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Economia

 

 

gianfelice roccaGianfelice Rocca

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L'assemblea di Assolombarda nominerà stamattina il numero uno della Techint Gianfelice Rocca alla presidenza della potente associazione di via Pantano che raccoglie ben 5.161 imprese con circa 300 mila dipendenti fra Milano, Lodi, Monza e Brianza.

Una nomina che potrebbe rappresentare, spiegano ad Affaritaliani.it fonti interne alla Confindustria, un trampolino di lancio per un incarico di più alto prestigio, quando fra tre anni, al termine della presidenza Squinzi, lui che in Viale dell'Astronomia è già stato vicepresidente di peso con deleghe all'educational, potrebbe esser chiamato a furor di popolo a succedere al patron della Mapei come nuova guida di Confindustria.

I dubbi di Rocca sull'Europa

Nel corso del suo intervento, Rocca ha espresso i suoi dubbi sull'Ue. "L'Europa è il nostro faro ma senza profonde riforme istituzionali può divenire una trappola. La crisi europea è una crisi costituzionale. Cari colleghi, da convinto europeista sono purtroppo persuaso che l'adozione della moneta unica da parte di Paesi con economie reali e contraddizioni e strutture economiche così diverse sia stato un atto temerario. Sono mancate immediate misure successive per garantire la convergenza di economie reali nel fisco, nel welfare, nelle regole del mercato del lavororo".

Di lignaggio nobile nell'industria italiana, Rocca è infatti un papabile doc per lo scranno più alto di Viale dell'Astronomia: appartiene a un gruppo dai grandi numeri di bilancio, è molto riservato, ma soprattutto è molto stimato perchè ritenuto un imprenditore dall'approccio super partes. Il prossimo incarico in Via Pantano poi farebbe il resto: sia in termini di prestigio sia in termini d'influenza, Assolombarda è infatti l'associazione più forte come capacità elettiva del sistema confindustriale. Blocco di voti e indicazione blasonata che rappresenterebbe per Rocca un'autentica ipoteca sulla vittoria finale.

C'è di più. L'industriale bergamasco, riferiscono sempre le fonti, sarebbe, grazie al suo carisma, la figura più adatta per mettere a regime l'opera di ricomposizione di alcune istanze presenti nell'associazione degli imprenditori italiani. Riconciliazione che ora Carlo Pesenti, su incarico del presidente Giorgio Squinzi, sta faticosamente portando avanti con la riforma del modello organizzativo e della governance di Confindustria. Riforma che a luglio dovrebbe vedere la prima stesura e un immediato roadshow, dopo l'attento ascolto del territorio e delle diverse componenti del sistema confindustriale.

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