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Economia
Argentina di nuovo in default. E' il secondo fallimento in 13 anni

Dopo 13 anni l'Argentina è tornata in defalt tecnico. Standard & Poor's, che già collocava i titoli di Buenos Aires a livello spazzatura (CCC-), ha emesso un giudizio di "selective default": situazione che non equivale ad un fallimento totale ma che riconosce che il Paese onora i sui impegni su certi bond ma non su altri. Il riferimento citato da S&P e al fatto che il 30 giugno l'Argentina non ha onorato il pagamento di 539 milioni di dollari di interessi su titoli emessi con scadenza 2033.

"Se e quando l’Argentina dovesse pagare", S&P potrebbe rivedere il rating. In pratica, l’Argentina ha depositato su un banca Usa i 539 milioni di interessi entro il termine di fine giugno ma il giudice di New York Thomas Griesa ha impedito all’istituto di versare i fondi ai creditori che hanno accettato la ristrutturazione del debito argentino fino a quando Buenos Aires non avrà versato la somma di 1,3 miliardi di dollari a due hedge fund che non hanno accettato l’accordo e pretendono il rimborso della somma intera.

Ad innescare l'ennesimo declassamento è stato infatti il mancato accordo con un gruppo di fondi guidati da Nml Capital che recentemente hanno vinto una causa negli Usa che li vedeva contrapposti al governo argentino. Alla fine del 2001 fu il governo argentino a dichiarare un completo ed effettivo default perchè non era più in grado di onorare titoli per 132 miliardi di dollari.

Il problema è che l'Argentina ha depositato su un banca Usa i 539 milioni di interessi (per i bond scadenza 2033) entro il termine di fine giugno ma un giudice di New York ha impedito all'istituto di versare i fondi ai creditori che hanno accettato la ristrutturazione del debito argentino fino a quando Buenos Aires non avrà versato la somma di 1,3 miliardi di dollari a due hedge fund che non hanno accettato l'accordo e pretendono il rimborso della somma intera.

La categoria "selective default" (Sd) è usata solo da S&P, e si trova solo un gradino sopra a quella di "default" tout court. Le altri grandi agenzie di rating, Moody's e Fitch (che finora non si sono espresse), invece, non prevedono questo voto intermedio tra titolo spazzatura (junk) e il fallimento ma solo il "default" conclamato e definitivo (D).

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