Di Nautilus
Italia, si salvi chi può. E sì, da noi l’Antitrust, prima o poi, te la fa pagare. Più poi che prima. Lasciamo stare il paese delle gabelle che non sa nemmeno cosa e quanto farti pagare (Imu), sa solo che devi pagare. E prendiamo in considerazione le due recenti denunce dell’Autority. Le compagnie di navigazione, da anni, fanno cartello (secondo l’Antitrust) e hanno aumentato le tariffe per la Sardegna a dismisura.
Risultato, il turismo e l’economia dell’isola (da sempre malferma) sono crollati, nonostante l’arrivo dell’emiro del Qatar in costa Smeralda. Ma l’Autority, che ci ha messo un paio d’anni per scoprire ciò che tutti i viaggiatori hanno verificato il giorno stesso dell’acquisto del biglietto, ha comminato una multa da 8 milioni. Bene.
Ora partiranno i ricorsi e i controricorsi. Forse i nostri nipoti, quando saremo stati costretti a vendere la Sardegna alla Repubblica francese (già fatto con la Corsica), avranno tariffe civili. Ma l’ignaro viandante si domanda: e revocare la concessione alle compagnie nostrane, offrendola ad un paio di armatori greci, no? Della benzina più cara del mondo non parliamo perché va moltissimo l’ibrido. Ma l’Antitrust, gratta gratta, ha scoperto che la Rc auto (assicurazione) italiana è la più cara d’Europa, supera quella tedesca addirittura dell’80%. Il Garante, Giovanni Pitruzzella, ha concluso l’ennesima indagine conoscitiva. Ora tutti si aspettano che Pitruzzella scriva i nomi delle assicurazioni italiane sulla lavagna, elenco dei cattivi.
