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Culture
"Una promessa d'amore" a teatro. Commenta Massimo Recalcati

L'ultimo appuntamento del ciclo d'incontri iniziati il 14 novembre con Elisabetta Sgarbi di "Adéle e Victor Hugo - Marie Jo e Georges Simenon - Una promessa d'amore" di Lucrezia Lerro, regia di Lorenzo Loris al teatro Out Off di Milano, sarà con lo psicanalista Massimo Recalcati che commenterà la replica il 30 novembre alle 20,45. "È un onore avere Massimo Recalcati sia come spettatore che come relatore - commenta Lucrezia Lerro -, credo che nessuno più di lui possa comprendere la pena, la lotta e l'ironia che Adéle Hugo e Marie Jo da molti giorni vivono in scena. Il palcoscenico del teatro Out Off di Milano dal 14 novembre é la loro casa milanese".

 

Fino al 3 dicembre 
Teatro Out Off
VICTOR HUGO e ADELE - GEORGES SIMENON e MARIE JO
UNA PROMESSA D'AMORE
di Lucrezia Lerro
regia Lorenzo Loris
con Monica Bonomi, Silvia Valsesia
dipinti per proiezioni di scena di Giovanni Franzi
scena Daniela Gardinazzi, costumi Nicoletta Ceccolini 
luci Alessandro Tinelli,  collaborazione ai movimenti Barbara Geiger
foto di scena Agneza Dorkin

In occasione dello spettacolo si sono svolte delle brevi conferenze sui temi affrontati nella pièce. Hanno introdotto alcune delle repliche  Elisabetta Sgarbi, editore e regista (14 novembre), Giammaria Occhi, psicoterapeuta e psicoanalista (15 novembre), Luigi Zoja, psicoanalista (16 novembre), Maria Rita Parsi, scrittrice e psicoterapeuta (18 novembre), Antonio Riccardi, editore e poeta (21 novembre). Il 30 novembre ci sarà Massimo Recalcati, psicoanalista. Gli incontri sono presentati tutti da Lucrezia Lerro.

Nel proseguire la sua ricerca tra letteratura e drammaturgia, Lorenzo Loris propone un testo della scrittrice e poetessa Lucrezia Lerro sulle vite sfortunate delle figlie di Victor Hugo e di Georges Simenon. Un progetto che continua idealmente quello realizzato dal regista nel 2013 con “Prodigiosi deliri” dove venivano presi in esame alcuni famosi casi psichiatrici. Qui il contesto e il fuoco di attenzione non sono solo la malattia mentale, ma il rapporto padri–figlie dove i padri sono oltretutto due grandi personaggi della storia della letteratura. Nel testo c’è un rapporto con la vita vera, la letteratura e la storia. Si tratta delle biografie drammatiche della figlia Adèle di Victor Hugo che, dopo essere corsa dietro a un impossibile sogno d’amore, fu rinchiusa in un ricovero fino alla sua morte, avvenuta a 85 anni e della vita altrettanto disperata ma brevissima della figlia di Georges Simenon, suicidatasi a 25 anni. Due esistenze tragiche che nell’intento dell’autrice dialogano a 100 anni di distanza confessandosi e rendendoci partecipi della loro sofferenza e della loro follia, segnate dal rapporto con due uomini dalla forte personalità artistica e letteraria in cui è ravvisabile almeno il dubbio che padri troppo ingombranti, molto impegnati, molto famosi e molto ricchi possano aver segnato la fragilità delle figlie.

Nonostante la paternità di due geni della letteratura mondiale, le due figlie vissero, in momenti diversi, percorsi di vita di grande sofferenza, che le videro entrambe lottare con la malattia mentale.

Lo spettacolo racconta cosa accade nella vita di due donne quando i loro “giganteschi” padri non riescono ad amarle come vorrebbero. Le colpe dei padri ricadono inevitabilmente sui figli? Chi può dirsi senza macchia? Le due scoprono tra dolore e visioni che gli uomini inventano le colpe. Marie Jo frequenterà nell'ultimo periodo della sua breve vita la clinica Villa des Pages fino a quando all'età di 25 anni si sparerà un colpo al cuore. Adèle invece sopravvivrà fino a 85 anni reclusa in una casa di cura psichiatrica. Le due donne, eroine d'amore, raccontano di come si può morire per una domanda che non trova risposta, e raccontano le loro vicende di fronte allo specchio imperfetto delle sofferte esistenze.

La “follia della vecchiaia” di Adele Hugo in scena è direttamente connessa alla “nevrosi giovane” di Marie Jo, perché rappresenta per certi versi ciò che Marie Jo sarebbe potuta diventare se fosse sopravvissuta. Le due protagoniste sono infatti due facce della stessa medaglia che stanno ad indicare due fasi della vita, ovvero due momenti della sofferenza psichica in due fasi differenti della vita. L’una si riflette nell’altra e nel riflesso colgono i loro tormenti, e i potenti veleni che circolano tra i loro pensieri.

L'AUTRICE - Lucrezia Lerro (1977) ha pubblicato i romanzi Certi giorni sono felice (2005), Il rimedio perfetto (2007), La più bella del mondo (2008), La bambina che disegnava cuori (2010), Sul fondo del mare c’è una vita leggera (2012), La confraternita delle puttane (2013) e Il sangue matto (2015). È autrice inoltre delle raccolte di poesie L’amore dei nuotatori (2010) e Il corollario della felicità (2014) e del libro Il contagio dell’amore. Etty Hillesum e Julius Spear (2016).

Tags:
la giravolta delle libellulelucrezia lerro
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