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Tosse invernale, tutti i vero/falso e i consigli della medicina omeopatica

Tosse invernale, tutti i vero/falso e i consigli della medicina omeopatica
tosse (2)
Sgradita compagna della stagione invernale, ma non solo, la tosse è comunemente considerata come una “malattia”, anche se in realtà è più giusto definirla come un “sintomo complesso” che può trasformarsi in un fastidioso circolo vizioso. Su Affari i consigli di Virgilio Donato, medico di famiglia esperto in omeopatia a Brescia

Stizzosa, spasmodica, notturna, secca o grassa…sono davvero tanti gli aggettivi che vengono usati, anche nel linguaggio comune, per parlare di tosse. Sgradita compagna della stagione invernale, ma non solo, la tosse è comunemente considerata come una “malattia”, anche se in realtà è più giusto definirla come un “sintomo complesso” che può trasformarsi in un fastidioso circolo vizioso. Oltretutto, visto il disagio che provoca interferendo con le attività quotidiane, è una delle cause più frequenti di ricorso alle cure mediche.

Comune a molte affezioni tipiche della stagione fredda – per esempio sindromi influenzali, laringiti, tracheiti, bronchiti – la tosse è un meccanismo di difesa finalizzato a liberare le prime vie aeree da corpi estranei e secrezioni che possono ostacolare il passaggio dell’aria o favorire la crescita batterica. Stimolato dall’irritazione di specifici recettori situati nella laringe, nella trachea e nei bronchi, ogni colpo di tosse è un atto semivolontario che, oltre a irritare e infiammare ulteriormente la mucosa respiratoria, impegna tutta la muscolatura dell’apparato respiratorio.

LA TOSSE, QUESTA (S)CONOSCIUTA

È importante ricordare che esistono diversi tipi di tosse, definiti in base alla presenza o meno di secrezioni e alla durata.

  • La tosse grassa è caratterizzata dalla presenza di catarro e spesso rappresenta la normale evoluzione di un’iniziale tosse secca, che si distingue invece per l’assenza di catarro e per il fatto di interessare soprattutto faringe, laringe e trachea.

  • Se la tosse dura meno di 3 settimane si può definire acuta, mentre se dura da più di 3 settimane allora si parla di tosse cronica. Se la tosse persiste per più di una decina di giorni senza migliorare è opportuno consultare il medico.

Attenzione, però, a non dare per scontato che la tosse sia cosa di poco conto; ad esempio, la tosse da sforzo, così come la tosse solo notturna, rappresenta sempre un sintomo da non sottovalutare, in quanto (essendo associata a situazioni in cui si richiede maggior impegno respiratorio ma anche cardiocircolatorio) non si può escludere a priori una cardiopatia, specie se si tratta di persona non più giovanissima. Diventa pertanto indispensabile – in caso di dubbio – un consulto da parte di personale medico, abilitato alla diagnosi. Poi magari si rileverà una tosse da ipersensibilità, o da allergia, o anche emozionale: ma intanto andiamo sul sicuro e garantiamoci una diagnosi corretta.

In realtà, di qualsiasi tipo sia, la tosse è la vera ossessione delle mamme, seconda solo alla frase “avrà mangiato abbastanza?”. Una sottolineatura va fatta da subito: nei bambini, al mattino al risveglio o comunque dopo il sonnellino diurno, un po’ di tosse “morbida” è del tutto normale e naturale; restando sdraiati, e non sapendo gestire l’espettorazione come atto volontario, il muco – prodotto, ricordiamo, in continuazione – che tende ad accumularsi, specie nelle alte vie aeree, richiama la tosse come naturale mezzo di eliminazione. L’errore maggiore è interpretarlo come una qualche patologia e trattarla di conseguenza: più si sopprime questa “pulizia del risveglio”, più “si prenotano” patologie respiratorie vere e proprie. D’altronde, impedendo la veicolazione all’esterno di elementi di disturbo, questi, accumulandosi, finiranno per disturbare nel vero senso della parola.

PERCHÉ NON BASTA AGIRE SOLO SUL SINTOMO

Secca o grassa, acuta o cronica, la tosse è comunque fastidiosa e porta il paziente alla ricerca di soluzioni per stare meglio in tempi rapidi, evitando disagi nella vita quotidiana e soprattutto recidive. Un farmaco efficace sulla tosse dovrebbe però agire non solo sul sintomo, ma anche sullo stato irritativo delle mucose delle vie respiratorie, al fine di ripristinarne la naturale struttura fisiologica. La riduzione dello stato irritativo, infatti, permette di diminuire la frequenza e l’intensità della tosse, interrompendo, così il circolo vizioso illustrato prima.

