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A Siena è scattata l'ora della resa dei conti. Mps ha avviato oggi azioni di responsabilità, per la richiesta dei danni subiti dalla banca a causa dell'operazione sui derivati (che sono costate a Rocca Salimbeni  730 milioni di perdite)  nei confronti dell'ex presidente Giuseppe Mussari e dell'ex direttore generale Antonio Vigni.

Rocca Salimbeni, però, si è scagliata non soltanto contro gli ex manager, ma anche contro le banche che hanno confezionato i complessi derivati che hanno consentito al gruppo senese di spalmare le perdite su più esercizi senza doverle portare subito a bilancio.
 

Mps, spiega infatti una nota, ha "promosso davanti al Tribunale Civile di Firenze le seguenti azioni giudiziarie e precisamente: nei confronti "dell'ex presidente Mussari e dell'ex dg Vigni un'azione di responsabilità sociale, e nei confronti di Nomura International Plc un'azione di responsabilità extracontrattuale per concorso della stessa con i predetti esponenti della banca, in relazione all'operazione di ristrutturazione finanziaria concernente le notes Alexandria posta in essere nel luglio-ottobre 2009; con tale azione viene chiesta la condanna in solido delle parti convenute al risarcimento dei danni subiti e subendi dalla banca per effetto della contestata operazione".  L'azione di responsabilità avviata dall'istituto riguarda anche Deutsche Bank.

mussari vigni

Se i provvedimenti contro la passata gestione consentono ad Alessandro Profumo e Fabrizio Viola (presidente e amministratore delegato) di chiudere la fase straordinaria della banca senese, ieri è stata varata invece l'operazione che permetterà a Mps di voltare definitivamente pagina, mettendosi in linea con i dettami Ue sul patrimonio. Il board ha emesso infatti i Monti bond: 4,071 miliardi di soldi pubblici di cui 2 per portare il Core Tier 1 al 10,8%, sopra le soglie fissate dall'Europea (9%) e 1,9 miliardi per chiudere i vecchi Tremonti bond.

Spread permettendo, la scommessa del duo Viola-Profumo è quella, ora, di realizzare gli obiettivi del piano industriale che prevedere di riportare la banca alla redditività, con un target di 633 milioni di utile netto per il 2015 dopo aver pagato gli interessi al Tesoro: l'aiuto pubblico costerà infatti a Siena quasi 1,5 miliardi di interessi da qui al 2016, quando i Monti-bond dovrebbero essere rimborsati, perché la cedola base del 9% (365 milioni circa) lieviterà al 9,5% già dal prossimo anno.

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