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Economia
Bad Bank, giallo sulla posizione del premier

Secondo il Financial Times l'ipotesi di una bad bank ventilata dal Governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, non trova d'accordo il presidente del Consiglio, Enrico Letta, tuttavia Palazzo Chigi non conferma le indiscrezioni e spiega che non e' stata ancora presa una posizione in merito.

Il giornale britannico, citando una fonte governativa, riferisce che per Letta "l'idea di una bad bank potrebbe essere controproducente per l'Italia". In particolare, il capo del Governo temerebbe che la bad bank "potrebbe accelerare un ulteriore downgrade da parte delle agenzie di rating nei prossimi mesi".

Secondo il Ft gli analisti ritengono che l'Italia avrebbe bisogno di una bad bank sponsorizzata dallo Stato del valore di 9-12 miliardi di euro, per liberare i crediti verso le piccole imprese. Inoltre, afferma il quotidiano, che cita fonti del settore, alcuni fondi internazionali, come Kkr, avrebbero avviato negoziati preliminari con alcune banche italiane, incluse Unicredit e Intesa, per comprare parte delle loro passivita' a rischio.

Il Ft riferisce anche che Intesa Sanpaolo starebbe considerando la possibilita' di diventare la prima banca italiana a creare una bad bank interna per destinarle una parte dei 55 miliardi di euro dei suoi crediti lordi deteriorati.

Fonti di palazzo Chigi hanno smentito il 'Financial Times'. "Il premier Enrico Letta non ha mai espresso contrarieta' all'ipotesi di una 'bad bank'", e' stato riferito.

Intanto il Codacons insorge. "Male! Basta regali alle banche!" è il commento alla smentita del Governo. Per l'associazione di consumatori è una cattiva notizia che Letta non prenda immediatamente posizione. E' evidente, infatti, che non è possibile che le banche si tengano i soldi regalati dalla Bce, li utilizzino per arricchirsi grazie ai lauti interessi sui titoli di Stato pagati dagli italiani con l'aumento delle tasse e poi si faccia l'ennesima bad company a carico dei contribuenti per risolvere i problemi delle loro sofferenze. Per l'associazione di consumatori i problemi delle banche devono essere affrontati in primo luogo dalla Bce. Se le banche necessitano ancora di sostegno, sia la Bce ad intervenire, magari condizionando questa volta l'aiuto al fatto che le banche utilizzino poi questi soldi per aiutare famiglie ed imprese in difficoltà, rimettendo in circolo i soldi avuti. Non è accettabile, infatti, che la politica monetaria sia stata considerata dai politici europei addirittura una variabile indipendente, privando la Bce delle possibilità di intervento tipici di una banca centrale e riducendo al minimo la possibilità della Bce di aiutare gli Stati indebitati, ma poi siano gli stessi Stati, anche se con i debiti fino al collo come l'Italia, a dover far fronte ai problemi delle banche.

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