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Italian Energy Summit 2026, Lazzaroni (UFI Hydrogen): “La MEA è il chip dell’elettrochimica che rappresenta il cuore tecnologico per l’idrogeno”

Italian Energy Summit 2026, Lazzaroni (UFI Hydrogen): “La MEA è il chip dell’elettrochimica che rappresenta il cuore tecnologico per l’idrogeno”

“L’idrogeno non deve sostituire l’elettricità, ma affiancarla ogni volta che il sistema energetico richiede accumulo di lunga durata, programmabilità, continuità di servizio, potenza off-grid e resilienza”. Lo ha dichiarato Marco Lazzaroni, CEO di UFI Hydrogen, intervenuto all’Italian Energy Summit 2026.

“In uno scenario segnato dalla crescita dell’intelligenza artificiale, dei data center, dell’elettrificazione industriale e delle fonti rinnovabili – ha ribadito Lazzaroni – il vero vantaggio competitivo sarà la disponibilità di megawatt affidabili e programmabili nel luogo e nel momento in cui servono. In questo contesto, la MEA rappresenta il chip dell’elettrochimica, il cuore tecnologico che abilita la conversione tra elettroni e molecole e rende l’idrogeno una leva per flessibilità e resilienza energetica, autonomia tecnologica e competitività industriale”.

Secondo Marco Lazzaroni: “Per l’Europa, però, la sfida non è solo energetica ma anche industriale e tecnologica: produrre idrogeno non basta se le tecnologie critiche della filiera restano all’estero. La sovranità energetica del futuro sarà anche sovranità tecnologica, fondata su competenze, proprietà intellettuale, capacità produttiva e supply chain. Per questo è essenziale sviluppare e industrializzare in Europa tecnologie chiave come la MEA, destinate a trovare applicazione nei data center, nelle infrastrutture critiche, nella robotica, nei droni e nella mobilità pesante. Dopo il PNRR, che ha contribuito a costruire capacità – ha concluso Lazzaroni – occorre creare le condizioni perché questa capacità produca, trovi mercato e diventi competitiva: l’incentivo pubblico deve essere un ponte verso il mercato, non il mercato stesso”.