I piloti di Alitalia sono 1.500 e in queste ore, secondo le indiscrezioni, ce ne sono 350 pronti a voltare le spalle alla compagnia. Si tratterebbe di un addio che ha il sapore della fuga per i comandanti consiederati tra i migliori del mondo. In particolare, circa il 20% dei piloti Alitalia sta raccogliendo dati e inviando curricula in giro per il mondo: un dato non ufficiale ma che trapela nei briefing che si tengono tra colleghi. Si parla di circa 200 richieste inviate a Cargolux Italia, colosso mondiale che si occupa di trasporto merci con base anche a Milano Malpensa.
Altre lettere sarebbero state inviate a Norwegian il cui amministratore delegato nei giorni scorsi ha fatto una “capatina” a Roma proprio per tastare il polso dei piloti italiani, cercando di coinvolgerne il piu’ possibile a passare sotto la livrea bianca, rossa e blu. Ce ne sarebbero circa un centinaio disposti a cambiare divisa subito, visto che la base principale, secondo quanto comunicato nel corso degli incontri, resterebbe nella gran parte dei casi proprio l’Italia. Altri 50 piloti in ordine sparso, sono decisi al cambio di compagnia e puntano all’Asia e alla Cina. I motivi di questa fuga sono principalmente due.
Il primo: le crisi cicliche di Alitalia che, caduta in disgrazia nel 2006, non si e’ piu’ rialzata e oggi rischia il disastro. Il secondo stimolo per dare un taglio al passato bianco, rosso e verde sono i soldi: i concorrenti sono tanti, agguerriti ma non hanno professionisti a sufficienza e scalpitano per invadere Europa e Asia. In questo gruppo non ci sono soltanto compagnie del Nord Europa, come Norwegian, che con il suo lungo raggio low cost fa paura alle grandi.
Anche i marchi asiatici e cinesi, in particolare, fanno la fila per accaparrarsi i capitani: in pista ci sarebbero la Hainan e a Tianjin Airlines, per non parlare delle linee aeree del Golfo Emitares, Qatar e della stessa Etihad che da anni fa shopping in casa Alitalia e che ha bisogno per il suo network di circa 300 persone da mettere subito in cabina di pilotaggio.
Ora Alitalia ha fiutato lo scippo in arrivo dalle concorrenti e ha messo in campo una contromisura per arginare il fenomeno e favorire il ricambio generazionale con stipendi piu’ modesti; la scuola cadetti ha iniziato a sfornare piloti freschi di corso dopo la riapertura del 2015. Le nuove leve cominciano ad affacciarsi in cabina abbassando nettamente il costo del lavoro.

