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Gabriel & Spirits punta a 60 milioni: espansione in Europa e nuovi brand – INTERVISTA

Il gruppo fondato da Gabriel Ernesto Rapisarda accelera la crescita internazionale tra acquisizioni, partnership con Sergio Ramos, bevande analcoliche e dieci boutique entro il 2027.

Gabriel & Spirits punta a 60 milioni: espansione in Europa e nuovi brand – INTERVISTA

Dopo il successo sul mercato americano, con quasi 700mila bottiglie vendute, il gruppo fondato da Gabriel Ernesto Rapisarda accelera l’espansione internazionale

Nuovi brand, partnership con celebrità mondiali, l’ingresso nel segmento analcolico e un piano di dieci boutique europee entro il 2027. Tra le novità, l’acquisizione di Hoxxoh Champagne e l’accordo con Sergio Ramos. Dal mercato statunitense all’espansione europea, passando per nuove acquisizioni, collaborazioni con personalità internazionali e un modello distributivo che combina esclusività, innovazione e accessibilità.

È questa la traiettoria di Gabriel & Spirits, gruppo internazionale fondato nel 2018 dall’imprenditore Gabriel Ernesto Rapisarda, che ha costruito la propria identità nel segmento del beverage premium e super premium. Con un volume d’affari dichiarato superiore ai 44 milioni e l’obiettivo di raggiungere quota 60 milioni entro il 2026, il gruppo si prepara a una nuova fase di sviluppo.

Gabriel & Spirits punta a 60 milioni: espansione in Europa e nuovi brand – INTERVISTA
Gabriel Ernesto Rapisarda

Al centro del progetto, una filosofia imprenditoriale precisa: trasformare ogni prodotto in un’esperienza riconoscibile, attraverso un equilibrio tra qualità, design, posizionamento commerciale e collaborazioni con celebrità di fama mondiale A raccontare strategie, investimenti e prospettive è il fondatore Gabriel Ernesto Rapisarda.

L’intervista

Dal successo americano all’obiettivo dei 60 milioni: quali saranno i principali motori della crescita?

La nostra crescita si fonda su una strategia industriale e commerciale che abbiamo sviluppato negli anni, investendo nella creazione di prodotti distintivi e nella costruzione di una rete distributiva internazionale. Ogni nostro brand nasce da un progetto originale. Non acquistiamo semplicemente bottiglie da riempire e commercializzare: le progettiamo, ne studiamo il design, realizziamo i calchi e gli stampi e seguiamo l’intero processo produttivo. Un percorso che può richiedere anche sei mesi prima di arrivare al prodotto definitivo.

Il nostro modello combina quattro elementi fondamentali: qualità del contenuto, design della bottiglia, associazione con una celebrità internazionale e prezzo competitivo. È una formula che ci ha permesso di ottenere risultati importanti negli Stati Uniti, con quasi 700mila bottiglie vendute. Ora vogliamo replicare e ampliare questo successo in Europa. A novembre arriveranno in Italia quattro container, per un totale di circa 50mila bottiglie dei marchi Platinum e Talisman, destinati a inaugurare una nuova fase della nostra distribuzione europea.

Parallelamente stiamo preparando il lancio di tre nuovi prodotti, ciascuno associato a una personalità internazionale, con presentazioni previste nei prossimi mesi. Per il mercato europeo abbiamo fissato un obiettivo commerciale di circa 15 milioni di euro nel periodo 2026-2027. È una componente importante del nostro percorso verso i 60 milioni.

Tra le operazioni più significative figura l’ingresso nel settore Champagne con Hoxxoh. Qual è la strategia?

L’acquisizione di Hoxxoh rappresenta un passaggio strategico nella diversificazione del gruppo. Abbiamo acquisito l’85% della società circa tre mesi e mezzo fa, individuando un’opportunità in un segmento che consideriamo particolarmente interessante. Conoscevo già molto bene il prodotto, avendolo distribuito per diversi anni. Hoxxoh possiede caratteristiche perfettamente coerenti con la nostra filosofia: una bottiglia di forte impatto estetico, una qualità elevata e un’identità immediatamente riconoscibile.

A completare il progetto è arrivato l’accordo con Sergio Ramos, ex capitano del Real Madrid, che entrerà nel brand come partner e socio. Parliamo di una personalità sportiva di rilevanza mondiale, con una comunità social di circa 60 milioni di follower. La sua partecipazione rappresenta un’opportunità straordinaria in termini di visibilità e posizionamento internazionale. Non si tratta semplicemente di associare un volto noto a una bottiglia, ma di costruire una partnership capace di accompagnare lo sviluppo commerciale del marchio nel lungo periodo.

Il mercato degli alcolici sta attraversando una trasformazione. Come interpretate i nuovi comportamenti dei consumatori?

Il settore sta cambiando profondamente. Si beve meno, ma cresce l’attenzione verso ciò che si sceglie di consumare. È un’evoluzione che considero positiva. Le nuove generazioni mostrano una sensibilità maggiore verso la qualità, il benessere e la moderazione. Il nostro obiettivo non è incentivare il consumo in quantità, ma promuovere prodotti di qualità, da apprezzare responsabilmente. Parallelamente stiamo osservando una crescita significativa del segmento analcolico e delle bevande funzionali.