Molti medicinali in commercio tendono purtroppo o a sedare lo stimolo (in caso di tosse secca) o a fluidificare il catarro (in caso di tosse produttiva): in entrambi i casi gestiscono solo il sintomo, senza agire sulla riduzione dello stato irritativo delle mucose e sul ripristino della loro naturale fisiologia. Inoltre, non bisogna dimenticare che i principi attivi ad azione sedativa o fluidificante possono determinare effetti indesiderati, quali sonnolenza, tachicardia, stipsi o respiro affannato.

Nella foto a lato, il circolo vizioso della tosse

 

ALCUNI CONSIGLI PRATICI: I VERO&FALSO DA TENERE A MENTE

Lavare il naso con della soluzione fisiologica – VERO

È una buona abitudine da tenere in considerazione, non solo per i bambini ma anche per gli adulti, perché aiuta a liberare le vie respiratorie e dà quindi sollievo quando si ha la tosse.

Stare il più possibile al caldo – FALSO

È vero che è importante coprirsi per evitare colpi d’aria, però non bisogna esagerare con il riscaldamento: la temperatura ideale all’interno delle stanze dovrebbe essere mantenuta sui 18-20°C.

Non dimenticarsi di bere regolarmente – VERO

In linea generale, non bisogna dimenticarsi di bere almeno due litri d’acqua al giorno per assicurare una buona idratazione. Questo è ancora più vero quando si ha la tosse e l’organismo è debilitato.

Il miele dà sollievo – VERO

Consiglio un cucchiaio da far sciogliere in bocca o in una tazza di latte: il miele è infatti ricco di antiossidanti e, per il fatto di essere denso e dolce, aiuta a lubrificare le vie respiratorie superiori.

Il fumo di sigaretta non peggiora i sintomi – FALSO  

Assolutamente falso, visto che il fumo contribuisce invece a irritare le mucose e di conseguenza peggiora i sintomi.

Dormire sulla schiena e con la testa leggermente rialzata – VERO

Può essere una buona abitudine, soprattutto in caso di tosse notturna.

Umidificare l’aria – VERO

Lo si può fare con un umidificatore o mettendo sul termosifone un contenitore d’acqua, dove far sciogliere eventualmente qualche goccia di olio essenziale di eucalipto.

I MEDICINALI OMEOPATICI “AMICI” DELLA TOSSE

Che cosa consigliare allora al paziente con la tosse? In base alla mia esperienza clinica, i medicinali omeopatici possono rappresentare una valida scelta terapeutica: non solo aiutano a risolvere rapidamente il sintomo, ma grazie alle alte diluizioni sono generalmente privi di effetti indesiderati e tossicità chimica. Per questo motivo, laddove necessario, possono essere somministrati anche in concomitanza con altre terapie farmacologiche e possono essere generalmente utilizzati in tutta sicurezza nei bambini, che rispondono molto bene alla terapia omeopatica, anche grazie a un sistema immunitario particolarmente reattivo e meno debilitato rispetto a quello dei pazienti adulti. Mi capita quindi di frequente di prescrivere alcuni medicinali omeopatici sia unitari che complessi (1), che scelgo in base al tipo di paziente, tenendo cioè conto della causa della tosse e del soggetto che la presenta.

Tra questi prescrivo spesso anche Stodal, uno sciroppo omeopatico indicato per tutti i tipi di tosse, studiato per ridurne l’intensità e la frequenza. Anche Stodal ha il vantaggio di essere adatto per pazienti di tutte le età e, potendo essere utilizzato, laddove necessario, assieme ad altri farmaci, si può prescrivere a pazienti politrattati, come per esempio chi è in trattamento per malattie croniche o pazienti della terza età. Un altro vantaggio è sicuramente legato al fatto che non contiene sostanze mucolitiche o sedative, che possono provocare effetti indesiderati.

Va ricordato a questo proposito che, per quanto riguarda nello specifico i medicinali contenenti sostanze mucolitiche, l’AIFA (la massima autorità in Italia in tema di sicurezza dei farmaci) ha condotto un’analisi sui dati di farmacovigilanza, nazionali e internazionali, i cui risultati hanno rivelato che le sostanze mucolitiche (acetilcisteina, carbocisteina, ambroxolo, bromexina, sobrerolo, neltenexina, erdosteina e telmesteina) provocano un aumento delle secrezioni bronchiali nei bambini sotto i due anni, con conseguente difficoltà ad eliminarle attraverso la tosse. Per i medicinali che contengono queste sostanze mucolitiche l’AIFA ha adottato nel novembre 2010 un provvedimento restrittivo che ne vieta l’uso, nei bambini al di sotto dei 2 anni di età.

