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Aedes, la strana altalena in Borsa. Rumors: Puri Negri in manovra

Il prezzo delle azioni di Aedes è ancora distante da quello dell’aumento di capitale del 2015. Forti rialzi in Borsa a cavallo tra il 2017 e il 2018, ma…

Pir immobiliare e l’Ema, erano questi gli ingredienti vincenti per Aedes, due reattori che avrebbero potuto spedire in orbita il mattone italiano. Purtroppo uno dei due reattori, l’Ema, si è spento ancor prima che iniziasse il conto alla rovescia per il decollo. Sull’Ema Milano ci contava molto, in numeri sarebbero stati 900 dipendenti trasferiti da Londra, 900 persone che avrebbero movimentato, tra affitti e acquisti, il mercato immobiliare italiano ancora afflitto da una crisi da immobilismo, un retaggio della bolla immobiliare americana. 900 dipendenti più indotto, cioè famiglie e tutto il codazzo che segue i vari appuntamenti e conferenze che l’ente medico organizza ogni anno. Purtroppo queste speranze sono sfumate a causa di un sorteggio, una moneta caduta dalla parte sbaglia, e il mattone che provava a volare è caduto in testa ad Aedes, risvegliandola dal sogno della rinascita. Perché sono ormai quasi 10 anni che il settore immobiliare italiano combatte nelle sabbie mobili della crisi, che fino a qualche anno fa inghiottivano, e oggi, trasformatesi in fango, rallentano ogni tentativo di ritorno all’attività e al profitto.

Tutto nasce dalla bolla immobiliare USA, quella della grande crisi finanziaria del 2008, per capirci i mutui subprime, che sebbene in Italia non abbiano mai attecchito, come per le banche italiane, anche il settore immobiliare non parlava l’inglese, eppure, dieci anni fa la crisi ha colpito anche qui, facendo scoprire agli italiani che anche la casa non è un investimento sicuro. Eppure, anche se non avevamo lo strumento dei subprime, anche i costruttori italiani avevano le loro mire speculative molto ambiziose, una su tutte fu quella di Zunino, i palazzi comprati a Parigi sugli Champs Elysées finiti sulle prime pagine del Sole24Ore, li ricordate? Era il Novembre del 2006, fu l’elogio della follia, mattoni d’oro che diventarono piombo, palazzinari che volevano arrivare al cielo, ma che si sa, nei periodi di espansione le scale e gli ascensori si arrampicano sui debiti, e quando arriva la crisi, la liquidità scompare, e tutto diventa di carta, cadendo rovinosamente. Il panorama dopo il 2008 fu lo stesso di una qualsiasi crisi immobiliare, macerie, case invendute, società fallite e una montagna di debiti.

Per tutti, anche per Aedes, società che nasce il 3 Aprile 1905 con il nome di Società Anonima Ligure per imprese e costruzioni con sede a Genova, e che è la prima società immobiliare a quotarsi in Borsa. Una società con un pedigree di tutto rispetto essendo stata negli anni ’80 di proprietà dello stato, avendo come maggiore azionista la Banca d’Italia. Poteva fallire una società così? Non di certo, ma ci andò molto vicino, con quotazioni crollate da prezzi impronunciabili e che è meglio non ricordare fino a diventare una penny stock. Fu un’opera di risanamento che definire “lacrime e sangue” è quasi riduttivo, un’opera fatta sotto i riflettori del giudizio del mercato, nel senso che non si pensò mai di ritirare la società dalle quotazioni e lavorare in laboratorio per poi riportarla nuova di zecca, un’opera coraggiosa iniziata nel 2014 che ha comportato una conversione dei debiti, l’apporto di nuovi immobili da parte dei soci, ricapitalizzazioni e che ha avuto il suo culmine nell’aumento di capitale del Giugno 2015.

Un aumento che segnò la svolta, un’operazione che ha messo in risalto le personalità di spicco azioniste della società, su tutte l’Augusto spa una società veicolo che trasporta con se nomi come la Sator (di Matteo Arpe), la famiglia Roveda e la Tiepolo srl con una partecipazione del 70% che poi scenderà poco sopra il 50%, la Vi-Ba srl società di alluminio di Brescia.

Ma il vero asso nella manica è la nomina a Presidente della società di Carlo Puri Negri, vi dice qualcosa questo nome? Che dire di Carlo Alessandro Puri NegrI? Figlio di Margherita Negri cugina di Leopoldo Pirelli, che sia il migliore nel senso del più competente manager del settore immobiliare non è una novità e neppure una notizia: lo sanno tutti. Ed è per questo che come un grande cantante è stato spesso cercato per dare spessore e risalto alla stagione d’opera.

Del resto terminati gli studi all’Università di Milano, tenta la strada della recitazione con Giorgio Strehler al Piccolo Teatro ed ottiene anche un ruolo cinematografico accanto a Henry Fonda, Elisabeth Taylor ed Helmut Berger in Mercoledì delle ceneri. A me piace immaginarlo come un surfista. Un abile cavalcatore delle onde che ha conosciuto il trionfo della cresta e l’orrore della caduta (Prelios), senza che quest’ultima tuttavia lo travolgesse. Un manager passato dalle placide e confortevoli acque dalle Partecipazioni Statali di democristianissima memoria ai flutti perigliosi dell’imprenditoria privata. E che dire della sua Aedes, lemma di impronta latina che, come la sua vicenda, propone molti significati? Tempietto, cappella o nicchia. Ma anche, piccola abitazione e addirittura stanzetta: a seconda dei casi della vita e dei cicli della Borsa? Un Tempietto quello di Aedes che grazie all’aumento di capitale è stato rinforzato nelle sue strutture, con colonne robuste, un aumento di capitale di 40 milioni (8 nuove azioni ogni 1 titolo vecchio posseduto, al prezzo unitario di 0,46) che ha visto un rafforzamento societario dei “grandi”, lasciando ai piccoli risparmiatori, che in situazioni come queste mollano l’osso per raggiunta disperazione, solo il 10% del flottante.

