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Culture
Cinema e turismo: la sfida di Trevico, incastonato tra Campania e Puglia

Di Eduardo Cagnazzi

Il tetto del Mezzogiorno peninsulare, Trevico, incastonato tra Campania e Puglia ad oltre mille metri di altezza, si apre al turismo. Lo fa legando il proprio territorio alla cultura, alla gastronomia e, soprattutto, ad uno dei suoi più illustri concittadini, Ettore Scola, il regista che ha celebrato il suo legame con la sua città nel film Trevico-Torino, viaggio nel Fiat-Nam. Il film è divenuto negli anni ’70 il simbolo delle narrazioni cinematografiche dell’emigrazione dei giovani del Sud verso le fabbriche del Nord. Proprio a memoria di quella pellicola e di quell’epoca, a dieci mesi dalla morte del regista, Trevico avvia il Festival italiano della Cinegustologia, un nuovo modo di fruire il cinema attraverso l’analisi del gusto; un progetto avviato con risorse del Poc Campania dal critico cinematografico nonché docente universitario, Marco Lombardi, con la direzione artistica di Roberto Conte. Un modo nuovo di grande appeal per attirare turisti anche dall’estero, desiderosi di girare tra le viuzze dell’antico borgo medievale e di abbinare due passioni trasversali, il cinema e il cibo. La felice posizione della città ne fa infatti un luogo di vedute, dove si abbracciano il Tirreno con l’Adriatico, il balcone su sette regioni e cinque province tra Campania, Puglia e Basilicata. E poi l’arte e la storia con il Balcone, il castello, il tiglio del 1692, luogo un tempo di esecuzione di condanne, la cattedrale costruita nell’anno Mille sul tempio pagano dedicato alla dea Trivia risalente al V secolo dove si conservano i resti mortali di Sant’Euplio, copatrono di Catania. E, ancora, Palazzo Petrilli, con le antiche sorgenti che un tempo approvvigionavano tutto il paese, e la casa dove ha vissuto la famiglia Scola, donata negli anni scorsi al Comune, che non è un mucchio di cimeli, ma un centro culturale dove si prova a rendere concrete le idee dei giovani per evitare quel percorso di fuga verso il Nord che proprio Scola ha portato sullo schermo. “L’idea è quella di trasformare il borgo di Trevico in una città del cinema partendo dal suo paesaggio, dalle sue tradizioni, dalla cultura e dai piaceri del gusto. Cinquantatre giorni di eventi Tra Trevico, Zungoli e Vallesaccarda per raccontare tutto il bello e buono dell’Irpinia attraverso il cinema e la gastronomia”, spiega ad affaritaliani.it, Roberto Conte. Non può infatti mancare per Cinegustologia lo stretto legame con i piaceri della tavola. “E’ un legame antico”, sostiene Ciriaco Petrilli, imprenditore olivicolo. “L’agricoltura, con la sua produzione olivicola della migliore qualità e vitivinicola, è una componente essenziale del nostro dna. Abbiamo lanciato il progetto per la filiera agricola tutta locale, certificata e verificata, e questo apre le porte di questo luogo e dell’Irpinia al turismo enogastronomico”. E per raccontare il territorio con il cinema, il format ha bandito una borsa di studio del valore di 2mila euro ed un’altra, dello stesso valore, per la migliore fotografia sull’Irpinia terra del gusto.

 

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trevico scola cinegustologia
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