Dire stop alle sigarette da un giorno all’altro puo’ portare a una condizione di “quasi-demenza”. Uno studio dell’Universita’ di Copenaghen, pubblicato sul Journal of Cerebral Blood Flow & Metabolism, ha scoperto, tramite scansioni cerebrali, che l’astinenza dal fumo riduce l’assorbimento di ossigeno e il flusso sanguigno del cervello fino al 17 per cento. Questo aumenterebbe i sintomi dell’astinenza e potrebbe spiegare il perche’ puo’ essere difficile smettere di fumare una volta per tutte. Secondo i ricercatori, quando si inizia a fumare l’attivita’ cerebrale aumenta.
Tuttavia, il tessuto cerebrale si adatta rapidamente e l’effetto scompare. Ma quando si smette di fumare il cervello subisce nuovamente un cambiamento che potrebbe rendere molto piu’ difficile abbandonare le “bionde”. Secondo i ricercatori, i fumatori avrebbero apparentemente bisogno di continuare a fumare solo per far funzionare normalmente il cervello. Per questo gli studiosi sono convinti che la migliore strategia per smettere di fumare e’ quella di farlo gradualmente. “Questo semplicemente per evitare i peggiori sintomi dell’astinenza”, ha detto Albert Gjedde, uno degli autori dello studio. Con il tempo, e’ possibile diventare meno dipendenti dal fumo, ma al momento gli scienziati ignorano quanto tempo ci voglia prima che il cervello di un ex fumatore riacquisti il suo normale funzionamento.
