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Economia
Alitalia, salta la trattativa coi sindacati. La Cgil: "Non firmeremo l'accordo"

La Cgil e Filt confermano la non sottoscrizione dell'intesa con Alitalia sugli esuberi. Lo scrive in una lettera al ministro dei Trasporti Maurizio Lupi e al ministro del Welfare Giuliano Poletti, il numero uno della confederazione Susanna Camusso, spiegando le ragioni del 'no'.

"Ci eravamo riservati, vista la delicatezza della decisione, un breve lasso di tempo per una verifica con i nostri rappresentanti sindacali" esordisce la lettera che i vertici della Cgil, il segretario generale Susanna Camusso e quello nazionale della Filt Franco Nasso, hanno inviato al Governo motivando le ragioni del loro dissenso. "Confermiamo qui il nostro giudizio, espresso in tempi non sospetti, sulla gravita' della crisi di Alitalia. Con ogni evidenza si tratta di una crisi indotta dalla palese inadeguatezza del piano fenice oltre che dall'assenza di una politica di settore e certamente non dipendente da fattori riconducibili al lavoro" prosegue la lettera aggiungendo che viene cosi' confermato il giudizio sul piano Etihad: "Un piano molto prudente che pero' si muove, a differenza di quello targato Air France, nella direzione giusta: piu' qualita' e piu' rotte intercontinentali".

"Nel lungo confronto sulla vertenza Alitalia abbiamo affrontato tutte le questioni poste, consapevoli della gravita' della crisi. Sulla base di questa consapevolezza e della necessita' di dare una risposta alle prospettive industriali dell'azienda e al futuro dei lavoratori, abbiamo ricercato con determinazione una soluzione negoziale" spiegano nella lettera Camusso e Nasso. "Il nostro convincimento sulla necessita' di sostenere il tentativo di superamento di una crisi sempre vicina al fallimento e' ulteriormente dimostrato dalla nostra decisione di firmare il contratto e l'accordo sul costo del lavoro. A questo proposito solleva pesanti interrogativi il fatto che di fronte alla dichiarata disponibilita' alla firma da parte di CGIL, CISL e UGL non si sia ancora giunti alla conclusione". "Non appare credibile un senso dell'urgenza e l'invocazione dello stato di necessita' a fasi alterne, anche a fronte del fatto che le regole per determinare la validita' di un contratto sono contenute nell'accordo confederale siglato il 10 gennaio scorso con Confindustria alla quale aderisce Assoaereo, e quindi Alitalia".

Definendo "incomprensibile" la posizione dell'azienda in merito agli esuberi, e piu' in generale per quanto riguarda le modalita' di trasferimento d'azienda ed i relativi effetti sul lavoro, "permangono invece le nostre contrarieta' espresse al tavolo di confronto". "Per questi motivi la CGIL e la FILT confermano la non sottoscrizione dell'intesa cosi' come si e' determinata il 12 luglio 2014. Ovviamente confermiamo il nostro impegno a sostegno dei lavoratori ingiustamente colpiti, cosi' come continueremo a lavorare per garantire una prospettiva di salvataggio e rilancio di Alitalia e dell'intero settore del trasporto aereo italiano" conclude la lettera.

HOGAN: "CHIUSURA ENTRO LUGLIO" - "La trattativa con Alitalia e' ancora in fase di sviluppo. La nostra intenzione, se andra' bene, e' di acquisire il 49%", ha affermato il ceo della compagnia degli Emirati, James Hogan, precisando che la posizione "e' molto chiara sulle dimensioni della compagnia", che si sta lavorando "per un successo nel lungo periodo" ma che "non e' possibile investire se non e' chiara la road map: servono trasparenza e chiarezza per arrivare a un accordo". La speranza - ha sottolineato Hogan - e' "di arrivare a un accordo a fine mese, ma se c'e' bisogno di piu' tempo e' previsto dall'accordo". "Sono qui - ha detto - per far capire che siamo intenzionati".

Meno spianata appare la strada della trattativa sindacale, che ieri sarebbe dovuta arrivare a conclusione. La Filt Cgil, che non ha ancora sciolto la riserva sull'accordo relativo agli esuberi, ha ribadito di non essere disponibile ad accettare che "tutto il peso ricada sui lavoratori".

Per la Cgil si tratta di decidere "se applicare il diritto e la legge italiana o araba"; "se si vuole applicare ad Alitalia un misto di normativa italiana finche' conviene e principi che non appartengono dell'ordinamento del nostro paese, alla Cgil non va bene".

Il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi ha confermato da parte sua che dopo la firma di tutte le altre sigle si andra' avanti anche senza il consenso del sindacato di Corso Italia. "Finalmente abbiamo un progetto credibile per una compagnia che torni a competere nel mondo", ha detto Lupi, "occorrono anche sacrifici ma perche' si riproduca il lavoro: o si sceglie il baratro o si sceglie una possibilita'". "C'e' un accordo quadro firmato, mi auguro che nessuno contesti la bonta' del progetto, nemmeno la Cgil", ha concluso il ministro, "se qualcuno mette paletti per fallire l'accordo, se ne prendera' la responsabilita'".

E un richiamo alla responsbailita' viene anche dalla Uil: "dall'inizio della trattativa la Uiltrasporti - ha detto il segretario generale Claudio Tarlazzi - si e' sempre assunta le sue responsabilita', anche dolorose; di altre sigle pronte a firmare il contratto probabilmente non si puo' dire lo stesso". Per Tarlazzi la trattativa, che e' ripresa ieri pomeriggio per bloccarsi questa notte alle 2, ha mostrato "profonde divergenze"; la Uilt non ritiene che ci siano tempi adeguati per affrontare il contratto collettivo nazionale del trasporto aereo.

La Fit Cisl, invece, attende solo che vengano sottoposti "i testi per leggerli e, laddove coerenti con quanto stabilito durante giorni e giorni di trattativa, firmarli"; "Siamo al traguardo - ha detto il segretario generale Giovanni Luciano - e noi non ci fermiamo un metro prima".

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