
Interventi di chirurgia plastica durante la gravidanza? Fino a qualche anno fa la domanda era un assoluto tabù e nessun medico si vedeva davanti donne con il pancione desiderose di rifarsi labbra o fianchi. Da due o tre anni, invece, la richiesta non sembra più così assurda anche tra le donne normali, non solo tra le vip. Perché la gravidanza determina nel corpo femminile alcuni cambiamenti importanti che possono incrinarne l’autostima, soprattutto se si ha l’ossessione del corpo perfetto e ci si sottopone di frequente a interventi di ringiovanimento o di liposcultura.
A sollevare l’attenzione sul problema sono stati i rumors recenti intorno alla showgirl Belen Rodriguez che parrebbe essersi sottoposta a un ritocchino alle labbra proprio durante l’attesa del primogenito Santiago. I suoi fan non avrebbero esitato ad attaccarla, preoccupati per la salute del nascituro, al punto che lei ha dovuto smentire ufficialmente di essersi sottoposta a trattamenti di alcun tipo. E poco tempo prima al centro delle polemiche è stata la celebrity e famosa ereditiera americana Kim Kardashan che, giunta al quinto mese di gravidanza, ha sperimentato – come testimoniato dal suo account instagram (nella foto da Instagram) – la nuova procedura Blood Facial o ‘Lifting del vampiro’.
A fare il punto della situazione con Affaritaliani.it sui rischi della chirurgia estetica in stato interessante il dottor Alberto Capone, specialista in chirurgia plastica e ricostruttiva a Milano: “E’ sconsigliato ogni tipo di intervento chirurgico estetico, perché il corpo della donna è più fragile e l’anestesia e i farmaci necessari agli interventi non sono infatti compatibili con lo stato interessante. Inoltre il corpo subisce continue variazioni ormonali, nonchè di elasticità e consistenza dei tessuti, per cui ogni intervento risulterebbe vano. Le uniche operazioni ammesse, di solito di tipo ambulatoriale, sono quelle legate a pericoli per la salute, come l’asportazione di un neo che ha cambiato forme e colore oppure di una ciste o di un fibroma”.
Ci sono però alcuni trattamenti di medicina estetica legati al viso che sono “ammessi”: “È possibile effettuare trattamenti meno invasivi, come ad esempio microiniezioni di acido ialuronico, mesolifting e microdermolift, anche se il viso di una donna incinta risulta generalmente piò tonico e luminoso a causa degli ormoni in circolo”. E ildiscusso ‘lifting del vampiro’? “È possibile effettuarlo anche in , perché si utilizza lo stesso sangue del paziente e quinddi non c’è alcun rischio di reazione allergica, anche se personalmente trovo superflui questi trattamenti in quel particolare periodo. Consiste nel prelevare dai 10 ai 30 ml di sangue dal corpo della persona, filtrarlo in una macchina per rimuovere le piastrine e iniettarlo nuovamente sul viso. I benefici del trattamento sono visibili dopo due o tre mesi e durano oltre un anno, rendendo la pelle più fresca e tonica”. Il trattamento costa intorno ai 2.500 euro e il plasma può essere anche abbinato all’iniezione di grasso, per un lipofilling più efficace.
Foto Instagram – L’immagine di Belen cheaveva scatenato le polemiche sul ritocco alle labbra,
ufficialmente smentitoGuarda la gallery
Il consiglio, comunque, è quello di rimandare gli interventi di chirurgia estetica ad almeno sei mesi dopo il parto:
le richieste di mastoplastica, addominoplastica e liposuzione sono già in costante crescita. “Pur non essendoci controindicazioni di nessun tipo, soprattutto per quanto riguarda l’allattamento, dopo il parto consiglio appunto di aspettare qualche mese prima di poter essere sottoposte a interventi di questo tipo, conclude Alberto Capone.
Maria Carla Rota



























