Di Simona Lovati
Al bando facce di cera e zigomi rialzati all’eccesso. La parola d’ordine della moderna medicina estetica è ringiovanimento dall’effetto naturale. Sì, perché, il desiderio di fermare le lancette dell’orologio da parte di donne e uomini cresce di pari passo con la richiesta di tecniche soft, capaci di ricompattare e rialzare i tessuti cutanei, senza stravolgere la fisionomia e i lineamenti del volto. Ecco i trattamenti più innovativi e a “impatto zero” attualmente disponibili sul mercato.
Power Stone Up Therapy
Utilizzata dai medici sportivi per accelerare il recupero fisico dei calciatori, è una metodica innocua e naturale, introdotta di recente in ambito estetico. La sua finalità e tonificare e, di conseguenza, liftare senza bisturi la muscolatura di viso e corpo con impulsi generati da un dispositivo elettronico, fatti scorrere lungo le fibre nervose della zona interessata tramite un manipolo.
“La forza di un muscolo”, spiega ad Affaritaliani.it il professor Damiano Galimberti, laureato in Scienze dell’Alimentazione e Dietetica e presidente A.M.I.A (Associazione Medici Italiani Anti-Aging), “non è solo legata alla sua contrazione a seguito di un’attività motoria, ma anche all’innervazione del muscolo stesso. Lo stimolo che crea la tonicità muscolare è influenzata sia dall’esercizio tradizionale sia dai condizionamenti delle fibre nervose”. È come se l’energia vibratoria delle comuni pedane, che si possono trovare nelle palestre o nei centri di dimagrimento, venga convogliata su di un singolo distretto muscolare, mantenuto contratto volontariamente dalla persona.
“Questa contrazione volontaria da parte del paziente”, continua lo specialista, “è in grado di aprire le fibre nervose, attraverso vibrazioni molto sottili, che portano a micro-contrazioni nell’ordine di pochi micron e dalla frequenza compresa tra 80 e 100 Herzt, per favorire alcuni centri presenti nel sistema nervoso centrale, che memorizzano la necessità di rinforzo del tono muscolare”. La tecnica non richiede esami preliminari e, tranne per le donne in gravidanza e i portatori di pacemaker, è adatta a tutti.
Il trattamento per stimolare l’elasticità e il rassodamento dei volumi del volto dura dieci minuti per ogni area e si può estendere anche a collo e décolleté. Per il corpo si va dai 30 ai 45 minuti, in base all’ampiezza della zona sulla quale si intende intervenire. Il ciclo consigliato è un minimo di tre fino a un massimo di sei o nove sedute, che non devono essere intervallate da giorni di pausa.
Prezzo: 70-100 euro per gruppo muscolare.
Plexr
Anche il Plexr è una tecnica che non richiede anestesia e che permette di trattare le piccole pliche cutanee in modo non invasivo, senza togliere il tessuto con la chirurgia, come nel caso della blefaroplastica, ovvero un rialzamento delle palpebre cadenti che si manifesta con il passare dell’età. Il principio di azione è creare dei forellini sull’epidermide che, una volta cicatrizzati, per mezzo di un effetto di retroazione, sono capaci di distendere la piega cutanea. “Il metodo”, precisa Galimberti, “è privo di effetti collaterali, fatta eccezione per un leggero arrossamento sulla pelle e l’accortezza di non esporsi al sole nei giorni successivi all’intervento”. Si consigliano una o due sedute.
Prezzo: 200 euro; 300 euro per la blefaroplastica.
Test genetico cutaneo
Dedicato agli appassionati del genere crime, il test genetico cutaneo è un sistema che, con un esame del DNA raccolto dalla saliva grazie a un cotton fioc, consente di individuare i punti deboli e quelli forti della nostra pelle. Noi siamo il risultato del patrimonio che abbiamo ereditato e dell’interazione con l’ambiente che ci circonda (dieta, farmaci, abitudini, attività motoria). Per questo motivo, è importante programmare una beauty routine personalizzata con cosmetici e metodiche mirate. “Da un’analisi dei nostri cromosomi”, conclude l’esperto, “è possibile stabilire la qualità del collagene e dell fibre elastiche della cute, così come quali sono i processi che stimolano la rigenerazione dei tessuti”.
Prezzo: attorno ai 175 euro.
Il lifting invisibile
Si pratica con “ago e filo” ed è il primo metodo non invasivo, studiato per risollevare i contorni della zona mandibolare del volto, conferire tono alla lassità delle guance e sublimare gli zigomi con un risultato naturale. “Fino ad oggi non esisteva nessun trattamento in grado di liftare in modo soft la parte inferiore del viso, fatta eccezione per l’effetto ottico dato dalle iniezioni di acido ialuronico”, precisa ad Affaritaliani.it la dottoressa Paola Rosalba Russo, medico estetico vice presidente SIES (Società Italiana di Medicina e Chirurgia Estetica), che ha presentato la tecnica a livello internazionale al XIX congresso mondiale di medicina estetica a Cape Town, in Sudafrica, e che sarà ospite in aprile ad altre due convention del settore, a Montecarlo e Barcellona.
Il “lifting invisibile”, come lo chiama la specialista, è soft, veloce – dura dai 15 ai 20 minuti al massimo, e si avvale di fili riassorbibili realizzati con acido polilattico (un polimero sintetico, biodegradabile, assorbibile e inerte dal punto di vista immunologico, presente in alcuni dispositivi medici come i fili di sutura), posizionati tramite un ago sterile nello strato sottocutaneo, dove stimola una produzione di collagene di tipo fibrotico che induce un effetto rassodante.
La seduta si svolge in anestesia locale e non necessita di esami preliminari. “L’unico accorgimento”, continua l’esperta, “è informarsi circa le eventuali allergie della persona nei confronti delle componenti dei prodotti impiegati in medicina estetica, oppure all’acido polilattico stesso. Dopodiché, previa un’attenta sterilizzazione dei materiali e dei guanti utilizzati, non resta che eseguire l’intervento, seguendo le indicazioni date dalla paziente sulla parte del viso che desidera migliorare”.
Il filo ha alle due estremità due aghi, che permettono di penetrare nel medesimo foro di ingresso nell’epidermide, anestetizzato assieme ai due punti di uscita, uno a valle e uno a monte rispetto a quello di entrata. Su ogni filo – ne servono due – sono agganciati quattro “coni”, costituiti da acido glicolico, che sono fatti scorrere sottopelle, per raccogliere la cute in una sorta di plicatura e spostarla verso l’alto o verso il centro, per contrastare il cedimento dei tessuti. L’effetto liftante è immediato e si consolida con il passare del tempo. I fili si riassorbono nell’arco di un anno e mezzo o due e dopo un certo periodo è possibile ripetere l’intervento.
“Il giorno successivo al trattamento si può tornare al lavoro, senza lividi o dolori”, spiega la dottoressa Russo. Si raccomanda alle signore di non truccarsi nelle 24-48 ore successive, così come di non svolgere attività fisica in palestra e di applicare una crema antibiotica sui fori di ingresso e di uscita dell’ago. Il metodo non esclude l’impiego di altre sostanze, come i filler e la tossina botulinica.
L’età media delle donne che si sottopone all’intervento va dai 40 ai 60 anni e più, ed è molto richiesto anche dagli uomini – in prevalenza 50-60enni che svolgono professioni per le quali è importante relazionarsi con altre persone -, in quanto la tecnica, a differenza del lifting chirurgico, permette di non tagliare le basette.
Prezzo: 500 euro per coppia di fili.
