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Economia
Altro che Landini.“Non licenzio.Sostituii operai con robot e ripresi a vivere"
Quando entri nella sua azienda è tutto un frastuono di macchinari e pensi a decine di operai all’opera, nel capannone industriale immerso in una delle tante periferie emiliane. In realtà c’è solo lui, il signor P., che a un certo punto sbuca da un anfratto: “Ah scusa, stavo cesellando un cilindro. Guarda, l’intervista la faccio ma non puoi mettere il mio nome sennò lo sai che sono morto, no!? (ride ma lo sguardo è davvero preoccupato)”

Paura di ripercussioni o meno da qualche anno gli è tornato il sorriso perché da artigiano-imprenditore, con un nugolo di operai, è tornato alle origini sostituendo le sue maestranze con i robot.

 

 

“Ho tifato tutto il tempo Olanda ma non ce l’abbiamo fatta”

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Ironia in rete su Landini

 

E perché ha tifato Olanda?

“Era l’unico modo per uscire dall’Europa. Di nostra iniziativa non usciremo mai, ci sono troppi intrecci tra gli interessi dei nostri governanti e chi comanda in Europa. Chi governa non lo fa nell’interesse degli italiani, ormai è evidente. Ma se non usciamo dall’Europa saremo comunque morti. Dall’Europa ci riempiono di debiti per farci morire economicamente e comprarci a niente, come hanno fatto con la Grecia. Il giochetto che hanno in testa è sempre lo stesso”.

 

E che si sente di dire all’Olanda anche se il suo proposito, almeno per ora, non si è avverato?

“Quando eravamo nel massimo della crisi dei rapporti avrei mandato una lettera a tutti i cugini olandesi, dicendo loro che è comodo fare il bilancio se hai tua sorella che batte nelle vetrine, tuo fratello che spaccia e l’altro in giacca e cravatta che crea paradisi fiscali per tutte le imprese del mondo. Ed è tutto lecito! Sai che bilancio ti faccio io, come Stato italiano, con delle attività così? E la lettera la firmerei ‘Il tuo cugino obeso’. Chissà se a quel punto ci cacciano, ma ho i miei dubbi”. 

 

Cosa pensa del divieto di licenziamento con il lockdown?

“A me Landini fa ridere. Basta ascoltarlo mezzo minuto e pure un bambino capisce che non sa di cosa parla. Se hai lavorato un giorno in vita tua ci arrivi. Ma lui no. Siamo seduti su una mina. Hanno portato la gente alla fame, è un rischio enorme. E il fatto che le imprese non possano fallire è la ciliegina sulla torta”.

 

Perché dice?

“Guardi questa cosa che sostiene lui: se non chiedi la cassintegrazione vuole dire che hai lavoro e quindi stai bene. Non capisce che le cose non stanno così. Ha un minimo di cognizione di dove sta il mondo? Mi chiedo in che Paese viva? La situazione è esplosiva. Sperano che la fase passi da sola e che tutta la polvere se la mangino i privati e le aziende. Questa è una situazione sociale pericolosa che il virus ha accelerato”.

 

Lei parlava dei fallimenti. Si può dichiararlo ma solo se non è dipeso dal Coronavirus…

“Appunto.Se io volevo fallire perché non potevo proseguire non posso farlo. Hanno costretto le aziende a non fallire perché sono state sospese le istanze fallimentari. Oggi come impresa sei obbligato a fare debiti. Non puoi fallire, devi prendere i soldi in prestito dalle banche e pagare fornitori, bollette, prestazioni e chi riceve la promessa della cassintegrazione poi non la vede e gliela anticipi tu. Perché altrimenti che fai? Fai morire lui e la sua famiglia? Tra l’altro vado a prendere dei soldi in prestito senza sapere cosa ci sarà domani. Un vero disastro”.

 

Secondo lei con che effetto?