Per questo abbiamo deciso di ampliare il portafoglio con alternative analcoliche ispirate alla tequila e alla vodka, oltre a una linea di acqua proteica. Anche questi prodotti saranno sviluppati attraverso collaborazioni con personalità internazionali. La diversificazione non rappresenta un cambiamento della nostra identità, ma la sua naturale evoluzione: vogliamo intercettare nuove abitudini di consumo, mantenendo gli stessi standard qualitativi e di posizionamento.

Nasce quindi una nuova realtà dedicata al beverage analcolico?

Esattamente. Abbiamo deciso di organizzare il gruppo attraverso due realtà complementari. Gabriel & Spirits continuerà a concentrarsi prevalentemente sul settore degli alcolici premium e super premium. La nuova Gabriel & Beverage, il cui lancio è previsto a novembre, sarà invece dedicata alle bevande analcoliche, funzionali e orientate al benessere. Si tratta di una distinzione strategica che ci consentirà di sviluppare competenze, canali distributivi e proposte commerciali specifiche per mercati differenti. Il denominatore comune resterà la qualità.

Gabriel & Spirits punta a 60 milioni: espansione in Europa e nuovi brand – INTERVISTA
Gabriel Ernesto Rapisarda

Il nostro obiettivo è arrivare, entro l’inizio del 2027, a un portafoglio di circa 10-12 prodotti, molti dei quali associati a celebrità internazionali. Vogliamo costruire un ecosistema di brand capace di parlare a pubblici differenti, ma con un’identità di gruppo forte e riconoscibile.

Come intendete posizionare Platinum e Talisman nel mercato italiano ed europeo?

La distribuzione rappresenta uno degli elementi decisivi del nostro modello di business. In Europa abbiamo costruito una struttura commerciale guidata da Chiara Barbieri nostra direttrice commerciale UE, responsabile di una rete di circa 60 agenti. Abbiamo scelto un’organizzazione flessibile, basata prevalentemente su collaborazioni con realtà commerciali già presenti nei territori di riferimento. Questo ci permette di limitare i costi fissi, valorizzare competenze locali e accedere più rapidamente ai canali horeca, ai club, agli hotel e ai punti vendita specializzati. Il nostro posizionamento è premium, ma con un concetto di lusso accessibile.

Platinum e Talisman sono state progettate anche per distinguersi visivamente. Le bottiglie luminose, il design personalizzato e la riconoscibilità estetica diventano strumenti di comunicazione direttamente nei locali. Tuttavia, l’aspetto estetico è soltanto il primo contatto con il consumatore. La vera differenza emerge all’assaggio. Abbiamo lavorato a lungo per ottenere tequila equilibrate, morbide al palato, capaci di valorizzare le caratteristiche del distillato senza un’eccessiva aggressività alcolica. Sono prodotti pensati per essere apprezzati anche senza il tradizionale accompagnamento di sale e limone. La bottiglia può convincere un cliente al primo acquisto. Soltanto la qualità può convincerlo a tornare.

Quanto conta il mondo dell’intrattenimento nella vostra strategia commerciale?

È uno dei pilastri della nostra crescita. Club, ristoranti, lounge bar e locali di intrattenimento sono luoghi fondamentali per costruire la notorietà di un brand. Quando un consumatore scopre e apprezza un prodotto in un locale, aumenta la possibilità che lo cerchi successivamente nei negozi, nella grande distribuzione o attraverso i canali online. Per questo consideriamo il mondo dell’intrattenimento non soltanto un canale di vendita, ma uno strumento di posizionamento e diffusione commerciale.

Negli ultimi anni abbiamo investito anche nell’organizzazione e nella sponsorizzazione di grandi eventi internazionali. Un esempio è la nostra collaborazione con BKFC, Bare Knuckle Fighting Championship, organizzazione americana di sport da combattimento di Conor McGregor. Abbiamo sponsorizzato interamente le premi tre edizioni italiane con un progetto quinquennale a lungo termine , che unisca prodotti e intrattenimento, progetto che ci ha impegnato ad oggi per oltre tre milioni di euro.

Si tratta di manifestazioni capaci di richiamare pubblico, media e personalità internazionali, creando occasioni di visibilità e relazione per i nostri brand. Abbiamo inoltre sviluppato collaborazioni con protagonisti dello sport e dello spettacolo, tra cui Nicola Ventola, che sarà coinvolto come testimonial insieme ad altri ex calciatori.

Il nostro obiettivo è integrare il beverage in un universo più ampio, fatto di sport, musica, lifestyle e intrattenimento internazionale.

Quali saranno i mercati prioritari per la distribuzione italiana?

Partiremo dalle principali città italiane, con particolare attenzione a Milano, Roma e Firenze. Sono piazze strategiche per la concentrazione di locali premium, strutture alberghiere, turismo internazionale e attività legate all’intrattenimento. Ma il nostro progetto non si limita alle grandi città. Vogliamo sviluppare una distribuzione progressivamente capillare, rendendo i prodotti accessibili su tutto il territorio nazionale.

