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Cura di sé
Gli edulcoranti danneggiano la flora intestinale? Il dibattito

Da decenni abbiamo inserito nella nostra dieta la saccarina, l'aspartame, il sucralosio e altri sostituti dello zucchero. Danno dolcezza agli alimenti senza fornire calorie. Dovrebbero aiutare a dimagrire e prevenire obesità e iperglicemia. Spesso, però, finiscono nel mirino per i loro effetti negativi. Secondo uno studio israeliano, condotto al Weizmann Institute of Science, questi "falsi zuccheri" favoriscono l'intolleranza al glucosio, alterando la flora intestinale.

Lo ha svelato un esperimento condotto sui topi, a cui è stata fatta bere acqua dolcificata con queste sostanze. Dopo undici settimane soffrivano di intolleranza al glucosio, in altri termini di un pre-diabete, a differenza dei roditori che avevano bevuto acqua pura o addizionata di glucosio o fruttosio (veri zuccheri).

Come spiegare questo risultato? I ricercatori hanno supposto che i miliardi di batteri della flora, che oggi chiamamo microbiota, hanno un ruolo fondamentale. Per assicurarsene hanno somministrato un antibiotico ai topi che avevano consumato dolcificanti e hanno visto che i valori del sangue tornavano nomali. Ma sono anche andati oltre: dopo aver privato alcuni topi del loro microbiota, hanno trasferito su questi animali la flora intestinale di animali nutriti con saccarina. Risultato: sei giorni dopo i riceventi avevano sviluppato intolleranza al glucosio. Il microbiota dei topi che avevano ingerito saccarina aveva una composizione batterica diversa da quella di animali che avevano bevuto solo acqua pura. "Risultati promettenti", commenta con il quotidiano Le Matin  Christel Tran, capo clinica di endocrinologia, diabetologia e metabolismo al Centro ospedaliero universitario valdese. L'esperta sottolinea tuttavia che i ricercatori hanno donato ai topi la dose massima di edulcorante, ovvero circa venti pastiglie al giorno. Inoltre, un solo tipo di sostituto dello zucchero è stato usato per questo esperimento, mentre esistono edulcoranti con composizioni chimiche molto differenti. I risultati, quindi, non sono da non generalizzare. 

Poi resta una domanda: quello che è vero per i topi lo è anche per gli umani? Gli scienziati israeliani si sono concentrati sul dossier di 380 persone partecipanti a un'indagine nutrizionale e hanno notato che quelle che prendevano regolarmente edulcoranti soffrivano più spesso degli altri di problemi di metabolismo, come intolleranza al glucosio e aumento di peso. Poi hanno domandato a sette volontari che non consumavano edulcoranti di farne uso per una settimana. A quattro di loro il tasso di glucosio è aumentato. "Sette persone sono poche per tirare delle conclusioni", dommenta sempre con Le Matin Luc Tappy, professore di fisiologia all'università di Losanna, che si dice complessivamente poco impressionato da questo studio. Vero è che gli edulcoranti sono sempre al centro di un grande dibattito. Comunque, fa notare il professore, sono da 50 anni sul mercato e se ci fosse stato un aumento significativo dell'iperglicemia la comunità scientifica si sarebbe accorta.

Christel Tran conferma che si tratta di risultati preliminari e che, se confermati, potrebbero in futuro portare a una revisione delle raccomandazioni dell'Associazione americana del diabete. Il consiglio della diabetologa per il momento? Non sospenderli, ma consumarne con moderazione

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