Tale provvedimento restrittivo non interessa invece i medicinai omeopatici come Stodal, che non contiene sostanze mucolitiche e nemmeno principi attivi ad azione sedativa centrale o periferica, ma alcune sostanze attive (2), tradizionalmente utilizzate dalla farmacologia omeopatica per il trattamento sintomatico della tosse secca e della tosse produttiva. I medicinali che compongono la sua formula sono, infatti, riconosciuti per la loro azione sull’irritazione delle alte e basse vie aeree, e aiutano a ripristinarne la naturale struttura fisiologica. Quindi, Stodal può generalmente essere somministrato con sicurezza anche ai pazienti di età inferiore ai 2 anni ed essere usato, da adulti e bambini, in ogni fase della tosse.

QUALI MEDICINALI OMEOPATICI PER LA TOSSE TIPICAMENTE INVERNALE?

Prendiamo il caso delle tossi cosiddette “spasmodiche”, che compaiono spesso durante la stagione fredda, magari dopo una banale rinofaringite, una tracheite o una bronchite. Sono particolarmente fastidiose per il paziente, visto che possono durare anche settimane.

Di seguito i medicinali omeopatici che mi capita di prescrivere più di frequente:

  • In caso di tosse particolarmente grassa, dovuta a bronchiti e tracheiti: Ipeca composé, 5 granuli mattino e sera.

  • Se in concomitanza con episodi di rinofaringite la tosse peggiora di notte: Cuprum metallicum 9 CH e Drosera 15 CH, 5 granuli in alternanza 4 volte al giorno.

  • Se la rinofaringite diventa grassa con muco e il paziente tossisce soprattutto al mattino: Kalium bichromicum 9 CH e Drosera 15 CH, 5 granuli in alternanza 4 volte al giorno (20 granuli in totale).

  • Cuprum metallicum 9 CH e Coccus cacti 5 CH sono invece da preferire se la tosse è secca e incessante e se c’è catarro in gola.

  • Se la tosse è provocata da un colpo di aria: Rumex crispus 5 CH, 5 granuli 4 volte al giorno.

  • Per la tosse che si presenta tipicamente nei bambini – scarsa di giorno, secca di notte e grassa al risveglio – consiglio Pulsatilla 7 CH, 5 granuli per 3 volte al giorno.

  • Se gli attacchi di tosse creano particolare nervosismo nel paziente, si può associare a Cuprum metallicum 9 CH e Drosera 15 CH (5 granuli di ciascuno 4 volte al giorno – 40 granuli in totale) anche Ignatia amara 15 CH, 5 granuli 2 volte al giorno.

  • Se è presente anche febbre, un buon consiglio è associare Oscillococcinum, per innalzare le difese antivirali, in ragione di una dose ogni 8 – 12 ore (è già venduto in modo-dosi pronte all’uso); non dimentichiamo che l’80% delle patologie ORL iniziano sempre come forme virali.

I granuli vanno sciolti in bocca, sotto la lingua, e vanno assunti preferibilmente lontani dai pasti.

IN TUTTI I CASI…STODAL

Oltre ai medicinali omeopatici in granuli, ricordo sempre ai pazienti di assumere anche Stodal secondo la seguente posologia:

Adulti: 15 ml (pari a 1 cucchiaio) 3 – 5 volte al giorno

Bambini: 5 ml (pari a 1 cucchiaino da caffè) 3-5 volte al giorno.

Si può usare come riferimento il bicchiere dosatore di Stodal e l’assunzione può essere modulabile in base all’intensità dei sintomi. Non contenendo principi attivi ad azione sedativa, Stodal può essere usato in ogni momento della giornata. È adatto anche per chi è intollerante al glutine, visto che non ne contiene. Inoltre, nella sua formula non sono presenti viscosizzanti, aromatizzanti, coloranti o dolcificanti di sintesi.

 


 

(1) I medicinali a nome comune (detti anche unitari) sono di solito caratterizzati da un nome latino, contraddistinti da una diluizione (ad esempio: Arnica montana 9 CH) e si presentano generalmente nelle forme farmaceutiche di tubi granuli o dosi globuli; molti di questi medicinali possono essere utilizzati nell’ambito di trattamenti individualizzati che possono riguardare diverse patologie. Le specialità omeopatiche sono invece caratterizzate da un nome di fantasia voluto dall’azienda che le produce e si presentano sotto forma di compresse, sciroppi, monodosi liquide, pomate, colliri e altre forme farmaceutiche. La maggior parte delle specialità ha precisi campi d’applicazione e potrebbero essere classificabili come farmaci OTC, sia per sicurezza, per via di somministrazione e per ambito terapeutico (sono concepiti per patologie minori, tipiche dell’automedicazione, per esempio influenza, tosse, traumi muscolari…), oltre che per la trentennale presenza sul mercato.

(2) Composizione dello sciroppo Stodal: Pulsatilla 6 CH; Rumex crispus 6 CH; Bryonia 3 CH; Ipeca 3 CH; Spongia tosta 3 CH; Sticta pulmonaria 3 CH; Antimonium tartaricum 6 CH; Myocarde 6 CH; Coccus cacti 3 CH; Drosera TM; aa 0,95 g.