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Non solo udito a rischio. Troppi rumori possono causare l’infarto

La città più rumorosa d’Italia sembra essere Genova, seguita da Messina. Il rumore non soltanto reca fastidi e disturbi del sonno, ma anche difficoltà di apprendimento e persino infarti. Intervista di Affari a Giancarlo Cianfrone, ordinario di Audiologia e malattie otorinolaringoiatriche all’università Sapienza di Roma, fondatore e presidente dell’Associazione italiana per la ricerca sulla sordità

Di Igor Righetti

Era noto a tutti noi quanto i rumori fossero dannosi per l’udito, ma quanto è emerso da uno studio condotto in Nuova Zelanda, terra che, tra l’altro, ritenevamo immune da suoni che non fossero quelli del vento e del frangersi delle onde, ci ha lasciati davvero perplessi: più della metà dei musicisti adulti ha un deficit uditivo e circa un adolescente su tre è affetto da ipoacusia a causa dell’eccessivo uso di mp3.

Il consiglio che viene dato dagli studiosi ai musicisti è di mantenere le giuste distanze dagli strumenti musicali più rumorosi, di sottoporsi a continui controlli audiologici, di indossare protettori per musicisti e di non avvicinarsi troppo agli altoparlanti. Questo per la Nuova Zelanda e per i musicisti, ma anche in Europa e per i non musicisti la musica è la stessa: siamo circondati da troppo rumore. Parola dell’Organizzazione mondiale della sanità. L’inquinamento acustico nelle città è causato soprattutto dal traffico urbano, ma anche da alcune attività, come l’edilizia.

Il rumore non soltanto reca fastidi e disturbi del sonno, ma anche difficoltà di apprendimento e persino infarti. Costituisce, dunque, una minaccia alla salute pubblica. Per i curiosi, la città più rumorosa d’Italia sembra essere Genova, seguita da Messina. Ma anche la dotta Pisa non è una città silenziosa né lo è la festaiola Rimini. Ma sui rischi per l’udito e sulle precauzioni da prendere ecco il parere di un insigne studioso, il professor Giancarlo Cianfrone, ordinario di Audiologia e malattie otorinolaringoiatriche all’università Sapienza di Roma, fondatore e presidente dell’Associazione italiana per la ricerca sulla sordità.

Quali sono gli effetti sulla salute provocati da una esposizione prolungata al rumore?

Gli effetti più noti sono quelli sull’apparato uditivo quindi il deficit uditivo progressivo e poi tutta una serie di altri sintomi come gli acufeni. Ma oltre agli effetti sull’udito bisogna ricordare che lo stare in maniera prolungata in un ambiente rumoroso può provocare disturbi al sistema nervoso, disturbi all’equilibrio psichico, quindi al sistema endocrinologico, al cuore, alla pressione arteriosa e creare uno stato di malessere generale, multisintomatico di cui molti medici del lavoro si stanno occupando proprio in questi ultimi anni.

La perdita parziale o totale dell’udito è un fenomeno dell’età avanzata. Ma oltre l’età quali altre cause possono determinare l’indebolimento del senso dell’udito?

Tantissime altre cause, a cominciare dalle più banali come le otiti trascurate nel bambino e nell’adulto che, se non curate radicalmente, possono portare complicanze e quindi una cronicizzazione della malattia o addirittura un’invasione del problema nell’orecchio interno che è la parte più nobile, più delicata del nostro apparato uditivo e determinare quindi perdite anche di tipo permanente. Poi attenzione ai farmaci, ci sono molti farmaci che possono essere ototossici. Sono tanti antibiotici anche di uso abbastanza comune. Il diabete predispone all’ipoacusia per tanti motivi e purtroppo è un’ipoacusia da orecchio interno quindi neurosensoriale pertanto particolarmente aggressiva.

Lei è uno dei massimi esperti di acufenologia, un settore tanto complesso quanto di grande coinvolgimento medico-sociale. Che cosa sono gli acufeni e come curarsi?

Gli acufeni sono costituiti da quella percezione fastidiosa, più o meno continua, che si ha quasi sempre all’improvviso ma talvolta in maniera progressiva, di suoni di varia natura: in genere sono fischi, ronzii, fruscii, crepitii, pulsazioni. Non si tratta di malattia vera e propria, si tratta di un sintomo ma l’importante è andare a capire questo sintomo da quale disagio, da quale malattia, da quale alterazione viene provocata perché molte volte l’acufene è un campanello di allarme di uno stato patologico talvolta anche molto importante e molto insidioso. Cosa si deve fare? Individuare innanzi tutto la causa principale.

Noi le dividiamo principalmente in 3 gruppi di cause: muscolo-scheletriche quindi stiamo parlando del collo e di situazioni artrosiche, di tensione muscolare, addirittura problematiche della mandibola, possono favorire gli acufeni. Gli interventi terapeutici vanno fatti sulle cause dove è possibile. Curare le cause significa anche curare il sintomo oppure intervenire se non è possibile individuare la causa, con riabilitazione, con terapie tra cui quella del suono o Trt. 

Quali sono le malattie dell’orecchio che possono influire sulle capacità uditive a tutte le età?

Tutte le malattie che ho elencato possono agire a qualsiasi età anche se vi  sono delle nicchie particolari. Per esempio le cause genetiche agiscono prevalentemente nel bambino, nel neonato, ma possono ripresentarsi in età adulta. Anche il rumore predilige alcune fasce di età come quelle giovanili per gli stili di vita che noi conosciamo molto spesso errati quindi la frequentazione eccessiva di discoteche, di concerti, l’uso di lettori digitali ad alto volume ma anche l’età lavorativa è molto esposta a questo rischio.

Quali sintomi dell’udito o della voce devono attirare la nostra attenzione?

La sordità, a meno che non sia improvvisa, è una malattia subdola e progressiva. È molto importante questa domanda perché i primi sintomi possono essere interpretati come banali. Gli stessi acufeni, questi fischi e ronzii nell’orecchio, se sono leggeri possono anche non attrarre molto l’attenzione del paziente. Spesso, invece, sono il primo sintomo di un indebolimento uditivo.