Economia
Aumento età pensionabile, lo stop agli adeguamenti alla speranza di vita costerebbe 450 miliardi allo Stato: le ipotesi
Le stime della Ragioneria di Stato non lasciano dubbi sul costo esorbitante di questa proposta

Aumento età pensionabile, la maggioranza spinge per confermare gli strumenti automatici di adeguamento alla speranza di vita. L'opposizione, invece, intende eliminarli e non incentivare la previdenza privata
La questione dell'età pensionabile è tornata a infiammare la Camera. Come riporta quifinanza, i parlamentari stanno presentando diverse mozioni in merito agli adeguamenti automatici dei requisiti pensionistici alla speranza di vita. La maggioranza chiede di proseguire nell'azione di monitoraggio e di intervenire sugli effetti degli adeguamenti, "anche attraverso interventi correttivi in riduzione o di congelamento".
Leggi anche: Pensioni, aumenti da febbraio: quando partono i pagamenti e di quanto cresce l'assegno
La mozione firmata da Pd, Movimento Cinque Stelle e Avs, che segue una proposta di Azione presentata nella giornata precedente, chiede invece di rafforzare la previdenza complementare e proseguire con la valorizzazione del Tfr "come strumento di accumulo previdenziale". L'opposizione propone anche di eliminare del tutto i meccanismi automatici di adeguamento alla speranza di vita ed evitare incentivi per la previdenza privata e fondi integrativi.
Leggi anche: La pensione diventa un miraggio: dal 2029 potrebbero servire 3 mesi in più per uscire dal mondo del lavoro
Cancellare i meccanismi automatici, però, stando al monitoraggio della spesa pensionistica della Ragioneria dello Stato, avrebbe un costo esorbitante. Un'iniziativa di questo tipo significherebbe un esborso che potrebbe arrivare a 450 miliardi se entrasse in vigore anche il mancato adeguamento delle prestazioni.
