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Accise, la brusca frenata del governo sui tagli: “Aiutano i ricchi”

I conti non tornano, dietrofront sulla misura per aiutare imprese e famiglie sul caro petrolio. Si studiano alternative

Accise, la brusca frenata del governo sui tagli: “Aiutano i ricchi”
Adolfo Urso

Il governo italiano sta studiando qualche contromisura per provare ad attenuare gli effetti del caro petrolio e gas, dovuti alla guerra in iran e alle conseguenti limitazioni nello stretto di Hormuz, nodo cruciale per il trasporto marittimo internazionale. Ma la mossa del taglio delle accise non sembra più la soluzione migliore, l’esecutivo fa un passo indietro su quel provvedimento. Il ministro delle Imprese Adolfo Urso, spiega così la decisione: “I tagli sulle accise aiutano i più ricchi“. L’idea dell’intervento sulle accise dei carburanti che aveva dominato la scena nei giorni scorsi perde quota. E cede il passo – riporta Il Sole 24 Ore – a una misura diversa, da costruire nei tempi e nei modi (e nelle risorse) ma chiaro negli obiettivi: aiutare i redditi bassi con la carta “Dedicata a te” e gli autotrasportatori, probabilmente con il credito d’imposta.

Ad aiutare il Governo nel prendere tempo c’è anche il confronto pubblicato ieri da Bruxelles sulla dinamica dei prezzi dei carburanti in Europa. L’aumento del 4,5% per la benzina e dell’8,6% nel gasolio rilevato dal monitoraggio settimanale del ministero dell’Ambiente fra il 2 e il 9 marzo si confronta con il +6,7% e +11,2% registrato nello stesso periodo sui due carburanti nella media Ue. Tra i grandi Paesi, i dati peggiori si incontrano in Germania, dove la benzina è aumentata in quei sette giorni del 9,9% e il gasolio del 19,4%, quest’ultimo a pari merito con i Paesi Bassi e superato solo dal +21,4% polacco.