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Cura di sé
Sindrome dell’ovaio policistico: problema risolto senza farmaci

Di Sergio Moschetti

L’endocrinologo Francesco Orio, Professore Associato di Endocrinologia presso l’Università “Parthenope” di Napoli, è stato tra i primi al mondo a dimostrare scientificamente un rimedio, efficace, sicuro e soprattutto non invasivo per curare la sindrome dell’ovaio policistico che colpisce milioni di donne, giovani e non, nel nostro paese ed in tutto il mondo invalidando la qualità di vita con possibili complicanze endocrino-metaboliche, tra le quali l’obesità ed il diabete mellito ed un possibile precoce rischio cardiovascolare.

Partendo dalla constatazione che circa il 50% delle donne colpite da questa patologia risultano obese o in sovrappeso si è evidenziato come tali disturbi giochino un ruolo chiave sull’assetto ormonale determinando molteplici conseguenze negative, caratteristiche dell’ovaio policistico, tra le quali l’amenorrea (assenza del ciclo mestruale) o l’oligomenorrea (scarsità del ciclo mestruale) e l’irsutismo (presenza di peli in eccesso dove normalmente le donne non dovrebbero averne).

E’ stato dimostrato da studi riconosciuti a livello internazionale che è necessario far dimagrire le donne che risultano obese o in sovrappeso con una dieta ipocalorica, tipo quella mediterranea, ed associare 45 minuti di attività fisica di tipo aerobico, tutti i giorni, praticando cioè una camminata a passo svelto o una corsa o andando in bicicletta o facendo semplicemente la cyclette per lo stesso periodo di tempo, per migliorare la loro quota di ormoni “impazziti” e ripristinare quindi il ciclo mestruale, più precisamente la frequenza ed il ritmo del ciclo mestruale di ogni donna.

Una scoperta semplice ma di impatto mondiale, poiché evita i devastanti e spesso taciuti effetti collaterali ed indesiderati della cosiddetta “pillola”, ossia gli estro-progestinici, noti anche come contraccettivi orali che sino ad oggi venivano ritenuti l’unica arma terapeutica per curare i disturbi del ciclo mestruale e per la sindrome dell’ovaio policistico. 

Francesco Orio, tra i più giovani docenti universitari di endocrinologia italiani, che lavora in convenzione presso la Struttura di Tecniche di Fertilità dell’Azienda Ospedaliera Universitaria “S. Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno, è stato il primo al mondo a dimostrare scientificamente, non solo il possibile rischio cardiovascolare di tale patologia, ma soprattutto il rimedio per ripristinare il ciclo mestruale in queste donne colpite da tale patologia con il risultato di migliorarne anche i tassi di ovulazione e quindi evidentemente la fertilità.

Il prof. Orio che quotidianamente segue e cura decine e decine di pazienti, giovani donne ed adolescenti, provenienti da tutta Italia, affette da disturbi del ciclo mestruale e dalla sindrome dell’ovaio policistico, soprattutto trattando le complicanze endocrine e metaboliche di tale patologia ha pubblicato il risultato di queste ricerche nel volume di marzo 2014 di Nature Reviews Endocrinology, tra le più prestigiose riviste scientifiche al mondo del gruppo Nature, considerata  la bibbia ed il riferimento assoluto in tale settore, nell’articolo intitolato: “New guidelines for the diagnosis and treatment of PCOS” ossia “Nuove linee guida per la diagnosi ed il trattamento della PCOS”, in cui si fa il punto, tracciandone proprio delle linee guida internazionali, su questa originale ed innovativa scoperta che certamente cambierà le abitudini terapeutiche di tante, milioni, di giovani donne che, affette da questi disturbi e dalla sindrome dell’ovaio policistico, vedranno migliorare la loro qualità di vita con un semplice sacrificio giornaliero di praticare sport e ridurre l’introito calorico, con l’enorme vantaggio di evitare effetti indesiderati di farmaci, usati troppo spesso inutilmente e prescritti con troppa leggerezza soprattutto dai ginecologi.

A tale proposito è utile ricordare come disturbi di tale tipo che vedono coinvolta la sfera ormonale debbano essere inquadrate e trattate dall’endocrinologo e non viceversa dal ginecologo, come erroneamente avveniva in passato ed ancora oggi talvolta, retaggio di una consuetudine e pratica culturale sbagliata poiché il ginecologo è “bravo” a far nascere i bambini mentre l’endocrinologo è certamente più competente ed ha maggiore dimestichezza con gli ormoni, proprio per la sua formazione culturale e professionale.

                                                                                                                                

 

Tags:
ovaiopolicisticofarmacisalute
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