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Culture
Venezia 75, Leone D'Oro a Cuaron-Netflix: autori ed esercenti in rivolta

Aveva messo d'accordo tutti già all'indomani della proiezione e deve aver convinto anche i giurati. Come da pronostici, il Leone d'Oro della 75esima Mostra del Cinema di Venezia è stato assegnato a 'Roma' di Alfonso Cuaron. Racconto autobiografico, ambientato negli anni '70 e girato in bianco e nero, il film prende il nome dal quartiere di Città del Messico dove è cresciuto il regista ed è ispirato alla storia vera della sua tata. Il film, acclamato in modo unanime anche dalla critica, deve essere piaciuto parecchio anche alla giuria presieduta da Guillermo Del Toro e composta da Sylvia Chang, Trine Dyrholm, Nicole Garcia, Paolo Genovese, Malgorzata Szumowska, Taika Waititi, Cristoph Waltz e Naomi Watts, che ha superato anche la potenziale 'pregiudiziale' di un presidente di giuria connazionale e molto amico del regista (che lo ringrazia nei titoli di coda).

Con 'Roma', Venezia, dopo aver aperto le porte alle piattaforme distributive diverse dalle sale cinematografiche, le porta anche alla vittoria: il film di Cuaron è infatti 'targato' Netflix, e la compagnia lo renderà disponibile in tutto il mondo il 14 dicembre, anche se non è esclusa una uscita in sala in alcuni Paesi, Italia compresa. Una scelta che però, il giorno dopo la premiazione, sta causando numerose polemiche. Autori ed esercenti dei cinema gridano allo scandalo. "Con Leone d'oro a Cuarón si fa marketing per Netflix". L'Associazione Nazionale Autori Cinematografici, la Federazione Italiana Cinema d'Essai e l'Associazione Cattolica Esercenti Cinema definiscono infatti "iniquo che il marchio della Biennale di Venezia sia veicolo di marketing della piattaforma Netflix" che "sta mettendo in difficoltà il sistema delle sale" e sottolineano che il Leone d'Oro "dovrebbe essere alla portata di tutti" e non dei soli abbonati alla piattaforma.

In un palmares che ha lasciato completamente a bocca asciutta gli italiani (tanto nel concorso principale quanto in Orizzonti) il Gran Premio della Giuria è andato all'apprezzatissimo 'The Favourite' di Yorgos Lanthimos, che eccezionalmente (occorre il parere positivo del direttore della Mostra per sommare un premio all'attore con uno dei tre premi principali) ottiene anche la Coppa Volpi, meritatissima, per Olivia Colman. Nel film ambientato nell'Inghilterra di inizio '700, l'attrice interpreta la fragile e nevrotica regina Anna, al centro di un triangolo di sesso e potere assieme alle altre due protagoniste, Rachel Weisz ed Emma Stone.

Il Leone d'Argento per la migliore regia è stato assegnato a Jacques Audiard per un altro film molto apprezzato tanto dal pubblico quanto dalla critica, 'The Sisters Brothers', il western in cui Joaquin Phoenix e John C. Reilly sono i sanguinari 'fratelli Sisters' che affrontano una estenuante caccia all'uomo a cavallo dall'Oregon alla California dagli esiti imprevedibili.

Come da previsioni, la Coppa Volpi al miglior attore è stata assegnata a Willem Dafoe, apprezzatissimo Vincent Van Gogh nel film 'At Eternity's Gate' di Julian Schnabel. E se il Premio per la Migliore Sceneggiatura assegnato a Joel & Ethan Coen per l'antologia western in sei parti 'The Ballad of Buster Scruggs', altra altra produzione Netflix, difficilmente scontenterà qualcuno, nell'anno di #metoo non passerà inosservato il Premio Speciale della Giuria per 'The Nightingale' dell'australiana Jennifer Kent, unica regista donna nel concorso veneziano, con una storia di violenza e vendetta nella Tasmania del 1825, di cui sono protagonisti una giovane galeotta irlandese, interpretata dall'italoirlandese Aisling Franciosi, e un aborigeno interpretato da Baykali Ganambarr. L'attore nativo australiano, al suo primo ruolo nel cinema, ha ottenuto il Premio Marcello Mastroianni destinato a un giovane attore emergente.

Il Leone del Futuro - Premio Venezia Opera Prima intitolato a Luigi De Laurentiis (e dotato di 100.000 dollari dalla Filmauro) è stato assegnato, dalla giuria presieduta da Ramin Bahrani a 'Yom Adaatou Zouli ('The day I lost my shadow') di Soudade Kaadan (Repubblica Araba Siriana, Libano, Francia, Qatar), una storia sulla difficoltà di immaginare un futuro nella Siria nel 2012, presentata nella sezione Orizzonti. A vincere Orizzonti è stato invece il film thailandese 'Kraben Rahu' di Phuttiphong Aroonpheng. Il Premio Orizzonti per la Migliore Regia è stato assegnato al regista kazaco Emir Baigazin per il film 'Ozen'. Mentee il Premio Speciale della Giuria Orizzonti (presieduta da Athina Tsangari) è andato a 'Anons ' di regista turco Mahmut Fazıl Coşkun. Al aggiudicarsi il premio per la Migliore Attrice di Orizzonti è stata Natalya Kudryashova, protagonista delfilm 'Tchelovek kotorij udivil vseh' ('The man who surprised everyone') di Natasha Merkulova e Aleksey Chupov. Mentre il Miglior Attore della sezione è stato giudicato Kais Nashif per il film 'Tel Aviv on Fire' di Sameh Zoabi.

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