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MANDA LA TUA STORIA AD AFFARITALIANI.IT Viste le numerose richieste pervenute alla rubrica per conoscere i diritti ed i doveri sulla separazione tra coniugi e conviventi, Affaritaliani.it ha deciso di dare spazio alle vostre esperienze di vita quotidiana : raccontateci le vostre storie (convivenza omosessuale, sottrazione di minori, violenze in famiglia , dramma padri separati…) così da poter far luce, denunciare e sensibilizzare su tematiche importanti ed attuali del diritto di famiglia. Le storie vanno inviate a comunione_separazione@affaritaliani.it |
Il 2012 è stato un nuovo anno ricco di divorzi famosi. A partire da Tom Cruise e Katie Holmes, senza dubbio il divorzio dell’anno, passando per il gladiatore Russel Crowe che ha rotto con Danielle Spencer, sono diverse le coppie famose che hanno deciso di dirsi addio. La cantante Katy Perry e l’attore comico e bad-boy inglese Russel Brand, la prezzemolina Kim Kardashian e Chris Humphries, Heidi Klum che dopo 16 anni di matrimonio e tre bellissimi bambini ha lasciato il marito Seal, e notizia di questi giorni anche la separazione di Ronaldo dalla terza moglie Bia Antony. In terra nostrana, sebbene meno glamour, possiamo annoverare separazioni di tutto rispetto come quella tra la bionda ex gieffina Guendalina Canessa dall’ex tronista Daniele Interrante così come quella fra Aida Yespica e l’avvocato Leo Gonzales (matrimonio durato solo poche settimane). Sembrerebbe quindi che ormai divorziare sia ‘di moda’, triste da dire ma altrettanto veritiero.
“Negli stati Uniti, in particolare, la legislazione facilita l’iter, poiché alcuni stati, come Washington e la California, in caso di separazione consensuale, prevedono addirittura la possibilità di ottenere i documenti necessari in 2 ore e con una spesa irrisoria, di circa 250 dollari”, dichiara in merito l’Avvocato Lorenzo Puglisi, Presidente dell’associazione S.O.S. Stalking e fondatore di Family Legal – Mutatis mutandis, il trend del divorzio all’estero sta prendendo piede anche in Italia”, continua Puglisi.
I TEMPI – A confermare questa tendenza anche nel nostro Paese è proprio l’aumento delle richieste per divorziare all’estero. I tempi sono inferiori, si va dai 4 agli 8 mesi contro, in media, i 3 anni e mezzo dinnanzi alle Autorità Italiane, anche in caso di separazione consensuale. “I paesi più gettonati – continua Puglisi – e che comportano costi e tempi più snelli rispetto a quelli italiani sono la Romania e la Spagna. FamilyLegal, ad esempio, segue tutto l’iter occupandosi di organizzare anche i trasferimenti all’estero che talvolta, come nel caso della Spagna, non sono neppure necessari. A seguire c’è chi cura tutto l’aspetto organizzativo anche in termini di logistica e contatti con la giurisdizione straniera”.
In questo modo si evitano sprechi di tempo e attese, e in media, in tre mesi si riesce ad ottenere una pronuncia di divorzio valida e trascrivibile anche in Italia. Basta l’avvocato giusto, un passaporto e un certificato matrimoniale et voilà, il divorzio è presto fatto. Di norma, a 10 giorni dal colloquio preliminare è già possibile partire.
“Una volta avviata la pratica – aggiunge l’avvocato Puglisi – saremo domiciliati nel Paese scelto come luogo per il divorzio. Non occorre neanche perdere molto tempo per gli incontri dal momento che sul luogo potrà presentarsi anche solo l’avvocato munito di procura sgravando i coniugi dall’onere di doversi recare all’estero”.
IL COSTO – Ad attrarre non è solo la velocità ma anche il prezzo: “Normalmente, prendendo come esempio la Romania, si parla di circa 4000 euro a persona (8000 circa per la coppia) che comprende tutte le attività espletate, che vanno dalla consulenza in Italia fino all’assistenza in loco, alle spese per il traduttore, ecc.. Ciò che resta fuori è solo il vitto e alloggio ma, considerando che la permanenza all’estero è davvero ridotta, di certo non si andranno a superare i 500 euro a persona. La Spagna è un po’ più cara, anche 5000 euro a persona”.
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I NUMERI – I dati riguardanti i divorzi in Italia sono sempre più allarmanti. L’ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) ha diffuso il 12 luglio 2012 i risultati di una ricerca condotta sullo stato dei divorzi e delle separazioni in Italia. I dati raccolti e successivamente elaborati riguardano ogni singolo procedimento concluso dal punto di vista giudiziario nell’anno di riferimento, il 2010. Il numero delle separazioni nel 2010, rispetto all’anno 2009, sono aumentate del 2,6% mentre il numero dei divorzi segna un calo dello 0,5%. In totale, nell’anno 2010 le separazioni sono state 88.191e i divorzi 54.160. Si rileva anche che al nord le separazioni sono più frequenti, mentre al sud crescono di più. A livello nazionale rimane però in continua crescita l’instabilità delle unioni matrimoniali. Dalle ultime stime, si evidenzia come negli ultimi 6 anni più di ottomilacoppie italiane hanno divorziato all’estero. “Ma ora come ora c’è la possibilità per tutti, vip e non, di ritornare liberi in poco più di 6 mesi”, conclude Puglisi.
ALL’ESTERO IL KIT PER IL DIVORZIO FAI-DA-TE – In Italia come all’estero la crisi si fa sentire e sono numerose le coppie che non hanno i soldi per potersi pagare l’assistenza legale per la separazione. E allora la soluzione è: fare a meno degli avvocati. In Inghilterra si moltiplicano i kit ‘do it yourself’, dai siti web alla catena di supermercati Tesco passando per le librerie WSmith. Uno dei primi ad aprire la strada, come racconta il quotidiano The Independent, è stato “Divorce Depot”, un portale lanciato a inizio gennaio 2013 dove mogli e mariti in crisi possono comprare consigli su come affrontare la propria separazione: dall’assistenza ai figli, al supporto nel compilare carte e documenti con tanto di video tutorial che aiuti a non compiere passi falsi. Il costo? Va dalle 99 alle 475 sterline per il pacchetto completo.
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