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Economia
Alitalia, sindacati divisi su tagli. Del Torchio: "Per Etihad, essenziale consenso di tutti"

Slitta ancora la decisione finale per il futuro di Alitalia, mentre si fa più complicata la via per l'accordo sindacale sulla riduzione del costo del personale, valutata dalla compagnia nell'ordine di una trentina di milioni per il 2014, e si apre una nuova frattura tra i sindacati. Nell'assemblea dei soci iniziata questa mattina, da una parte, non si discuterà dell'ingresso nel capitale - fino al 49% - di Etihad, ma solo dell'approvazione del bilancio, con un rosso record di 569 milioni di euro, e dell'aumento di capitale che dovrebbe aggirarsi tra 200 e 250 milioni di euro.

Tuttavia, l'amministratore delegato della compagnia della Magliana, Gabriele Del Torchio, ha voluto smentire possibili tensioni e difficoltà sulla chiusura dell'operazione con il vettore di Abu Dhabi: "Non mi risulta ci sia un ultimatum di Etihad", come invece riportano indiscrezioni di stampa secondo cui l'ad James Hogan avrebbe posto una deadline a lunedì 28 luglio per raggiungere un'intesa, altrimenti sarebbe pronto ad abbandonare l'affare. Anche fonti vicine alla compagnia emiratina smentiscono che sia quella la posizione.

Novità importanti si registrano d'altra parte sul fronte interno: non è stato raggiunto il quorum al referendum sui tagli al costo del lavoro in Alitalia. Lo ha annunciato il segretario generale aggiunto della Uilt, Marco Veneziani, precisando che hanno votato in 3.500 su 13.200 lavoratori. La Uilt ha sempre osteggiato la consultazione e l'accordo sui tagli. "Ora dovremo fare un nuovo accordo, perché gli altri sindacati devono prendere visione che questo accordo è stato bocciato dalla stragrande maggioranza dei lavoratori. Bisogna tornare al tavolo e fare un nuovo accordo", prosegue la Uilt.

La replica delle sigle aderenti è immediata: "Quorum mancato accordo valido", afferma il segretario generale della Fit Cisl, Giovanni Luciano, su Twitter. "Circa 30% votanti in 25 ore di seggio aperto con oltre 80% di sì", prosegue Luciano: "Azienda vive - conclude - lavoro salvo". Le sigle firmatarie, Filt Cgil, Fit Cisl e Ugl confermano poi la linea condivisa: "Il referendum sull'integrativo contentente il taglio del costo del lavoro di Alitalia non ha raggiunto il quorum, ma essendo una consultazione abrogativa, l'accordo firmato è valido". La Uil non ci sta e ribatte: "Dichiarazioni più che paradossali" la verità è che "hanno fatto una consultazione in fretta e furia, violando tutte le regole, sotto il diktat dell'azienda in previsione dell'assemblea odierna". "L'unica cosa seria - continua l'Uil - è sapere se i contrasti all'interno della compagine degli azionisti sono stati superati". 

Ma da Alitalia arriva la preoccupazione per lo scontro tra Uil e Cgil-Cisl-Ugl: per Etihad l'accordo di tutti i sindacati è essenziale. "La coesione e la condivisione - si legge in una nota dell'azienda - delle scelte da parte di tutte le sigle sindacali" sono "essenziali per il completamento con successo delle intese con Etihad". 

Intanto dalla relazione semestrale sui conti Air France-Klm emerge tra gli accantonamenti "una perdita di valore di 21 milioni di euro sui titoli Alitalia, quale risultato della conversione delle obbligazioni sottoscritte nel dicembre 2013 nell'ambito della ristrutturazione finanziaria di alitalia, al fine di portare questa partecipazione al 'fair value'". Dopo essere stato il primo azionista di Alitalia con il 25%, il gruppo franco-olandese si è diluito al 7% a fine 2013, non avendo partecipato alla ricapitalizzazione della compagnia tricolore. Per questo motivo - rileva il documento - il gruppo non detiene più i titoli Alitalia a patrimonio netto, ma li contabilizza tra gli 'altri attivi finanziari', senza dare ulteriori dettagli. Il numero uno del gruppo franco-olandese, Alxandre de Juniac, ha aggiunto oggi in conference call che non parteciperà neppure alla nuova ricapitalizzazione.

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