In Italia i padri arrivano al primo figlio sempre piu’ adulti – con una eta’ media di trentacinque anni e un mese – e dopo il fallimento di una o piu’ relazioni. Padri “nonni” che tendono a fare figli con donne piu’ giovani, mettendo la prole a serio rischio di malattie genetiche, e con scarse possibilita’ di successo di mettere incinta la compagna. Lo ha riferito all’AGI Carlo Foresta, endocrinologo dell’Universita’ di Padova, che oggi ha presentato la tre giorni di Convegno di Medicina della Riproduzione, organizzato dal 27 febbraio al 1 marzo ad Abano Terme dalla Siams (Societa’ Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualita’) e dalla Fondazione Foresta Onlus per la Ricerca Biomedica.
“Scordiamoci l’onnipotenza degli uomini e il luogo comune che possano fare figli fino ad ottanta anni come Chaplin“, ha detto Foresta. “La realta’ e’ ben diversa, l’uomo – ha continuato – con il passare del tempo va incontro ad un declino netto del suo potenziale di paternita’. Una volta la coppia declinava insieme il potenziale reciproco di fertilita’, adesso la frequenza delle rotture relazionali porta gli uomini a confrontarsi con la propria fertilita’ in discesa e con quella diversa di una donna piu’ giovane con conseguenze preoccupanti”. I dati attuali dimostrano che quando il padre e’ piu’ adulto la ricerca del figlio e’ molto piu’ lunga.”
L’uomo piu’ anziano – ha spiegato l’esperto – impiega molto piu’ tempo a mettere incinta la compagna. E non solo. Il rischio di aborto spontaneo aumenta con l’incremento dell’eta’ paterna: maggiore l’eta’ del maschio, maggiore il rischio di abortire naturalmente”. “Inoltre, poiche’ gli spermatozoi sono frutto di continue replicazioni cellulari, a differenza degli ovociti che vengono gia’ alla nascita programmati, maturati ed espulsi, le numerose divisioni – ha detto Foresta – comportano nei papa’ anziani un rischio aumentato di mutazioni genetiche. Ecco perche’ le anomalie genetiche sono frequenti nei figli dei padri anziani. E’ necessario che gli uomini siano informati di queste complicazioni quando rimandano il progetto di avere un figlio”.
Guarda la gallery – Al Bano, Fabrizio Frizzi e Carlo Conti. Nella gallery in alto a sinistra Flavio Briatore ed Elisabetta Gregoraci. Sono tutti diventati papà in età maturaSalute: in Italia gravidanze tardive e sempre “a orologeria” – Le donne in Italia fanno figli in eta’ avanzata – il paese e’ secondo solo alla Grecia per maternita’ adulta con media del primo concepimento a 31,4 anni – e, soprattutto, ad orologeria: programmando cioe’ il momento del concepimento senza lasciare nulla al caso e affidandosi alla procreazione medicalmente assistita immediatamente dopo i primi tentativi. Lo ha riferito all’AGI Carlo Foresta, ordinario di Endocrinologia dell’Universita’ di Padova, che oggi ha tenuto una conferenza stampa di presentazione del XXIX Convegno Medicina della Riproduzione che si terra’ dal 27 febbraio al 1 marzo ad Abano Terme.
“Nel 2011 – spiega Foresta in Italia sono nati 546.607 bambini di cui, 440.797 italiani con un numero medio di figli per donna italiana pari ad 1,30. Poco, se consideriamo che il mantenimento della popolazione demografica si ottiene con 2,2 figli per donna. Accanto a questa deficienza importante di tassi di natalita’, sempre nel 2011 sono state registrate oltre 111 mila interruzioni volontarie di gravidanza e solo il 16 per cento delle italiane ha dimostrato di assumere anticoncezionali. Verrebbe da pensare che gli aborti siano prerogativa delle giovani adolescenti ma i dati ci dimostrano che non e’ affatto cosi. Le interruzioni spontanee di gravidanza si spalmano con percentuali abbastanza simili in tutte le fasce di eta’ fertile, peraltro anche in quelle fasce di eta’ fertile in cui si verificano i numeri piu’ alti di procreazione assistita con, nel 2011, 11 mila e 900 bimbi nati con la PMA”.
“Questi dati – rivela Foresta – che rivelano una contraddizione: in Italia si fanno i figli ad orologeria. O nascono in quel periodo, in quel mese, quell’anno o nulla. E inoltre, o li si ottiene rapidamente, in maniera naturale, oppure la gravidanza viene cronometrata. In pratica, non accettiamo piu’ di farli casualmente. E siccome gli stili di vita e i dettami della societa’ attuale impongono che ci si possa dedicare al figlio solo quando la coppia ha raggiunto una stabilita, l’eta’ in cui si cerca di avere un figlio e’ diventata piu’ elevata: siamo il secondo paese dopo la Grecia per eta’ avanzata delle mamme. L’eta media e’ di 31,4 anni, quando comincia gia’ a scendere la fertilita’. L’eta’ media delle donne che cercano la procreazione medicalmente assistita e’ salita, invece, a 36 anni e mezzo”.










