA E AIDS: DALLAS BUYERS CLUB

4. IL FILM CHOC "12 ANNI SCHIAVO". FASSBENDER PADRONE SADICO E VIOLENTO

I VIDEO DELLE NOMINATION

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RENZI SU TWITTER/ "In queste ore dobbiamo pensare ad altro e lo stiamo facendo. Ma il momento orgoglio italiano per Sorrentino e #LaGrandeBellezza ci sta tutto"

Sorrentino, molto felice perche'non era affatto scontato - "Sono molto molto emozionato felice e sollevato perche' (vincere) non era affatto scontato", perche' i "concorrenti erano molto temibili e stavano facendo un grande lavoro". Cosi' Paolo Sorrentino nella conferenza stampa successiva alla premiazione con l'Osca come miglior film straniero per il suo "La grande bellezza". Rispondendo alle domande dei molti giornalisti presenti il regista de "La Grande Bellezza" Sorrentino ha auspicato, "che l'industria cinematografica italiana faccia di piu'", per il mercato internazionale, perche', ha detto, e', "da lungo tempo (troppo) che facciamo film solo per il mercato locale. Spero che questo premio funga da stimolo al cinema italiano". Il regista ha poi chiarito che durante la cerimonia i personaggi citati, "Fellini, Talking Heads, Scorsese e Maradona", piu' che una dedica sono stati, "per me una fonte di ispirazione. Quattro campioni nella loro arte che mi hanno molto insegnato tutti cosa vuol dire fare un grande spettacolo (cosa) che penso sia inanzitutto alla base dello spettacolo cinematografico".

Franceschini, viva Sorrentino e il cinema italiano - "Viva Sorrentino, viva il cinema italiano. Quando il nostro Paese crede nei suoi talenti e nella sua creativita' torna finalmente a vincere". Cosi' il ministro della Cultura Dario Franceschini ha commentato in diretta su twitter il trionfo de 'La grande bellezza' agli Oscar.


"LA GRANDE BELLEZZA" - LA RECENSIONE DI AFFARI

“Questa è la mia vita… non è niente. Flaubert voleva scrivere un romanzo sul niente e non ci è riuscito, ci posso riuscire io?”. Jep Gambardella lo confessa alla “farabutta”, la donna delle pulizie, che lavora in casa da lui. La sua vita è vuota, superficiale, indegna di essere raccontata. Per quello non ha più scritto nulla dopo il suo primo romanzo giovanile, è rimasto nella vana attesa della “grande bellezza”. Sorrentino parla del tempo che passa e delle speranze perse, dimenticate. “Ho passato tutte le estati della mia vita a fare progetti per settembre”, chiosa l’autore di teatro fallito interpretato da Carlo Verdone. “Ma poi Roma ti fa perdere un sacco di tempo”, aveva spiegato Jep. Sorrentino non vuole raccontare Roma, né la sua vita mondana, superficiale, debosciata. Sorrentino non vuole raccontare i salotti romani, né l’ormai anestetizzato e amorfo mondo artistico e culturale. Non gli interessa raccontare nemmeno la nostalgia di un amore perduto. Le discoteche, le feste sul terrazzo con vista Colosseo, il chiacchiericcio sterile, le esibizioni pseudo avanguardiste che occupano il tempo del film non raccontano nulla. E insieme raccontano tutto. Sì, perché come dice Jep nella voce fuori campo “c’è stata la vita nascosta sotto i bla bla bla. Emozioni, sparuti, incostanti sprazzi di bellezza insieme allo squallore più disgraziato sotto la coperta dello stare al mondo”. Sorrentino ha giustamente detto che questo è il suo “film più ambizioso”. Proprio così, perché non solo racconta del tempo che passa e che viene sprecato. No, no, Sorrentino quel tempo sprecato lo mette anche in scena. Sorrentino ha provato ad arrivare dove Flaubert non era arrivato: raccontare il niente. Quel niente che osservato dalla giusta angolazione, quella della “grande bellezza” può anche significare tutto. E allora “La grande bellezza” è uno splendido film sul niente. Cioè sul tutto.

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