L’andrologo del duemila viaggia su web e social network per informare più ragazzi possibili, è alla continua ricerca di innovazioni chirurgiche per dare speranza a tutti quegli uomini affetti da tumore alla prostata, e si cimenta anche con i comportamenti adolescenziali tramite i quali scoprire potenziali stalker. Attenzione poi all’inquinamento ambientale che incide sulla capacità riproduttiva degli uomini.
Su tutto ciò si farà il punto a Maratea dal 28 al 31 Maggio nell’ambito del XXX Congresso Nazionale della Società Italiana di Andrologia. Sarà l’occasione per parlare di numerose novità nel campo della diagnosi e della terapia di importanti problematiche della sfera sessuale”, annuncia Giorgio Franco, Presidente SIA, che poi rilancia: “Il web rimane il nostro punto di partenza, l’andrologo 2.0 è essenziale per informare i ragazzi. Tra web e social network sono oltre 500.000 quelli che si sono informati sule tematiche sessuali negli ultimi 2 anni”.
L’andrologo, oramai considerato il ginecologo dell’uomo, può individuare un potenziale stalker tramite alcuni segni che compaiono nell’adolescenza e individuabili tramite un questionario in via di creazione, come spiegherà Alessandro Papini, medico di Arezzo.
Un progetto di ricerca europea dal titolo “Ecofoodfertility” sarà invece presentato da Luigi Montano, di Avellino, che analizzerà le conseguenze dell’inquinamento ambientale sulla capacità riproduttiva del maschio, in un’area la Terra dei Fuochi oggi al centro del dibatti sociale per le conseguenze legate a decenni di discariche abusive. Sappiamo che tra un uomo che vive in città e uno che vive in campagna, la qualità dello spermiogramma è maggiore nel secondo.
Innovazioni nel campo della chirurgia sono attese dai dati che Nicola Mondaini e Riccardo Bartoletti, di Firenze, presenteranno su una nuova tecnica chirurgica ideata da un anno che consente di rendere sessualmente attivi, già dopo tre settimane, uomini operati per prostatectomia radicale per tumore alla prostata (insieme al polmone il più frequente nella popolazione maschile) in casi dove non è possibile effettuare chirurgie conservative dei fasci nervosi deputati all’erezione o dove il danno dell’erezione è presente prima dell’intervento. Fino ad oggi, tale soluzione veniva praticata con due tipi di operazioni con maggior spesa per il sistema sanitario e maggior stress del paziente che doveva sottoporsi a 2 interventi. La suddetta metodica potrebbe cambiare la qualità di vita di circa il 50% dei pazienti con diagnosi di tumore della prostata per i quali oggi la soluzione dopo l’intervento è ricorrere ad una puntura a livello penieno per avere una sessualità con ripercussione sulla coppia.
