
Gli alimenti industriali venduti nei fast food americano contengono troppi grassi e sarebbero responsabili di migliaia di decessi. L’allarme arriva da un recente studio della Northwestern University, in Illinois. I medici non smettono di raccomandare di tenere sotto controllo i livelli dei condimenti. Si parla di 150mila morti all’anno.
Tra 2005 e 2011 la quantità di sale da cucina è sì diminuita del 3,5% in 402 prodotti alimentari industriali, ma è aumentata del 2,6% in altri 78 prodotti. E comunque i livelli generali restano oltre la soglia consigliabile. Questo problema sarà risolto solo se il governo federale scenderà in campo per tutelare la salute pubblica, spiegano i ricercatori. La quantità di cloruro di sodio deve essere regolamentata per legge.
Il 90% degli americani soffre di ipertensione arteriale di diversa intensità nel corso della vita e l’alimentazione tropppo salata ne è la principale causa. Questo accresce il rischio di crisi cardiaca e di ictus, provocando morte o comunque gravi infermitaà.
Secondo i ricercatori, il troppo sale serve a insaporire alimenti che altrimenti non sarebbero di elevata qualità. Insoltre, fa venire sete e fa bere anche più alcolici, con soddisfazione dell’industria. Un americano consuma in media due cucchiani da caffè di sale al giorno, mentre la quantità consigliata è di tre quinti di un cucchiaino ovvero 1500 milligrammi al massimo. L’80% di sale proviene dagli alimenti industriali o dalle pietanze dei ristoranti.
