Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Economia » Banca Intesa, Messina aumenta il dividendo a 7 centesimi. 1,2 miliardi di utili

Banca Intesa, Messina aumenta il dividendo a 7 centesimi. 1,2 miliardi di utili

Banca Intesa, Messina aumenta il dividendo a 7 centesimi. 1,2 miliardi di utili
intesa san paolo
Intesa Sanpaolo ha chiuso il 2014 con un utile netto di 1,25 miliardi, che si confronta con il rosso da 4,55 miliardi registrato nel 2013 per effetto delle svalutazioni; se si esclude l’incremento della tassazione sulla quota in Bankitalia, l’utile sale a 1,69 miliardi. Ai soci un dividendo di 7 centesimi, rispetto ai 5 centesimi del 2013. Ok in borsa

Carlo Messina aumenta la cedola di Intesa Sanpaolo da 5 a 7 centesimi per azione ordinaria e a 8,1 centesimi per quelle risparmio grazie a un significativo miglioramento della redditività nel 2014, superiore agli obiettivi del piano di Impresa 2014-2017. Il monte dividendi della prima banca italiana per capitalizzazione ha raggiunto quota 1,2 miliardi, superiore del 20% a quanto previsto invece nel piano industriale lanciato l’anno scorso dal Ceo. Per l’anno prossimo il manager ha già confermato che si salirà a 2 miliardi, come da piano, anche grazie al “fieno in cascina” accumulato nell’ultimo trimestre 2014.

L’utile netto del bilancio 2014 di Intesa è stato robusto: 1.690 milioni di euro, se si esclude l’aumento retroattivo della tassazione, dal 12% al 26%, della plusvalenza registrata nel 2013 sulla quota detenuta in Banca d’Italia. Il consenso si aspettava un utile netto a 1,5 miliardi di euro.

In crescita, invece, del 38,8% rispetto ai 1.218 milioni del 2013 se si esclude l’impairment di goodwill e altre attività intangibili. Mentre l’utile netto contabile è ammontato a 1.251 milioni rispetto al risultato netto negativo di 4.550 milioni del 2013, nonostante un’aliquota fiscale effettiva pari al 52%, e a 48 milioni nel solo quarto trimestre rispetto ai 483 milioni del terzo trimestre 2014 e al risultato negativo per 5.190 milioni del quarto trimestre 2013.

Il risultato della gestione operativa è migliorato del 5,1% a 8.354 milioni e i proventi operativi netti hanno raggiunto i 16.898 milioni (+4%) con un positivo andamento sia degli interessi netti, 8.374 milioni (+3,3%), sia delle commissioni, 6.775 milioni (+10,5%), il dato più elevato dal 2007. Meglio il risultato dell’attività assicurativa (919 milioni dai 790 milioni del 2013) rispetto al risultato dell’attività di negoziazione (777 milioni da 1.159 milioni del 2013).

Al contempo Intesa Sanpaolo  ha registrato un’elevata efficienza con un cost/income al 50,6%, tra i migliori delle maggiori banche europee, e un miglioramento del trend del credito con i flussi di nuovi crediti deteriorati provenienti da crediti in bonis che si sono attestati al valore più basso dal 2011: flussi netti pari a 8,6 miliardi di euro rispetto agli 11 miliardi del 2013 (-22%). I crediti in sofferenza sono comunque cresciuti a 14,178 miliardi rispetto ai 12,899 miliardi del 2013 con un’incidenza sui crediti complessivi pari al 4,2% (3,8% al fine 2013) e un grado di copertura del 62,7% (da 62,5%).

*BRPAGE*

Alla base del miglioramento del trend del credito la diminuzione degli accantonamenti. Infatti, gli stanziamenti a fronte dei rischi creditizi sono scesi del 36,2% a 4.538 milioni di euro dai 7.111 milioni del 2013, un dato che include le rettifiche richieste dall’asset quality review (383 milioni, già inclusi negli accantonamenti dei primi nove mesi del 2014), e il livello di copertura dei crediti deteriorati si è portato al 46,8% rispetto al 46% di fine 2013. Un livello elevato se paragonato a quello della media dei concorrenti italiani: 37% nel terzo trimestre.

Ancora una volta poi Intesa Sanpaolo  ha confermato una patrimonializzazione molto solida. Il Common Equity ratio pro-forma Basilea 3 a regime è, infatti, salito al 13,3% dal 12,3% di fine 2013, livello top tra le maggiori banche europee. Il Common Equity ratio, secondo i criteri transitori in vigore per quest’anno, è invece risultato pari al 13,6% rispetto all’11,9% pro-forma di fine 2013. L’istituto può anche contare su attività liquide per 97 miliardi di euro e su un’elevata disponibilità di attivi stanziabili presso le Banche centrali, corrispondenti a una liquidità di 63 miliardi.

Il Cdg di Intesa ha così deliberato di proporre alla prossima assemblea ordinaria la distribuzione di 7 centesimi di euro per l’azione ordinaria e di 8,1 centesimi per l’azione di risparmio. Più precisamente, la proposta prevede la distribuzione di un monte dividendi pari a 1.184.758.020,25 euro. Il pagamento del dividendo, se approvato, avrà luogo a partire dal 20 maggio 2015 con stacco cedole il 18 maggio e record date il 19 maggio.

Rapportando il dividendo unitario al prezzo dell’azione registrato lo scorso 9 febbraio, ne risulta un rendimento (dividend yield) pari al 2,8% per l’azione ordinaria e al 3,7% per l’azione di risparmio. Entrambe le due categorie di azioni sono sugli scudi al momento in borsa: la prima guadagna il 4% a 2,59 euro e la seconda il 2,98% a 2,28 euro.

L’utile netto del quarto trimestre è risultato sotto le stime del consenso a 190 milioni per effetto di componenti straordinarie negative per oltre 500 milioni, ma il dividendo ha sorpreso in positivo gli analisti: era atteso in crescita del 20% a 6 centesimi ed invece è stato incrementato del 40% a 7 centesimi.

Il Cet1 ratio a regime del 13,3% è in linea con il consenso nonostante il dividendo più elevato. Inoltre per quest’anno Intesa Sanpaolo  si aspetta una crescita dei proventi operativi netti, favorita dalle commissioni nette, del risultato della gestione operativa e del risultato corrente al lordo delle imposte con una riduzione del costo del rischio.