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Anche il carburante dagli Usa, così siamo sempre più dipendenti da Trump in Ue

Accordo con gli Stati Uniti, proprio il Paese che ha innescato la crisi energetica

Anche il carburante dagli Usa, così siamo sempre più dipendenti da Trump in Ue
Ursula Von Der Leyen e Donald Trump

La situazione a Hormuz non solo non si sblocca ma rischia anche di peggiorare ulteriormente. Il regime di Teheran ha respinto l’offerta degli Stati Uniti, dicendo che “Trump ha fatto richieste eccessive”, di conseguenza i negoziati slittano per l’ennesima volta e intanto la crisi energetica peggiora. L’Ue avrebbe però trovato una soluzione per fronteggiare il problema. Ma probabilmente ad aiutare l’Europa sarà proprio chi tutto questo lo ha provocato, ancora una volta gli Stati Uniti di Trump. La Commissione europea ha dato il via libera all’uso del carburante per aerei utilizzato negli Usa per far fronte al rischio alla carenza di cherosene che di solito il Vecchio Continente importa dal Golfo Persico.

Bruxelles ha ricordato che le compagnie europee possono utilizzare il cherosene di tipo «Jet A», impiegato negli Usa e di cui oggi si trova disponibilità. Si tratta di un prodotto leggermente diverso da “Jet A1”, fornito nel resto del mondo e che inizia a scarseggiare per la chiusura dello Stretto di Hormuz e il blocco delle navi cisterna. «Jet A» – riporta Il Corriere della Sera – si distingue dal «Jet A-1» essenzialmente per il punto di congelamento: -40 °C contro -47 °C. Questa differenza, tecnica, ha ricadute operative concrete. Il «Jet A-1», resistendo a temperature più basse, è preferibile sui voli intercontinentali ad alta quota, dove il termometro può scendere sotto i -40 °C per ore.