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Economia
Terremoto sul mercato delle auto. 40 milioni di veicoli richiamati

General Motors ha richiamato circa 30 milioni di veicoli dall'inizio dell'anno per un costo totale di due miliardi e mezzo di dolari. Tutti i costruttori potrebbero essere coinvolti. E' già la terza volta da quando ha assunto l'incarico, ossia da gennaio, che la nuova padrona di Gm, Mary Barra, ha dovuto presentarsi a Washington davanti al Senato americano.

Il motivo è sempre lo stesso: la campagna massiva di richiamo messa in opera dal costruttore americano. Le cifre sono da vertigine. General Motors ha ritirato dal mercato circa 30 milioni di veicoli dall'inizio del 2014. E' la terza volta che la società ricorre ai richiami di vecchi modelli di berline, ritirate dal mercato per una rotazione involontaria della chiave di accensione e per altri difetti.

Il sospetto di alcuni è che tra le conseguenze ci siano anche incidenti stradali. Secondo un inchiesta del New York Times, General Motors ha ripetutamente eluso o ingannato le autorita' federali sulle cause degli incidenti stradali che in oltre dieci anni hanno mietuto almeno 13 vittime. Incidenti che avrebbero portato a General Motors proprio alla decisione di ritirare così tanti veicoli.

I 30 milioni di veoicali ritirati ammontano a tre volte le vendite del 2013 (9,7 milioni). Se General Motors è largamente in testa alla classifiche dei richiami, le altre sigle non stanno benissimo e sono altrettanto toccate da un fenomeno in rapida crescita. Toyota, Honda, Ford, Bmw hanno richiamato più di 16 milioni di veicoli in poco più di sei mesi.

Questo preoccupante fenomeno è la conseguenza diretta della nuova strategia industriale portata avanti dai costruttori che al fine di ridurre i costi si sono orientati verso una maggiore standardizzazione e lo sviluppo di piattaforme comuni e componenti identiche per differenti modelli.

E' questa la conclusione tratta da un'inchiesta del New York Times uscita poche ore prima di un nuovo appuntamento pubblico dei vertici della grande casa automobilistica con il Congresso: il capo dell'ufficio legale Michael Millikin e l'amministratore delegato Mary Barra compariranno oggi per la seconda volta davanti al Senato, segno che indagini e polemiche sullo scandalo restano la maggior incognita sul futuro dell'azienda nonostante le sue vetture al momento continuino a vendere.

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