“Così invece di ridurre il numero di dipendenti di un’azienda, licenziando qualcuno, muore tutta l’azienda in blocco. Siamo ridotti ancora di più alla fame e per un motivo e per l’altro l’Italia deve prendere in prestito i soldi dall’Europa. In questo modo come Paese veniamo presi in un cappio”. 

 

 

E i suoi dipendenti dove sono?

“Condei dipendenti e deigovernanticosì sarei già morto. Avevo 5 dipendenti.Aun certo punto, anche per situazioni contingenti tra chi andava in pensione e chi non aveva più voglia di lavorare in questo settore mi sono liberato di tutti e li ho sostituti con le macchine. Prima non dormivo la notte”.

 

E come mai?

“Dovevo cercare sempre nuove commesse, nuovi lavori per fare più fatturato, per pagare tutti, per far quadrare il bilancio. Tutto facevo fuorché la cosa che mi piace: l’artigiano. Lo Stato ti invita a diventare sempre più grande così ti accolli operai che spesso non hanno voglia di fare quel lavoro e stanno solo lì per necessità e alla fine risultano un peso oltre che un costo elevatissimo. Io che rispettoogni norma a quest’ora ero davvero fottuto”.

 

Si dice sempre che in Italia non ci sia lavoro...

“E’ falso. Il lavoro c’è ne è anche tanto ma non puoi farlo. Nel nostro sistema quello che produci finisce in balzelli, tasse, burocrazia, preoccupazioni e sei considerato pure un ladro di m….a perché non sei un dipendente ma uno che rischia ogni giorno. E’ un Paese governato da bipolari pericolosi che poi manipolano il racconto della realtà nelle tv. Quindi come impresa se vuoi provare a sopravvivere, non dico vivere ma sopravvivere, devi essere solo e ridurre il più possibile i rischi che oltretutto sono anche inutili, vista l’approccio dei lavoratori che seguono i sindacati”.

 

Si crea lavoro se ci sono le condizioni…

“Infatti e la soluzione non sono i robot, ci tengo a dirlo. E’ il sistema del lavoro, come è adesso, che non può funzionare. Il lavoro dipendente incide sui costi per un 50% e viste tutte le tutele che impediscono qualsiasi flessibilità non è più sostenibile. In Italia qualsiasi cosa tu debba fare devi prima esporti economicamente con le banche. Quindi sei fritto. E’ un sistema sbagliato. Il dipendente ti obbliga a un certo ritmo di produzione, che è quello che vede Landini, ma tu per sostenerlo devi esporti in modo irrazionale. Hai dei costi fissi altissimi che puoi detrarre con tempi lunghissimi ma dei costi immediati talmente alti che non ce la fai. In sostanza in Italia fatturare è in condanna”.

 

E i sindacati?

“I sindacati dovrebbe creare delle imprese di produzione in ogni settore e assumere ma non con gli incentivi (ride). Così ci spiegano loro come si sta al mondo visto che noi non ci riusciamo (ride). Creasse Landini delle imprese così ci insegna come si sopravvive!” 

 

Mi faccia degli esempi di questo sistema che non funziona...

“Il primo che mi viene in mente. Siamo appena usciti dal lockdown e viviamo il problema della tenuta del sistema produttivo perché mancano i materiali che non arrivano, visti i blocchi che ci sono nei Paesi fornitori. E io che faccio? Solo il mese scorso, luglio, visto che c’è la semplificazione, l’ho speso a rispettare gli adempimenti: per Luglio erano 250 adempimenti. Ma ci rendiamo conto? A giugno era qualcuno in meno ma siamo lì. Ma è sempre colpa dei padroni sfruttatori ed evasori se le aziende non investono. Qua ci sono solo tasse, tasse e ancor tasse. Per ognuna c’è un rigo di F24, perché devi anche versarle tu nelle tasche di ognuno, non è che ‘sto lavoro possono farlo i dipendenti pubblici dell’Agenzia delle Entrate! Ma lei pensa che si possa continuare a lavorare con la moneta che abbiamo, le tasse che abbiamo e il sistema che abbiamo?”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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