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Economia
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LA LEZIONE DI SWISS AIR
Di Vincenzo Caccioppoli

Come era facilmente prevedibile la grande operazione di privatizzazione della compagnia di bandiera Alitalia,  enfatizzata dall’ ex premier come un vero e proprio salvataggio ( peccato che non con i soldi propri ma con quelli dei contribuenti..) nonchè futuro rilancio del turismo attraverso una compagnia nuova di zecca che avrebbe intercettato i flussi di cinesi brasiliani e giapponesi ( sigh…), è precipitata disastrosamente ( mai come in questo caso termine pare essere più sarcasticamente azzeccato). La “nuova “Alitalia infatti è alle prese con una crisi di liquidità drammatica, a cui lo Stato, tramite la sua controllata Poste italiane, ancora una volta sta cercando di mettere mano per evitare il fallimento.
Al di là del fatto che tecnicamente Alitalia è fallita da oltre un decennio, tenuta artificialmente dal solito Pantalone, tutti noi contribuenti, che solo per dar via all’ultima illusione ha tirato fuori la bellezza di 4 miliardi di euro( esattamente la somma derivante dal fantomatico imu, alle volte le coincidenze..). Eppure basta guardare poco oltre confine verso la tanta ammirata e citata Svizzera, per avere un esempio di come un fallimento di una compagnia aerea nazionale non è per forza di cose il male peggiore. Era il 2 Ottobre del 2001, pochi giorni dopo i tragici attentati delle Torri gemelle, quando gli aerei della compagnia di bandiera elvetica, Swiss air, restarono a terra, scatenando una ridda di polemiche in patria, sconcerto all’estero e forse anche qualche risolino di circostanza a Roma e dintorni, ne siamo certi. Mancanza di liquidità ed impossibilità a proseguire la normale attività aziendale. Ora, a distanza di dodici anni, con una nuova compagnia nata dalle ceneri di Swissair – la Swiss – che funziona e che è entrata nell'orbita di Lufthansa, la Svizzera comincia a riaversi. La ferita non è ancora completamente rimarginata, ma Swiss, figlia di quella crisi, sta in effetti diventando un caso di successo. Il prezzo per il rilancio: tagli di voli e organici, passaggio in mani straniere. Esattamente la soluzione che potrebbe ( forse sarebbe meglio dire avrebbe potuto )tirare fuori dalla drammatica situazione in cui versa Alitalia. La cura dimagrante è stata drastica, circa un terzo dei voli e degli organici dell'ex gruppo Swissair è stato tagliato, i salari hanno risentito della crisi. E' stato inoltre scelto un solo hub nazionale, l'aereoporto di Zurigo, con una riduzione quindi della presenza a Ginevra e in altri scali. Swiss ha cercato quasi subito un'alleanza con British Airways, ma il tentativo è fallito. Nel 2005 è stata Lufthansa non solo ad allearsi, ma ad acquisire Swiss. A quel punto, la nuova compagnia rossocrociata aveva già attuato autonomamente la sua ristrutturazione e si era già riportata in utile. Nel 2006 Swiss, infatti, è tornata in attivo. Certo anche la confederazione ha fatto la sua parte con una iniezione di liquidità, circa 1,2 miliardi di euro( meno di un terzo di quello che abbiamo speso noi..) subito dopo il fallimento, insieme ad imprese private, per far ripartire la compagnia, ma dopo solo cinque anni, proprio lo stesso periodo di tempo della disastrosa gestione Cai ( altra bizzarra coincidenza ). Certo molti diranno che in questo modo la Svizzera non ha più una sua compagnia di bandiera. Come negarlo? ma su quest'ultimo punto ha risposto qualche anno fa con chiarezza il ministro elvetico delle Finanze, Hans-Rudolf Merz: «La Svizzera non ha una compagnia di bandiera, è vero, ma ha almeno i collegamenti che le servono». Proprio quello che maggiormente manca al nostro paese, in un momento in cui le nostre imprese e il nostro turismo cercano un rilancio fuori dai confini nazionali. Insomma la vita è fatta di scelte dolorose ed in alcuni casi, come in questo, forse è arrivato il momento di scegliere quello che è il male minore.  Alitalia è destinata, piaccia o no, prima o poi ad essere assorbita da un'altra grande compagnia, sia essa francese, araba, russa o cinese.  A meno che non si voglia continuare a perdere ulteriori soldi pubblici, per ritrovarsi fra qualche anno come nel gioco dell’oca al punto di partenza.

