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The Rubbish: quando la musica diventa spazzatura

batteria

Ci sono storie di successo che nascono in un garage e si concludono sulla copertuina di Rolling Stone. E ci sono storie che nascono in un garage e lì rimangono. Quale sarà la sorte dei The Rubbish? Il gruppo punk rock leccese, per ora, non è riuscito ad uscire dal seminterrato, ma i fan non disperano.

Il trio, che ormai tre anni fa ha lanciato il suo primo singolo, è stato costretto a diradare le prove. Gli impegni lavorativi sono troppi. Niente a che fare con la musica. Il batterista del gruppo ha puntato su altri strumenti: trapano e aspirasaliva. Dall’anima rock alla vena splatter.

Peccato. Quel sound che traeva ispirazione dai testi impegnati dei Blink 182 e dalle armonie complesse dei Ramones aveva mostrato segni di vitalità.

Poco è rimasto della vita sregolata da star. Se Keith Richards dice di aver sniffato le ceneri del padre, i Rubbish si accontentano ormai della birra. I riflettori hanno lasciato il passo alla lampada da dentista. I fan sperano ancora nella rinascita. L’ultimo tentativo? Il regalo di nuovi piatti al batterista. I The Rubbish dissimulano, glissano. Ma anche loro, che mai hanno avuto bassi (sono due chitarre e una batteria), aspettano ancora il loro acuto. Auguri.