Il concetto di lusso accessibile è centrale: offrire un prodotto con caratteristiche premium, ma con un posizionamento di prezzo che consenta di raggiungere una platea di consumatori più ampia.

Come selezionate distributori e partner per tutelare il posizionamento dei marchi?

Il controllo commerciale è essenziale. La nostra rete di agenti e collaboratori opera sotto la supervisione del management, che definisce le linee guida per la distribuzione e seleziona i partner più coerenti con l’identità dei prodotti. Non vogliamo semplicemente aumentare il numero dei punti vendita. Vogliamo essere presenti nei luoghi giusti, attraverso operatori che sappiano valorizzare i nostri marchi e costruire rapporti commerciali duraturi. Il posizionamento super premium richiede coerenza, attenzione all’immagine e capacità di gestione del territorio. La distribuzione deve accompagnare la crescita del brand, non comprometterne il valore.

Il 2027 sarà anche l’anno delle boutique Gabriel & Spirits. Quali sono i vostri programmi?

Abbiamo un piano che prevede l’apertura di dieci boutique in Europa entro la fine del 2027. Non saranno semplici negozi, ma spazi esperienziali nei quali il consumatore potrà entrare in contatto con l’intero universo dei nostri marchi. Abbiamo sviluppato una collaborazione con il gruppo Molteni per progettare ambienti caratterizzati da un design di alto livello, coerente con il nostro posizionamento nel segmento luxury. L’idea è creare boutique immediatamente riconoscibili, nelle quali architettura, arredamento, illuminazione e presentazione dei prodotti contribuiscano a costruire un’esperienza esclusiva. Il portafoglio comprenderà progressivamente circa 12-13 referenze, tra Champagne, tequila, vodka e prodotti analcolici.

Il nostro modello prevede un investimento diretto nella realizzazione degli spazi, che saranno successivamente affidati a partner selezionati attraverso formule commerciali e di franchising. Vogliamo mantenere il controllo sul concept, sulla scelta delle location e sull’identità dei punti vendita. I primi due progetti sono previsti a Milano e Chiasso, con avvio dei lavori programmato per gennaio 2027. Contiamo di inaugurare la prima boutique tra marzo e aprile, per poi procedere con le successive aperture nel corso dell’anno.

Dopo Hoxxoh sono previste altre acquisizioni?

Non escludiamo opportunità, ma le acquisizioni non rappresentano la nostra priorità. Il nostro modello si basa soprattutto sulla creazione diretta di nuovi marchi. Ogni bottiglia nasce da una mia idea e da un lavoro di progettazione che coinvolge design, sviluppo industriale, qualità del prodotto e strategia commerciale. Hoxxoh è stata un’eccezione particolarmente interessante. Conoscevo il marchio, ne apprezzavo il potenziale e ritenevo che mancasse soltanto un elemento per completarne il posizionamento internazionale. L’ingresso di Sergio Ramos ci ha consentito di aggiungere proprio quella componente. Continueremo a osservare il mercato, ma preferiamo investire nella costruzione di brand originali, capaci di esprimere pienamente la nostra visione imprenditoriale.

La tequila sta guadagnando spazio anche in Europa. Quali fattori ne sostengono la crescita?

La tequila possiede una caratteristica distintiva: è fortemente associata alla socialità e alla condivisione. È un distillato che trova una collocazione naturale nei momenti conviviali, nei locali e nell’intrattenimento. Negli ultimi anni, però, sta cambiando anche la percezione del prodotto. Non viene più considerata esclusivamente una bevanda da consumare rapidamente durante una serata, ma sempre più spesso un distillato da degustare e apprezzare per le sue caratteristiche organolettiche. È proprio in questa evoluzione che vediamo una grande opportunità.

Vogliamo contribuire a valorizzare la tequila come prodotto di qualità, capace di conquistare consumatori attenti al gusto, alla provenienza e all’esperienza complessiva. Il mercato europeo offre ancora importanti margini di sviluppo per i marchi che sapranno differenziarsi.

Qual è il principio che guida tutte le vostre scelte imprenditoriali?

La qualità. Senza alcun dubbio. Negli ultimi tre anni ho dedicato una parte fondamentale del mio lavoro al perfezionamento dei prodotti. Sono convinto che il successo commerciale non possa dipendere esclusivamente da una bella bottiglia, da una campagna pubblicitaria o dal nome di una celebrità. Il vero successo arriva quando il consumatore acquista un prodotto, lo apprezza e decide di ricomprarlo. È questo il principio sul quale abbiamo costruito Gabriel & Spirits.

Il nostro modello mette insieme qualità, design, riconoscibilità internazionale e accessibilità economica. La sfida non è vendere una bottiglia una sola volta. È costruire un rapporto di fiducia con il consumatore, trasformando un acquisto occasionale in una scelta ripetuta. Credo che proprio questa combinazione ci abbia permesso di ottenere i risultati raggiunti negli Stati Uniti e rappresenti la base della nostra crescita futura.

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