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Culture
Un italiano alle Canarie ci fa scoprire i conventi francescani

Di Chiara Giacobelli

 

Camerano – Angelo Monaldi non è un italiano in fuga: sebbene viva e lavori ormai da più di un anno a Gran Canaria, là dove l’inverno non arriva mai, sostiene di amare l’Italia e di volerci tornare, un giorno. Specialmente nelle sue Marche, di recente oggetto di studio di una pubblicazione che presenta un notevole valore sul piano tanto storico quanto culturale. È infatti uscito in libreria edito da Gwynplaine “Francescani nel Conero – Insediamenti minoritici nella zona del Conero tra storia e storiografia”.

Così, tra un bagno nell’oceano e l’altro, Angelo è tornato a casa qualche giorno per festeggiare il nuovo anno con la famiglia, ma anche per presentare la sua opera (con grande successo di pubblico) a Camerano e Ancona. Affari Italiani ha colto l’occasione per intervistarlo, raccogliendo la testimonianza di uno dei tanti giovani che decidono di trasferirsi – per un periodo, o per sempre – all’estero.

Angelo come nasce questo libro e di cosa parla esattamente?

“Deriva dalla mia tesi di laurea in storia medievale (lo so, siamo rimasti in pochi, soprattutto tra i giovani, a dedicarci allo studio della storia medievale) e parla dei conventi francescani di Ancona, Sirolo, Camerano e Castelfidardo, prendendone in esame origine e sviluppo.

Il punto fondamentale del libro è la differenza fra storia e storiografia: su questi luoghi esistono infatti tante leggende, la maggior parte delle quali legate a San Francesco, tuttavia se andiamo a vedere i documenti storici attualmente verificabili quello che emerge è ben diverso; nella maggior parte dei casi le leggende non trovano una conferma scritta. Nel mio saggio prima analizzo le dicerie attorno ad essi, poi tiro una riga e parlo di ciò che ci dimostrano invece i documenti”.

C’è un convento che ti ha appassionato più degli altri?

“Alcuni purtroppo non esistono più: il convento di Sirolo è attualmente una villa che si trova fuori dal paese, con soltanto un campanile superstite; a Camerano invece è rimasta la chiesa. Il più interessante è stato senza dubbio quello di Castelfidardo, perchè la ricerca mi ha portato a un documento del 1271 – quello riportato in copertina – attualmente custodito a Macerata: si tratta di un raro testamento dove compare la chiesa di Castelfidardo e quindi costituisce una testimonianza storiografica molto importante”.  

Quanti anni hai lavorato a questo importante progetto?

“Durante la tesi di laurea nel 2015, di cui questo libro costituisce un ampliamento, e poi quest’anno direttamente dalle Canarie”.

angelo monaldi
 

A proposito di Canarie, ci racconti questa esperienza che ti ha portato a lasciare l’Italia?

“Ho aderito a un progetto che si chiama Volontariato Europeo, possibile per tutti i giovani dai 18 ai 30 anni, da me ampiamente consigliato: tutte le spese sono rimborsate e si svolge un anno di lavoro all’estero. Nonostante io sia uno storico, la mia figura in questo caso era quella di produttore e creatore di eventi culturali, ludici, per il tempo libero. Alla fine del primo anno mi hanno proposto di rimanere e ho accettato”.  

Dunque un altro cervello in fuga?

“Il mio contratto scadrà a settembre del 2017 e sto ancora pensando a cosa fare dopo: al momento sto benissimo qua, ma penso che alla lunga vivere in un’isola potrebbe risultare noioso per me. Ci tengo a precisare che non sono scappato dall’Italia, vorrei tornarci a vivere un domani e amo immensamente la mia regione”.

Cosa vedi nel tuo futuro?

“La ricerca storica, ma mi piacerebbe anche insegnare storia e filosofia, oppure continuare nel campo della produzione e organizzazione di eventi: quest’ultimo è un lavoro che mi piace molto perché è creativo, ma purtroppo in Italia la creatività e la cultura non rendono molto. In Spagna non è così, anzi per contrastare la crisi stanno potenziando questi campi”.

Dove possiamo trovare il tuo libro?

“Nelle librerie della provincia di Ancona, oppure più facilmente su Ibs, Amazon e le altre piattaforme digitali”.  

 

 

Tags:
angelo monaldi canariefrancescani nel conero
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