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“Simona Bramati. Miti, Metamorfosi, Visioni” alla Mole Vanvitelliana di Ancona. Prima performance con Davide Rondoni

L’8 ottobre Salomè protagonista dei testi di Davide Rondoni, della danza di Giuditta Sin e della recitazione di Eloise Von

“Simona Bramati. Miti, Metamorfosi, Visioni” alla Mole Vanvitelliana di Ancona. Prima performance con Davide Rondoni

All’interno della Mole Vanvitelliana di Ancona, la mostra “Simona Bramati. Miti, Metamorfosi, Visioni” si afferma come una delle proposte espositive più interessanti del panorama marchigiano.

Il percorso mette per la prima volta in dialogo l’opera viscerale dell’artista con i capolavori dell’Ottocento provenienti da una delle collezioni di grafica simbolista più importanti d’Europa. In occasione della prima serata di approfondimento, andata in scena l’8 ottobre, in molti hanno affollato le sale della Mole per assistere a una serata intensa.

“Simona Bramati. Miti, Metamorfosi, Visioni” alla Mole Vanvitelliana di Ancona. Prima performance con Davide Rondoni
L’esposizione alla Mole

L’evento, intitolato “Salomé. Danzante tragedia del potere”, ha visto le arti figurativo-pittoriche della Bramati fare da cornice alla danza e alla recitazione. Tra i momenti più apprezzati, le movenze seducenti a suon di musica della celebre artista e danzatrice di burlesque Giuditta Sin, che hanno colpito profondamente i presenti per il richiamo alla femminilità sacra e al tempo stesso alla purezza; toccante anche l’interpretazione di Salomè da parte di Eloise Von.

Quest’ultima ha tenuto la scena con un essenziale abito nero, in una posa di spalle con la schiena scoperta: una scelta minimale ma d’impatto, che metteva in risalto ogni singola tensione muscolare. La sua performance, unita al testo evocativo scritto dal poeta e saggista Davide Rondoni, ha ribaltato il mito tradizionale della seduttrice fatale: Salomè cessa di essere figura di perdizione e diviene quasi una complice di Giovanni Battista, unendosi a lui nella lotta contro la corruzione, l’avidità, la superficialità e la decadenza che soffocano il mondo dei potenti.

“Simona Bramati. Miti, Metamorfosi, Visioni” alla Mole Vanvitelliana di Ancona. Prima performance con Davide Rondoni
Giuditta Sin e Davide Ronconi

Parlando del legame che da anni la lega al poeta, Simona Bramati ha raccontato: “Davide Rondoni per me è un pezzo di cuore; è la persona che mi ha spinto a riprendere in mano la pittura quando non ne avevo più voglia, sfiduciata da quello che succede nel mondo”.

Soffermandosi poi sulla sua rielaborazione dei miti classici e sul confronto con la tradizione, l’artista ha ribadito come l’archetipo sia per lei una dimensione istintiva: “Non mi ispiro direttamente ai simbolisti o alla tradizione: la mia poetica nasce dalla mitologia, dalle mie visioni e dal bosco che frequento”.

La mostra Simona Bramati. Miti, metamorfosi, visioni – Colloqui immaginari nel segno dei Simbolisti è stata curata da Emanuele Bardazzi e Beatrice Buscaroli. “L’iniziativa – spiega l’Assessore alla Cultura del Comune di Ancona Marta Paraventi – si inserisce nel percorso di Ancona 2028 e nel progetto Venus Genetrix, dedicato alla valorizzazione della creatività e dello sguardo femminile. Un’esposizione originale, concepita appositamente per gli spazi della Mole Vanvitelliana e capace di mettere in dialogo contemporaneità, mito e grande tradizione simbolista”.

“Simona Bramati. Miti, Metamorfosi, Visioni” alla Mole Vanvitelliana di Ancona. Prima performance con Davide Rondoni
Alcuni quadri di Samano Bramati

Visitabile fino al 22 novembre, la mostra vedrà quattro eventi-performance in totale, il primo dei quali è stato appunto il fortunato connubio con Rondoni. Nel corso della serata Maurizio Fava e Mauro Luminari dell’Associazione Culturale FEU!LAB, che promuove e organizza l’esposizione, hanno spiegato al pubblico intervenuto il significato profondo dietro al loro lavoro, tracciando il senso dell’indagine simbolista.

“Il simbolismo tenta di far emergere tutta quella parte nascosta dell’essere umano che lo rende estremamente vero; indaga un piano di lettura fatto di memorie, paure, sogni e desideri, dove l’enunciazione e il significante vanno sempre oltre il semplice significato”, ha detto Murizio Fava. Mentre Mauro Luminari ha aggiunto: “Accogliamo il pubblico nel tempio dei miti, delle metamorfosi e delle visioni di Simona Bramati, in un dialogo inedito con le grandi grafiche dell’Ottocento che dimostra la straordinaria attualità degli archetipi”.

“Simona Bramati. Miti, Metamorfosi, Visioni” alla Mole Vanvitelliana di Ancona. Prima performance con Davide Rondoni
Il pubblico alla prima performance

Il percorso espositivo si sviluppa attorno alla forza simbolica del corpo e della natura, affrontando anche tematiche contemporanee come la violenza sulle donne, che la Bramati legge attraverso la continuità con la storia.

La mostra rimarrà aperta e accompagnata da un ricco calendario di prossimi appuntamenti e performance di approfondimento, pensati per far vivere ai visitatori nuove immersioni dal vivo tra arte, musica e parola nello scenografico contesto della Mole.

“Simona Bramati. Miti, Metamorfosi, Visioni” alla Mole Vanvitelliana di Ancona. Prima performance con Davide Rondoni
Gli artisti della serata