di Nancy Squitieri
Circola da un po’ la notizia che i grassi animali, da sempre banditi dalle diete più cool, e universalmente riconosciuti come i responsabili di malattie cardiovascolari e obesità, stiano vivendo un momento di riscatto e di ritorno autorizzato sulle nostre tavole. Secondo il professore Pietro Migliaccio, medico nutrizionista e Presidente della Società Italiana di Scienze dell’Alimentazione, è questa la sorte che accomuna prima o poi tutti gli alimenti. Ieri toccava alla pasta, poi ai grassi, perfino al latte: tutti questi cibi, cioè, vengono demonizzati per un certo periodo, per poi tornare a distanza di tempo in auge, grazie a nuove rivelazioni o smentite: “Sicuramente dietro questi veri e propri trend alimentari c’è una sorta di spinta economica e commerciale, e nulla di più”. Scatta cioè un allarmismo virale nei confronti di un alimento e si scelgono, spesso con metodi fai da te, regimi alimentari totalmente privi di quell’alimento. “Tutti abbiamo criminalizzato i grassi animali a partire dal burro. E’ giusto però rivedere le nostre posizioni ed essere meno drastici”. Ma, grassi a parte, esistono delle regole alimentari che possiamo definire universali, cioè che dovrebbero mettere un po’ tutti d’accordo al di là delle mode e delle epoche?
Pare di si, e con il professore ne abbiamo individuato 9 per Affaritaliani.it:
1 – Ricordarsi che il cibo è gioia
2 – Non seguire diete prive di carboidrati
3 – Mai saltare i tre pasti e concedersi due spuntini al giorno
4 – Variare il più possibile la scelta degli alimenti perché nessuno di questi possiede tutti i nutrienti necessari
5 – Consumare ogni giorno cinque porzioni tra frutta e verdura
6 – Camminare per mezz’ora al giorno ed affiancare a questa consuetudine l’attività fisica regolare
7 – Non criminalizzare i grassi (che possono essere presenti nella misura del 30% e non oltre del totale delle nostre calorie giornaliere)
8 – Ridurre il più possibile zuccheri e bibite zuccherate
9 – Non bere alcolici
Ma come? Dobbiamo rinunciare al tanto elogiato bicchiere di vino rosso a tavola? Secondo Migliaccio anche sul vino la tesi è la stessa: una moda spinta da interessi commerciali: “E’ pur vero, infatti, che il vino può contribuire ad apportare sostanze antiossidanti, ma soltanto se bevuto in grandi quantità, e a quel punto comporterebbe altre conseguenze dannose per il nostro organismo. Dunque, consideriamolo soltanto come un alimento gratificante perché incide sull’umore, rende allegri e rafforza la convivialità, ma che venga consumato sempre in maniera moderata e che non sia un’abitudine”. Quindi: no alle diete assurde. Mai eliminare del tutto un alimento. E soprattutto, prima di lasciarci incantare da nuove ideologie alimentari, valutiamo se dietro queste non ci siano interessi che poco hanno a che fare con la nostra salute, e che non siano invenzioni di personaggi in cerca di visibilità e totalmente privi di conoscenze specifiche.