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Un aumento di capitale, quello del Giugno 2015 che come detto segna la svolta perché permette ad Aedes, dopo essere stata rivoltata come un calzino, di uscire dalla Black List della Consob (la lista nera delle società quotate), la trasformazione in Siiq (società di investimento immobiliare quotate, per immobili destinati esclusivamente alla locazione) e il via libera per la pianificazione di nuove acquisizioni. Una corsa alla purificazione che ha ridato lustro e messo sul piedistallo il presidente Puri Negri, anche se le malelingue spesso ricordano il suo passato, ventilando le frequentazioni con Marco Tronchetti Provera definendoli compagni di merende, volti solo all’accumulazione di profitti personali, poco propensi alla spartizione con i piccoli azionisti.

E difatti, i piccoli azionisti, come piccoli indiani, da mesi, nonostante tutto quello che è stato fatto e l’uscita dalla crisi, suonano quotidianamente tamburi di guerra, perché le quotazioni nei 3 anni successivi all’aumento non hanno ricevuto nessuna particolare rivalutazione. Impietosa la comparazione con il mercato, meglio evitarla. Questo nonostante l’avvento dei Pir, che Puri Negri ha subito battezzato come molto importanti per rifornire liquidità ai titoli, e una società come Aedes ha tutte le carte in regola per rientrare tra i beneficiari di questa nuova iniziativa. Liquidità che è arrivata anche grazie all’entrata di Gavio (5,3%) sempre nell’ottica di sostegno nello sviluppo del gruppo.

Uno sviluppo che si vede nei numeri di bilancio, è di ieri la diffusione dei dati relativi all’esercizio del 2017, che ha visto il gruppo archiviare un utile di 9,4 milioni (in calo rispetto ai 30 del 2016), ma con ricavi totali in aumento del 6% a 20,6 milioni. Ma le note importanti sono altre, infatti con un anno di anticipo sono stati superati i requisiti reddituali e patrimoniali previsti per il regime Siiq, al 31 dicembre il Gav (gross asset value) era pari a 481,6 milioni in rialzo del 20%, ma soprattutto il valore netto delle attività, 316 milioni che equivalgono a 0,99 euro per azione. 0,99, prezzi ben inferiori alle attuali quotazioni, che sebbene siano salite sia nella giornata di ieri (+1,17%) e sia oggi con uno spumeggiante +10,80% (con sospensione per eccesso di rialzo) a 0,43, sono inferiori addirittura al prezzo di nuova emissione dell’aumento di capitale del 2015.

E’ vero che il titolo ha vissuto a cavallo tra il 2017 e il 2018 di una breve euforia che l’ha portato a superare quota 0,50, ma è altrettanto vero che quelle fasi di concitazione, hanno visto movimenti sul titolo che hanno insospettito molti e che hanno riportato d’attualità i pettegolezzi su Puri Negri e la sua compagnia di viaggio: prima guadagniamo noi, poi arriveranno le briciole per il poco flottante sul mercato. La speculazione sul titolo era evidente, lo scopo non far decollare il titolo, addomesticandolo e possibilmente tarpandogli le ali. Operazioni riuscita, perché dopo l’illusione di inizio anno, è arrivato il tracollo, un ribasso che è ancora avvolto dal mistero.

Sembra che il via alle vendite sia stato dato dalla frase pronunciata da Roveda in un’intervista a Repubblica del 19 Febbraio che anticipava un “rafforzamento patrimoniale per nuove acquisizioni”, una dichiarazione che ha avuto un esito anomalo sulle quotazioni del titolo, riportandolo ai minimi. Rafforzamento patrimoniale che subito tutti hanno tradotto come un nuovo aumento di capitale, quello che stupisce è la reazione del titolo che stranamente scende da prezzi già sacrificati, sulla voce di nuovi investimenti. In verità il titolo aveva cominciato un lento tramonto già a fine Gennaio, e questo intorbidisce ancora di più il caso. E’ un nuovo tentativo, maligna qualcuno in Borsa, di rendere il prezzo ancor più appetibile per nuovi buy back?

O si strizza l’occhiolino a qualche nuovo fondo o investitori permettendo un’entrata (agli “amici” di Puri Negri) a prezzi scontati (sono le altre ipotesi di alcuni vecchi lupi di Borsa)? O veramente si punta ad un nuovo aumento di capitale portando la pazienza dei piccoli ai minimi termini? Nulla ancora è stato chiarito.

Qualcosa di simile abbiamo già visto recentemente su un altro titolo immobiliare, la IGD, una discesa delle quotazioni che però è cominciata dopo l’annuncio di un aumento di capitale e non prima. Il titolo Aedes ha arrestato la sua caduta a 0,35, vicino ai minimi assoluti di 0,30, senza le velate “minacce” di ricerca di nuovi capitali, sarebbe stato sicuramente un prezzo goloso, ma chi ha il coraggio di provarci? In attesa di nuovi sviluppi, attesi sicuramente a breve, ricordo che il titolo Aedes è affiancato anche da un warrant (2015-2020) e che se mai le quotazioni del sottostante dovessero superare quota 0,67, questo strumento potrebbe subire notevoli rivalutazioni, ripagando gli azionisti della grande fiducia riposta nel titolo. Anche con un reattore (i Pir), Aedes può decollare, ma oltre agli “Amici” quanti avranno la pazienza e il coraggio per rimanere a bordo?

@paninoelistino