Polizze calamità, la proposta della Lega: contributi dello Stato e sconti immediati per mettere in sicurezza le case
In Italia il tema delle coperture assicurative contro le catastrofi naturali sta assumendo un peso sempre maggiore nel dibattito pubblico, complice l’aumento della frequenza di fenomeni estremi come alluvioni, smottamenti e terremoti. In questo quadro si inserisce una proposta di legge depositata alla Camera (AC 2791), promossa da rappresentanti della maggioranza, finalizzata a incentivare la diffusione delle polizze contro i rischi catastrofali sulle abitazioni. L’impostazione è definita: nessuna imposizione per i cittadini, ma un sistema basato su agevolazioni economiche. Ecco i punti principali.
I promotori e l’impianto politico della misura
L’iniziativa è stata presentata da esponenti della Lega, tra cui Alberto Gusmeroli e Riccardo Molinari. Il principio ispiratore è chiaro: stimolare l’adesione alle assicurazioni non tramite obblighi normativi, ma rendendo la protezione economicamente vantaggiosa. Secondo i promotori, si tratta di una possibilità e non di un vincolo, pensata per salvaguardare l’abitazione principale e contenere l’esposizione finanziaria delle famiglie.
Una diffusione ancora marginale
Il punto di partenza evidenzia una criticità rilevante: in Italia meno del 5% degli immobili risulta coperto da assicurazioni contro eventi calamitosi. In termini assoluti, oltre 30 milioni di edifici risultano privi di tutela economica in caso di disastri naturali riconosciuti. Questa condizione espone una vasta platea di famiglie a rischi economici significativi e comporta al contempo un forte impatto sulla spesa pubblica, chiamata a finanziare ogni anno interventi emergenziali e ricostruzioni per oltre due miliardi di euro.
Gli obiettivi
La proposta si muove su una doppia direttrice: da un lato rafforzare la protezione economica dei nuclei familiari e la salvaguardia del patrimonio immobiliare, dall’altro ridurre l’onere degli interventi pubblici successivi alle calamità. L’orientamento è quello di superare una logica emergenziale, fondata su risposte ex post, a favore di un approccio preventivo sostenuto da strumenti assicurativi incentivati.
Il perimetro di applicazione
La misura non avrebbe carattere generalizzato. Le eventuali coperture riguarderebbero esclusivamente la prima casa e gli immobili pienamente conformi sotto il profilo urbanistico-edilizio. Resterebbero quindi esclusi gli edifici abusivi o non regolarizzati. L’intervento si configurerebbe dunque come una tutela selettiva, concentrata sugli immobili di residenza principale.
Gli incentivi economici
Elemento centrale del disegno è il contributo pubblico al costo delle polizze. Lo Stato interverrebbe coprendo il 20% del premio assicurativo, fino a un massimo di 100 euro annui, elevato a 150 euro per i nuclei con ISEE inferiore a 25 mila euro. L’agevolazione verrebbe riconosciuta immediatamente, tramite riduzione diretta del premio al momento della stipula o del rinnovo, senza passaggi di rimborso successivi.
Ripartizione degli oneri economici
La gestione delle spese rappresenta uno dei punti più interessanti della proposta, poiché prevede di dividere l’esborso tra più attori. Il prezzo totale dell’assicurazione verrebbe infatti frazionato in quattro parti: il 20% resterebbe a carico di chi possiede la casa, un altro 20% verrebbe pagato dallo Stato e un ulteriore 20% arriverebbe da uno sconto che le compagnie assicurative sarebbero obbligate ad applicare. La parte rimanente, pari al 40%, potrebbe essere coperta dal datore di lavoro, magari utilizzando i premi aziendali senza pagare tasse, su scelta volontaria. In una situazione del genere, chi abita nell’immobile si troverebbe a pagare di tasca propria soltanto un quinto della spesa totale. Il fine di questa strategia è permettere anche a chi ha guadagni medi o contenuti di poter proteggere la propria casa, facendo sì che queste polizze diventino sempre più comuni tra la popolazione.
Coperture e funzione preventiva
Le assicurazioni scontate coprirebbero diversi tipi di disastri naturali, come i terremoti, le alluvioni, gli smottamenti e altre emergenze dichiarate dalle autorità. Parliamo di eventi che possono causare lesioni gravi alle mura di casa e mettere in seria difficoltà i risparmi di una famiglia. L’idea di fondo è quella di puntare tutto sulla prevenzione, cercando di proteggersi prima che il danno avvenga, invece di aspettare i soccorsi e gli aiuti a evento concluso.
Il finanziamento del sistema
Per dare forza a questi sconti, verrà creato un fondo apposito gestito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. I soldi messi a disposizione aumenteranno di anno in anno: si partirà con 100 milioni di euro nel 2026, per poi passare a 150 milioni nel 2027 e arrivare a 200 milioni ogni anno dal 2028 in avanti. Questo sistema servirà a garantire che ci siano sempre le risorse necessarie per pagare i bonus a chi decide di assicurarsi.
Requisiti tecnici e controlli
Per quanto riguarda le regole, non tutte le polizze daranno diritto agli sconti: i contratti dovranno rispettare alcune caratteristiche di base decise dall’IVASS, l’ente che sorveglia le assicurazioni. Saranno le stesse compagnie a controllare che tutto sia in regola prima di abbassare il prezzo ai clienti, così da essere sicuri che i benefici vadano solo a chi ne ha davvero diritto e che il meccanismo funzioni senza intoppi.