GLI ULTIMI COLPI DI SCENA SULLA VICENDA ALITALIA

Alitalia: lunedì cda e assemblea per il 'finale di partita' - La giornata di lunedì sara' decisiva per le sorti dell'Alitalia: alle 14 si riunira' il consiglio di amministrazione e alle 17 ci sara' l'assemblea chiamata a deliberare la manovra da 500 milioni di euro approvata all'unanimita' venerdi' scorso, 11 ottobre, dal Consiglio di amministrazione. L'incognita e' se il gruppo Air France-Klm, pur avendo approvato la manovra da 500 (ricapitalizzazione per 300 milioni e nuove linee di credito per altri 200) sottoscrivera' la quota di propria competenza dell'aumento di capitale. Secondo la stampa d'oltralpe, il gruppo franco olandese sembra restio a sborsare una quota che si aggirerebbe intorno ai 75 milioni dopo averne gia' tirati fuori 38 per il prestito ponte di febbraio a carico dei soci. Pronta la replica degli azionisti italiani che, secondo fonti vicine all'operazione, hanno fatto sapere che la ricapitalizzazione si fara' con o senza l'apporto del socio francese anche se e' auspicabile che anche Air France insieme a tutti i soci partecipi all'operazione. L'operazione di aumento di capitale - spiegano - e' stata strutturata in modo tale da garantire la riuscita dell'operazione stessa, con o senza l'apporto del socio francese. Naturalmente e' auspicabile che anche Air France insieme a tutti i soci partecipi all'operazione. E la riunione del consiglio di amministrazione prima dell'assemblea dovrebbe essere dedicata a trovare un accordo tra gli azionisti italiani e il gruppo franco-olandese. E' infatti da tener presente tra la decisone dell'assemblea e la concreta sottoscrizione dell'aumento di capitale c'e' un mese di tempo. Questo vuol dire che nel corso del consiglio di amministrazione si potrebbe arrivare ad un accordo di massima sul nuovo piano industriale e sul valore dell'azienda visto che, secondo il gruppo franco olandese il piano di emergenza proposto non e' sufficiente e il valore della compagnia non e' stato determinato. Il valore assegnato oggi all'Alitalia (che secondo il Credit Suisse sarebbe tra 0 e 150 milioni) ha un peso rilevante nei nuovi assetti azionari: quanto piu' sara' alto l'attuale valore dell'azienda, tanto piu' dovranno pagare i nuovi soci come le Poste Italiane. Su 'Le Monde' si parla di un avvicinamento delle posizioni. L'Air France avrebbe ribadito all'amministratore delegato dell'Alitalia, Gabriele Del Torchio, le sue condizioni chiedendo un "cambio di strategia" con la "rinuncia ad aprire nuove rotte e acquistare nuovi aerei". E, secondo l'autorevole quotidiano, sembra che queste condizioni "stiano per essere soddisfatte". Comunque, secondo quanto riportava 'Le Figaro' nei giorni scorsi, l'Air France e' tutt'ora interessata a salire al 50% di Alitalia, al fine di ottenerne la gestione operativa e poter cosi' attuare un piano di ristrutturazione vero e proprio. Un piano all'insegna del ridimensionamento della flotta e dell'organico, taglio dei costi e recupero di efficienza analogamente a quanto sta portando avanti in casa propria dove si sta trattando un piano di riduzione del personale per 2.800 addetti, un recupero di efficienza del 20% e una riduzione del debito da 6,5 a 4,5 miliardi. C'e' poi da tener presente che i patti parasociali prevedono una maggioranza dell'80% per le scelte strategiche come nuove alleanze industriali o l'ingresso di nuovi azionisti. Attualmente il gruppo franco-olandese, con una quota del 25%, ha una sorta di 'diritto di veto' che verrebbe a decadere nel caso della mancata partecipazione all'aumento di capitale che decurterebbe in misura rilevante (pare di oltre il 50%)la quota in mano ad Air France-Klm.

 

maurizio lupi ape

Lupi, nostro Paese non puo' essere 'Cenerentola' - L'alleato dell'Alitalia non potra' ridimensionare il ruolo del nostro Paese, "l'Italia non puo' fare la Cenerentola, e' un pilastro fondamentale dell'alleanza". E' quanto ha affermato il ministro per le Infrastrutture e Trasporti, Maurizio Lupi ai microfoni di Sky Tg24. Il ministro ha ribadito che ormai "il settore del trasporto aereo non puo avvenire che in una grandissima alleanza internazionale" ma un'alleanza che garantisca l'importanza del nostro Paese. "L'Italia non deve essere regionale, l'Italia non puo' fare la cenerentola e' un pilastro fondamentale dell'alleanza". Percio' se l'alleato sara' Air France-Klm, il trasporto dovra' essere articolato tra Parigi, Roma e Amsterdam. "Se non sara' cosi' - ha concluso - noi lavoreremo per individuare altre alleanze internazionali mentre l'azienda dovra' risanare i conti e fare un nuovo piano industriale".

I cavalieri del lavoro 2009Massimo Sarmi

Alitalia, Air France gela il governo: "Il piano di emergenza è insufficiente"

Sebbene i suoi rappresentanti nel cda abbiano approvato l'aumento di capitale di Alitalia, Air France-Klm e' riluttante a parteciparvi in quanto "il piano di emergenza proposto non e' sufficiente" e "il valore della compagnia non e' stato determinato". E' quanto riferiscono fonti del vettore franco-olandese al quotidiano transalpino 'Les Echos'.

Secondo quanto riporta invece 'Le Figaro, Air France resta comunque interessata a salire al 50% di Alitalia, al fine di ottenerne la gestione operativa e poter cosi' attuare un piano di ristrutturazione vero e proprio. I vertici della compagnia franco-olandese, prosegue il quotidiano transalpino, restano pero' in attesa di una soluzione dei problemi finanziari del vettore.

Il piano di salvataggio dell'Alitalia corre seri rischi: il gruppo Air France-Klm, pur avendo approvato la manovra da 500 milioni di euro decisa ieri dal Consiglio di amministrazione dell'aviolinea, sembra restia a sottoscrivere la propria quota dell'aumento di capitale da 300 milioni previsto nel piano. Il gruppo franco-olandese, secondo il quotidiano transalpino 'Les Echos' sarebbe riluttante a sottoscrivere la propria quota (che dovrebbe essere di 75 milioni) in quanto "il piano di emergenza proposto non e' sufficiente" e "il valore della compagnia non e' stato determinato".

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